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Bonifico bancario: si deve mettere la causale?

3 maggio 2017


Bonifico bancario: si deve mettere la causale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 maggio 2017



La causale non è obbligatoria ma serve per ricostruire, a distanza di tempo, le ragioni del bonifico e dello spostamento del denaro da un conto a un altro.

Quando si fa un bonifico bancario la causale – ossia l’indicazione delle ragioni per cui viene eseguito il trasferimento del denaro – non è un elemento essenziale ed obbligatorio per la validità del bonifico stesso, né la legge la impone a pena di sanzioni. L’indicazione della causale serve soprattutto a memoria delle stesse parti, onde evitare equivoci in merito al debito estinto o alla natura del pagamento (se corrispettivo, donazione, prestito, ecc.). Per questo la causale può anche essere generica, senza dover per forza contenere informazioni dettagliate o corrispondenti a modelli prestabiliti dalla legge. Ma procediamo con ordine e vediamo quando, in caso di bonifico bancario, si deve mettere la causale.

La prima questione che torna utile quando si trasferisce del denaro a un’altra persona è preservarsi dalle indagini dell’Agenzia delle Entrate. Lo spostamento dei soldi può corrispondere a finalità certamente lecite, ma se dovesse arrivare una richiesta di chiarimenti da parte del fisco bisogna sempre essere pronti a fornire la risposta. Altrimenti, la mancata giustificazione, comporta una presunzione sfavorevole al contribuente. A riguardo ti tornerà utile la lettura della guida Come spostare soldi senza allertare il fisco. In essa abbiamo fornito alcuni consigli e spiegato le precauzioni necessarie ad evitare controlli o il rischio di accertamenti.

In questo un ruolo chiave assume la causale. Di certo, l’indicazione di una specifica causale non vincola il fisco: se, ad esempio, un bonifico viene giustificato come «donazione», ma secondo l’Agenzia delle Entrate si tratta del corrispettivo di una vendita (pertanto soggetto a tassazione), l’amministrazione non è obbligata ad attenersi alla causale e dare per buono ciò che riportato dal contribuente. Ben potrebbe, quindi, a seguito di indagini, ritenere che lo spostamento del denaro sia un’operazione imponibile nonostante la diversa indicazione della causale.

Al contrario, però, se la causale indica che il versamento del denaro viene eseguito a fronte di una vendita o di una prestazione professionale non si può poi giustificare l’assenza di fattura sostenendo che, in realtà, lo scopo del bonifico era la donazione.

Tutto ciò si può sintetizzare nel seguente modo: la causale è prova contro il contribuente nel momento in cui dichiara fatti a lui sfavorevoli (ad esempio il ricevimento di un corrispettivo per una operazione imponibile); invece non vincola il fisco, e pertanto non fa prova a favore del contribuente, quando invece contiene dichiarazioni a quest’ultimo favorevoli. Facile sarebbe, infatti, “falsificare” la causale al solo scopo di evitare accertamenti.

Ciò detto, si comprende come la causale di un bonifico non è obbligatoria, ma può aiutare in futuro le parti e il fisco a ricostruire la ragione dello spostamento del denaro da un conto a un altro. Ecco perché, nel momento in cui si decide scrive una causale, bisogna tentare di essere precisi quantomeno nell’indicare lo scopo perseguito dalle parti; ad esempio:

  • pagamento corrispettivo;
  • donazione;
  • prestito fruttifero (ossia che produce interessi);
  • prestito infruttifero (senza interessi);
  • restituzione prestito;
  • storno pagamento fattura per contestazioni;
  • regalia compleanno;
  • regalia matrimonio;
  • regalia laurea;
  • contributo per viaggio;
  • pagamento spese di soccombenza sentenza n…. del …..

Se poi si tratta di prestazioni dovute in forma periodica, nella causale bisognerà indicare, oltre alla ragione del pagamento, anche la forbice temporale a cui detto pagamento si riferisce; ad esempio:

  • pagamento canone di affitto più oneri accessori mese di luglio 2017;
  • pagamento mantenimento moglie per mensilità di ottobre 2016;
  • bolletta del telefono n. … del …;
  • pagamento condominio per rendiconto del …, quote ordinarie del ….;
  • pagamento acqua condominio del…;
  • pagamento rata mutuo del mese di….;
  • restituzione prestito, mese di…;
  • terzo acconto pagamento parcella n…. del…..

La causale diventa essenziale nei confronti del fisco quando si ha intenzione di eseguire una donazione indiretta: ad esempio il padre dona al figlio del denaro affinché compri l’auto oppure versa la somma direttamente alla concessionaria affinché intesti l’auto al figlio. Solo una corretta e completa causale potrebbe salvare da un accertamento con il redditometro qualora dovesse risultare che il beneficiario della donazione non ha i soldi necessari per acquistare detto bene.

Per maggiori chiarimenti leggi La causale per ogni bonifico bancario.

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