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Come avere la garanzia senza scontrino

3 maggio 2017


Come avere la garanzia senza scontrino

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 maggio 2017



Per ottenere la garanzia non è necessario conservare lo scontrino, il quale è un documento avente solo natura fiscale, ma non è una prova di acquisto.

 

Chi perde lo scontrino ha comunque diritto alla garanzia o alla restituzione dei soldi pagati al venditore se l’oggetto acquistato è difettoso o si è rotto per un difetto di costruzione. Lo scontrino infatti non serve per dimostrare la vendita, ma – al pari della fattura – è solo un documento fiscale richiesto dalla legge ogni volta che viene pagato un corrispettivo per la cessione di un bene o la prestazione di un servizio. Se, dunque, è vero che l’emissione documentazione fiscale serve solo per regolarizzare la posizione del contribuente con l’erario, come avere la garanzia senza lo scontrino? In questo articolo daremo qualche suggerimento.

Se hai letto la nostra guida La garanzia vale anche senza scontrino saprai già che, in caso di oggetto difettoso, il diritto alla restituzione dei soldi o (a scelta dell’acquirente) alla sostituzione dell’oggetto non funzionante con un altro integro, è previsto dal codice del consumo; dipende quindi dalla legge e non da una concessione del venditore. Anzi, il venditore non può limitare tale diritto ponendo delle condizioni che la legge non prevede. Tutto ciò che la normativa impone per ottenere la garanzia è:

  • inviare una diffida (possibilmente con raccomandata a.r.) al venditore, denunciando il difetto dell’oggetto, entro 60 giorni dalla scoperta del vizio (il termine si riduce a 8 giorni se l’acquisto avviene con partita Iva). Questa diffida non è necessaria se il venditore ha dolosamente occultato il difetto;
  • il difetto si deve essere presentato entro massimo 2 anni (1 anno se l’acquisto avviene con partita Iva). È questa infatti la durata minima che la garanzia deve sempre avere. Il venditore non può prevedere una garanzia di durata inferiore a 2 anni stabilendo poi l’estensione per un periodo superiore dietro pagamento.

Il venditore quindi non deve garantire i difetti manifestatisi dopo due anni o quelli che, pur manifestatisi nei due anni dall’acquisto, non sono stati denunciati dall’acquirente entro 60 giorni.

Come detto, il venditore non può frapporre ulteriori limiti all’esercizio del diritto alla garanzia come, ad esempio, tra i più frequenti (e illegittimi):

  • la restituzione della scatola di imballaggio integra o della confezione;
  • l’esibizione dello scontrino di vendita o della fattura;
  • il certificato di garanzia con il timbro del negoziante;
  • la restituzione del prodotto entro una determinata data coincidente, ad esempio, con la fine dei saldi di stagione.

Difatti la garanzia opera per ben due anni ed è impensabile che l’acquirente conservi, per tutto questo tempo, lo scontrino o la confezione in cui era sigillato il prodotto acquistato. Addirittura, secondo qualche sentenza, lo scontrino non prova neanche il pagamento del prezzo.

Ma allora, come avere la garanzia senza scontrino? Tutto ciò che deve fare l’acquirente è dimostrare l’avvenuta vendita, prova che resta comunque a suo carico. Ciò può avvenire anche attraverso un testimone o altri elementi certi e inequivocabili (non di sicuro la carta regalo o la busta del negoziante). Lo scontrino, di certo, dimostrando comunque l’avvenuto pagamento del prezzo, è una prova sufficiente a dimostrare la vendita, ma non è anche l’unica. Ad esempio, una dimostrazione potrebbe essere il fatto che il venditore abbia, in prima battuta, accettato di prendere in consegna il prodotto difettoso per tentare la sostituzione o la riparazione; tale comportamento costituisce una tacita ammissione di responsabilità. Anche l’emissione del cosiddetto scontrino cortesia potrebbe essere considerato un valido elemento per chiedere la garanzia.

Ancora, per avere la garanzia senza scontrino è possibile dimostrare l’acquisto tramite la carta di credito o il bancomat: la tracciabilità del pagamento, al pari dello scontrino, dimostrano l’avvenuta consegna del denaro al venditore.

Dunque, se il venditore raccomanda all’acquirente di conservare lo scontrino con il timbro della società, per ottenere la sostituzione del prodotto difettoso o la restituzione dei soldi pagati, si tratta di una falsa informazione. E ciò vale anche se il contratto o le condizioni di acquisto firmate dal compratore stabiliscono che, per la garanzia post vendita è indispensabile esibire lo scontrino; per cui se l’acquirente, in tutta fretta, firma una lunga serie di fogli e non si accorge che, tra le svariate clausole, è presente qualche limitazione dei suoi diritti di consumatore, la garanzia gli spetta ugualmente per legge e non può essere subordinata ad alcun onere aggiuntivo a carico del cliente oltre a quello di dover dimostrare l’acquisto presso il negozio in questione.

 

Per maggiori informazioni su come avere la garanzia senza scontrino leggi la guida La garanzia vale anche senza scontrino.

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1 Commento

  1. Scrivete
    Tutto ciò che la normativa impone per ottenere la garanzia è:

    inviare una diffida (possibilmente con raccomandata a.r.) al venditore, denunciando il difetto dell’oggetto, entro 60 giorni dall’acquisto (il termine si riduce a 8 giorni se l’acquisto avviene con partita Iva)…

    poi

    il difetto si deve essere presentato entro massimo 2 anni (1 anno se l’acquisto avviene con partita Iva)…

    ciò significherebbe inviare una diffida entro 60gg dalla data dell’acquisto per un difetto che potrebbe presentarsi non oltre 2 o 1 anno. Che senso ha?

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