| Editoriale

Come annullare la multa per segnaletica non visibile

3 Maggio 2017


Come annullare la multa per segnaletica non visibile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Maggio 2017



Divieto di sosta, varco attivo Ztl e presenza autovelox: nulle le multe se il cartello stradale non è visibile.

Che ne è della multa se il cartello stradale, contenente la prescrizione o il divieto per gli automobilisti, non è ben visibile? Non sono poche le sentenze dei giudici di pace che annullano le contravvenzioni a causa della segnaletica irregolare. Questo perché è la stessa legge [1] a prescrivere l’obbligo, per il Comune o l’ente proprietario della strada, di mantenere i cartelli in buon stato di manutenzione affinché siano visibili dall’automobilista. Ma tant’è: tra vegetazione che cresce, edifici e nuovi palazzi, semafori agli incroci e cartelloni della pubblicità sempre più grandi, i margini della strada cambiano in continuazione la segnaletica viene letteralmente soffocata tanto da non essere più facilmente distinguibile. Senza contare gli agenti atmosferici e i vandali che possono modificare l’orientamento del palo oppure oscurare con gli spray le relative indicazioni stradali. Che colpa ne ha, dunque, l’automobilista se non è stato messo nella condizione di conoscere i divieti e gli obblighi a lui indirizzati? Ecco quindi che, per sapere come annullare la multa per segnaletica non visibile, la prima cosa da fare è una fotografia dello stato dei luoghi, in modo da produrla al giudice (leggi anche Segnaletica stradale poco visibile: multa contestabile).

A ricordarlo è una recente sentenza del Giudice di Pace di Lanciano [1] che si è occupato di una questione relativa alla segnaletica per le Ztl (zone a traffico limitato), ma il principio può essere esteso a qualsiasi tipo di segnaletica non visibile. Se la presenza del «varco attivo» non è immediatamente distinguibile per essere il cartello poco visibile nonché a ridosso della stessa zona interdetta al traffico, la multa è nulla.

Per quanto riguarda le Ztl, il codice della strada fissa in 80 metri la distanza minima che deve esserci tra il segnale stradale e l’ingresso nella zona a traffico limitato. Il Comune non può arbitrariamente ridurre questo spazio rendendo poco visibile la presenza del varco agli automobilisti. Gli 80 metri sono volti a garantire il facile avvistamento della presenza delle Ztl affinché il cartello sia leggibile di notte oltre che di giorno, mentre la giurisprudenza di legittimità impone che i divieti di circolazione siano percepibili tenendo conto anche della velocità dei veicoli sulla strada.

Chi non è residente nella città in cui sta circolando con la propria auto sa bene come sia difficile, a volte, districarsi nel traffico quando non si conoscono i cartelli, i divieti e la segnaletica orizzontale. Specie perché a volte tali prescrizioni non sono facilmente individuabili a prima vista. Ormai i Comuni piantano pali con i cartelli ovunque ed è facile perdere il conto, ad esempio, dei limiti di velocità o della presenza della zona a traffico limitato. E così anche per la possibilità di controllo elettronico della velocità. Ma il fatto è che i conducenti – specie quelli provenienti da altre zone – non sono tenuti a conoscere le prescrizioni urbane e le zone a traffico limitate in città; pertanto la segnaletica deve essere facilmente distinguibile, così come il cartello che segnala la ztl va posto a distanza adeguata per consentire al conducente di cambiare rotta senza brusche frenate.

Ecco quindi alcune questioni da conoscere se si vuol sapere come annullare la multa per segnaletica non visibile:

  • il cartello deve essere prospiciente il senso di marcia del veicolo e non rivolto da un altro lato della strada;
  • il cartello non deve essere coperto da altri cartelli più grandi;
  • il cartello non deve essere posto subito dopo un altro cartello che ne oscura così, di fatto, la presenza;
  • il cartello non deve essere imbrattato da spray;
  • il cartello non deve essere collocato a ridosso del luogo ove scatta l’obbligo per l’automobilista (ad esempio, in tema di autovelox, il segnale con l’avviso va posto con congruo anticipo);
  • il cartello non deve essere coperto dalla vegetazione;
  • il cartello non deve essere coperto da altri manifesti pubblicitari fissi o mobili.

note

[1] Art. 45 cod. strada:

«Art. 45. Uniformità della segnaletica dei mezzi di regolazione e controllo ed omologazioni.

1.Sono vietati la fabbricazione e l’impiego di segnaletica stradale non prevista o non conforme a quella stabilita dal presente codice, dal regolamento o dai decreti o da direttive ministeriali, nonchè la collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici in modo diverso da quello prescritto.

2.Il Ministero dei lavori pubblici può intimare agli enti proprietari, concessionari o gestori delle strade, ai comuni e alle province, alle imprese o persone autorizzate o incaricate della collocazione della segnaletica, di sostituire, integrare, spostare, rimuovere o correggere, entro un termine massimo di quindici giorni, ogni segnale non conforme, per caratteristiche, modalità di scelta del simbolo, di impiego, di collocazione, alle disposizioni delle presenti norme e del regolamento, dei decreti e direttive ministeriali, ovvero quelli che possono ingenerare confusione con altra segnaletica, nonchè a provvedere alla collocazione della segnaletica mancante. Per la segnaletica dei passaggi a livello di cui all’art. 44 i provvedimenti vengono presi d’intesa con il Ministero dei trasporti.

3.Decorso inutilmente il tempo indicato nella intimazione, la rimozione, la sostituzione, l’installazione, lo spostamento, ovvero la correzione e quanto altro occorre per rendere le segnalazioni conformi alle norme di cui al comma 2, sono effettuati dal Ministero dei lavori pubblici, che esercita il potere sostitutivo nei confronti degli enti proprietari, concessionari o gestori delle strade, a cura dei dipendenti degli uffici centrali o periferici.

4.Le spese relative sono recuperate dal Ministro dei lavori pubblici, a carico degli enti inadempienti, mediante ordinanza che costituisce titolo esecutivo.

5.Per i segnali che indicano installazioni o servizi, posti in opera dai soggetti autorizzati, l’ente proprietario della strada può intimare, ove occorra, ai soggetti stessi di reintegrare, spostare, rimuovere immediatamente e, comunque, non oltre dieci giorni i segnali che non siano conformi alle norme di cui al comma 2 o che siano anche parzialmente deteriorati o non più corrispondenti alle condizioni locali o che possano disturbare o confondere la visione di altra segnaletica stradale. Decorso inutilmente il termine indicato nella intimazione, l’ente proprietario della strada provvede d’ufficio, a spese del trasgressore. Il prefetto su richiesta dell’ente proprietario ne ingiunge il pagamento con propria ordinanza che costituisce titolo esecutivo.

6.Nel regolamento sono precisati i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonchè quelli atti all’accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, ed i materiali che per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all’approvazione od omologazione da parte del Ministero dei lavori pubblici, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione.

7.Chiunque viola le norme del comma 1 e quelle relative del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 a euro 1.697.

8.La fabbricazione dei segnali stradali è consentita alle imprese autorizzate dall’lspettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale di cui all’art. 35, comma 3, che provvede, a mezzo di specifico servizio, ad accertare i requisiti tecnicoprofessionali e la dotazione di adeguate attrezzature che saranno indicati nel regolamento. Nel regolamento sono, altresì, stabiliti i casi di revoca dell’autorizzazione.

9.Chiunque abusivamente costruisce, fabbrica o vende i segnali, dispositivi o apparecchiature, di cui al precedente comma 6, non omologati o comunque difformi dai prototipi omologati o approvati è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 a euro 3.396. A tale violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca delle cose oggetto della violazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

9-bis. É vietata la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all’articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni.

9-ter. Chiunque produce, commercializza o utilizza i dispositivi di cui al comma 9-bis è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 809 a euro 3.241. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca della cosa oggetto della violazione secondo le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI.

[2] GdP Lanciano, sent. n. 144/17.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI