Diritto e Fisco | Articoli

Si può spiare una persona?

3 maggio 2017


Si può spiare una persona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 maggio 2017



Spiare è lecito purché non si generi preoccupazione e non si invadano i luoghi di privata dimora.

Nell’opinione comune lo spionaggio è considerato un’attività riprovevole sotto l’aspetto morale e illegale sotto quello giuridico perché lesiva della privacy altrui. Eppure non è così: si può spiare una persona a determinate condizioni, senza commettere reato o rischiare sanzioni. Tanto è vero che, ormai, lo spionaggio non esiste più solo a livello internazionale, tra agenti segreti e 007, ma anche nei rapporti di lavoro e nelle relazioni coniugali. Esistono vere e proprie agenzie che svolgono attività investigative utili in diverse occasioni: come il fotografare il dipendente che, benché malato, è invece uscito di casa per divertirsi; come la moglie che, invece di andare al lavoro, tradisce il marito con l’amante; come il collaboratore dell’azienda che rivela i segreti industriali ai concorrenti. Senza contare le numerose attività svolte nei confronti di chi ha debiti e si cui il creditore intende conoscere le consistente patrimoniali per procedere al pignoramento.

Si può spiare una persona in diversi modi: non solo con il classico pedinamento, ma anche attraverso attività informatiche di ricerca dei dati. Lo sanno bene le società di due intelligence che raccolgono dati sui precedenti giudiziari dei cittadini e li vendono a chi ha necessità di conoscere il passato di un imprenditore, un futuro collaboratore, di un’azienda partner (leggi SGR controlla ogni italiano e World-Check, il nuovo Grande fratello). Tutto questo è legale? Non esisteva il diritto alla riservatezza e all’oblio? Sembra proprio di no, tanto è vero che lo stesso Garante della Privacy ha emanato un codice deontologico per le società di spionaggio (leggi Da oggi schedato chi non paga).

Cerchiamo quindi di capire quando spiare una persona è legale e quando, invece, è vietato dalla legge.

In Italia non esiste il reato di pedinamento. Mettersi alle calcagna di qualcuno o assoldare un investigatore privato per tale scopo non è contro la legge. Si può spiare una persona e anche pedinarla di nascosto. Ma a due condizioni:

  • che non si crei, nel soggetto spiato, una condizione di ansia e paura per la propria sicurezza. In tal caso si sconfina nel reato di molestia [1] (o, nei casi più gravi e ripetuti nel tempo, nello stalking). La sanzione per chi, in luogo pubblico o aperto al pubblico, reca disturbo alle persone, è dell’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda fino a 516 euro. Secondo la Cassazione [2], si può spiare una persona e pedinarla, in un luogo pubblico, su una strada, per auto o in un parco, perché non esistono norme che lo vietino o che tutelino la privacy contro tali invadenze, ma sempre e solo a condizione di non essere visti o, comunque, di non far sentire minacciata o importunata la persona pedinata;
  • che il pedinamento o l’attività di spionaggio non avvenga nella dimora del soggetto spiato o nei luoghi ad essa adiacenti come il giardino, il garage, il parcheggio condominiale, ecc. Spiare una persona all’interno del domicilio è sempre illecito, in qualsiasi forma ciò si estrinsechi (leggi Vietato spiare la moglie o il marito).

Per esempio, il pedinamento di un fotografo nei confronti di un personaggio famoso non è reato, salvo che tale comportamento diventi tanto ossessivo da risultare inopportuno e lesivo anche della riservatezza. Il marito geloso può spiare la moglie solo per vedere dove va o con chi si incontra, se fatto con discrezione e senza creare disagio o timore. È altrettanto lecito spiare la compagna per avere informazioni su di lei e sulla sua fedeltà. Si sconfina nel penale, invece, se la vittima si sente in pericolo o importunata.

Altrettanto dicasi nei rapporti di lavoro: il datore può spiare il dipendente con l’investigatore privato, a detta di numerosi precedenti giurisprudenziali. Ciò non lede la dignità o la riservatezza del lavoratore, né viola lo Statuto dei lavoratori che vieta i controlli a distanza solo all’interno del posto di lavoro, ma non anche fuori da esso. Per cui è ben possibile mettere l’investigatore privato alle calcagna del dipendente per vedere se, nei giorni di assenza presi per un particolare permesso (ad esempio, i permessi per assistere il familiare invalido) svolge altre attività o se il certificato medico presentato all’Inps è falso.

Chi si accorge solo dopo molto tempo di essere stato pedinato non può sporgere querela se, in quell’istante, il pedinatore desiste dalla propria attività. Infatti, finché tale comportamento non è stato scoperto non può aver destato timori, mentre nel momento in cui tale timore sorge, il pedinamento non è più sussistente e, quindi, lesivo. Ciò che conta è, infatti, che al momento del pedinamento sorga un turbamento per la vittima.

Per essere punito penalmente, il pedinamento inopportuno non deve necessariamente essere abituale: spiare una persona incutendole timore o ansia può essere reato anche se si è trattato di un singolo episodio molesto, purché l’azione sia pressante, ripetitiva, indiscreta, impertinente e quindi idonea a interferire sgradevolmente nella sfera della quiete e della libertà delle persone [3].

Se è lecito registrare una conversazione all’insaputa dell’altra persona, non lo è più se si lascia il registratore e si va altrove. Il presupposto per considerare lecita la registrazione è che colui che registra partecipi alla conversazione e non sia, invece, altrove.

Non si può pertanto spiare una persona lasciando un registratore acceso in auto, in casa, sul lavoro o in qualsiasi altro posto.

Si può spiare una persona anche dall’email di questa, senza perciò intervenire sul proprio telefonino o sul computer e, quindi, senza lederne la privacy. Allo stesso modo è lecito spiare una persona assumendo informazioni da altri soggetti testimoni del suo passaggio o spostamenti; l’illecito scatta nel momento in cui si diffondono, ad estranei, dati personali del soggetto pedinato (ad esempio, il dipendente di una società investigativa che renda noto, ai vicini di casa, che sta indagando per un presunto tradimento o per ricercare la residenza di una persona sommersa dai debiti).

In ultimo, capitolo delicato è quello della prova. Le eventuali fotografie, le registrazioni video o audio raccolte durante l’attività di spionaggio possono essere usate in processo? La risposta non è sempre positiva. Anzi, tutt’altro. L’esito delle indagini investigative non può costituire una prova documentale certa in una eventuale causa. Fotografie e registrazioni sono considerate riproduzioni meccaniche che possono essere facilmente contestabili. Nulla vieta, però, al soggetto cha ha spiato di testimoniare, davanti al giudice, dichiarando i fatti a cui ha assistito in prima persona. Ma attenzione: nel processo civile le parti in giudizio non possono essere testimoni. Bisognerà allora fare in modo che lo 007 sia un’altra persona.

note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 18117/14 del 30.04.2014.

[3] Cass. sent. n. 43439 del 7.12.2010. Cass. sent. n. 5855 del 12.02.2001.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI