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Lo sai che? Vecchie multe, cartelle, prescrizione e opposizione

Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2017

Dopo cinque anni scadono sia le multe che le cartelle che le contengono: come fare ricorso

Se avete delle vecchie multe non pagate e delle cartelle esattoriali che le prevedono e sono, altresì, trascorsi cinque anni dalla notifica delle cartelle stesse, senza che l’agente della riscossione abbia “interrotto” la prescrizione con un avviso di mora o qualche altro sollecito formale, sappiate che si tratta di debiti scaduti o tecnicamente definiti prescritti.

Avete, quindi, la possibilità di far dichiarare l’estinzione di tali debiti e quindi d’impedire ogni iniziativa giuridica fondata sugli stessi (ad esempio, un’eventuale azione esecutiva, quale un pignoramento oppure una misura cautelare quale un fermo amministrativo).

Ma come e quando procedere? Andiamo a vederlo insieme.

Quando scadono le multe e le cartelle che le contengono?

La prescrizione delle sanzioni amministrative avviene dopo cinque anni dalla violazione [1]. Ovviamente la notifica del verbale, così come la successiva cartella o l’intimazione di pagamento interrompono tale termine. A pena di decadenza, l’agente della riscossione, entro due anni dal ricevimento del ruolo deve notificare la conseguente cartella esattoriale [2].

Ovviamente anche la stessa cartella, avente ad oggetto una multa, si prescrive dopo cinque anni. Il giudice competente per il ricorso contro la multa è il Giudice di Pace. Esso va depositato entro 30 giorni dal ricevimento dell’atto.

Intimazione di pagamento: cos’è?

Secondo la legge [3], ove mai l’azione esecutiva, fondata su una o più cartelle di pagamento, non è stata iniziata entro un anno dalla notifica delle stesse, è obbligatorio inviare al contribuente un avviso di mora formale, contenente l’intimazione a pagare entro il termine di cinque giorni.

Tale atto, che consente d’interrompere anche il termine prescrizionale della o delle cartelle, si definisce tecnicamente: intimazione di pagamento.

Quindi, se è trascorso più di anno dalla notifica delle cartelle, ed è avviata l’azione esecutiva senza aver preventivamente inviato la predetta intimazione, la medesima azione è illegittima.

L’atto in questione deve essere adeguatamente motivato, e non può limitarsi semplicemente, a contenere l’avviso di adempiere gli importi in esso previsti, entro cinque giorni. Pertanto, esso dovrà contenere tutti i riferimenti necessari al contribuente, per esercitare adeguatamente il proprio diritto alla difesa [4] (ad esempio, le cartelle di pagamento, la data di notifica, le voci accessorie, ecc).

Dopo aver notificato l’intimazione di pagamento è necessario procedere entro un termine massimo di 180 giorni, altrimenti l’atto perde efficacia e sarà necessario inviarne un altro [5].

Infine, va detto che è assolutamente possibile proporre ricorso avverso l’intimazione di pagamento. Il termine entro il quale bisogna fare ricorso ed il giudice competente dipendono dalla natura dell’onere richiesto nelle cartelle oggetto dell’atto. Ad esempio, se si tratta di multe, la competenza a decidere è del Giudice di Pace.

C’è un termine per fare ricorso contro una cartella per multe prescritta?

Assolutamente no. In questo caso, infatti, si tratta di eccepire un fatto estintivo successivo alla formazione di un titolo esecutivo. La cartella esattoriale, invero, è un titolo esecutivo a tutti gli effetti, cioè un presupposto di legge per avviare l’azione esecutiva (ad esempio, il pignoramento del conto) o adottare una misura cautelare (ad esempio, il fermo amministrativo) a danno del debitore.

Ebbene, prima che l’azione esecutiva sia stata proposta o avviata dall’agente della riscossione, ci si può opporre a tale possibilità, con l’opposizione all’esecuzione.

Regolata dalla legge [6], la causa in questione consente di bloccare ogni iniziativa del creditore di turno, dimostrando che successivamente alla notifica della cartella, sono trascorsi i cinque anni previsti, senza alcuna “interruzione” ed a seguito dei quali, la cartella si è prescritta. La sentenza, che scaturirà dal predetto procedimento, dichiarerà l’estinzione del diritto nascente dalla cartella prescritta ed impugnata, ed il debitore sarà definitivamente “liberato” da ogni onere in merito.

Pertanto, se dal vostro estratto di ruolo emergono alcune cartelle, aventi ad oggetto delle multe, per le quali sono trascorsi i fatidici cinque anni senza aver subito alcuna interruzione (ad esempio, senza aver ricevuto alcun avviso di mora/intimazione), potete fare ricorso contro le stesse, ottenendo l’estinzione delle multe in esse previste.

In questo modo, potrete “pulire” il vostro estratto di ruolo e non temere più alcuna azione esecutiva o cautelare fondata sulle cartelle così annullate.

note

[1] Art. 209 cod. strada.

[2] Art. 1, comma 153 Legge 244/2007.

[3] Art. 50, comma 2 D.P.R. n. 602/1973.

[4]Cass. civ. sent. n. 18415/2005 – n. 2907/2010.

[5] Art. 50, comma 2, D.P.R. n. 602/1973.

[6] Art. 615 cod. proc. civ


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