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Come faccio a sapere se sono assunto in regola?

4 Maggio 2017 | Autore:


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Contratto di lavoro subordinato: come capire se l’assunzione è stata effettuata regolarmente dal datore di lavoro.

 

L’azienda mi ha consegnato il contratto di lavoro, ma non ho visto la comunicazione di assunzione: come faccio a sapere se sono in regola?

Lavorare in nero espone a serie conseguenze non soltanto il datore di lavoro, che rischia la sospensione dell’attività e multe che possono arrivare sino a 36.000 euro, ma anche il dipendente stesso, che, se percettore di ammortizzatori sociali o altre prestazioni in quanto disoccupato, rischia la contestazione del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltreché del reato di falsa dichiarazione.

È dunque molto importante sapere se si è stati assunti regolarmente, o meno: il solo contratto di lavoro, difatti, non determina la regolarità dell’assunzione, in quanto il datore è tenuto a inviare una comunicazione telematica ai servizi per il lavoro della propria Regione o Provincia, detta Unilav Assunzione. Attraverso questo modello, vengono a conoscenza in tempo reale dell’avvio del rapporto di lavoro l’Inps, l’Inail, l’Agenzia delle Entrate e l’Ispettorato del lavoro.

Ma come sapere se la comunicazione è stata inviata, nel caso in cui il datore di lavoro (che comunque è obbligato a farlo) non consegni la comunicazione di assunzione?

Scheda anagrafica

L’avvio del rapporto di lavoro deve risultare, innanzitutto, dalla scheda anagrafica professionale rilasciata dal centro per l’impiego territoriale. Si tratta di un documento che contiene tutte le informazioni relative alla carriera e alla formazione del lavoratore: nella scheda appaiono, dunque, tutti i contratti di lavoro dell’interessato regolarmente comunicati.

Se il nuovo contratto non appare nella scheda e il rapporto è iniziato da pochi giorni, potrebbe trattarsi di un disguido informatico. Se, però, dopo un paio di settimane d’attesa, ancora non risulta nulla, è bene allertare il proprio centro per l’impiego per domandare se si tratta di un mancato aggiornamento, oppure se non risulta alcuna assunzione.

Estratto conto Inps

Un altro modo per capire se si è stati veramente assunti, anche se richiede più tempo, è quello di visualizzare, anche tramite il proprio pin per l’accesso ai servizi online, l’estratto conto Inps personale. Se, dopo 2 mesi dall’avvio del rapporto, non risultano contributi accreditati per il rapporto di lavoro in questione, è molto probabile che l’assunzione non sia mai stata comunicata.

Modello Cu

Un’altra modalità per scoprire, anche se notevolmente tardi, se effettivamente si è stati assunti, è la presenza, o meno, della certificazione unica nella dichiarazione precompilata (730 o modello Unico), presente nel sito dell’Agenzia delle Entrate: è chiaro, difatti, che se il modello Cu (ex Cud, che contiene le retribuzioni corrisposte e le ritenute effettuate al dipendente) non compare nella dichiarazione, molto probabilmente non c’è stato nessun contratto.

Dati diversi

Potrebbe anche capitare che l’assunzione sia stata effettivamente comunicata, ma a condizioni diverse da quelle pattuite nel contratto. Capita spesso, ad esempio, che il datore di lavoro assuma il dipendente a tempo pieno ma faccia figurare, nella comunicazione di assunzione, un part-time, al fine di pagare meno contributi.

Ad ogni modo, è semplice accorgersi delle discordanze in quanto, secondo una nota legge del 1997 [1], il datore di lavoro è tenuto non solo a consegnare il contratto di lavoro, ma a indicare al dipendente una lunga serie di informazioni specifiche, tra le quali vi sono luogo, orario lavorativo ed inquadramento. Se le informazioni obbligatoriamente previste per legge mancano, anche in parte, il datore di lavoro può ritrovarsi a pagare sino molte salate.

Ovviamente, se vi sono discordanze tra quanto pattuito e quanto ufficialmente comunicato dal datore, è possibile non solo agire giudizialmente, ma anche effettuare una segnalazione all’Ispettorato del lavoro.

Informazioni obbligatorie da fornire al dipendente

Vediamo, nel dettaglio, quali sono le informazioni che il datore di lavoro è tenuto a fornire al lavoratore subordinato:

  • identità delle parti: il datore di lavoro deve fornire, nel contratto, tutti gli elementi relativi alla corretta identificazione;
  • luogo di lavoro: se non esiste un luogo di lavoro fisso o predominante, deve indicare che il dipendente è occupato in luoghi diversi e indicare la sua sede o il suo domicilio;
  • data d’inizio del rapporto di lavoro;
  • durata del contratto, cioè se a tempo determinato o indeterminato;
  • durata dell’eventuale periodo di prova (nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo applicato);
  • inquadramento, livello e qualifica, oppure la descrizione sommaria del lavoro;
  • importo iniziale della retribuzione e gli elementi che la compongono, con indicazione del periodo di pagamento;
  • durata delle ferie retribuite cui il dipendente ha diritto o le modalità di determinazione e fruizione delle stesse;
  • orario di lavoro ed eventuale richiesta di effettuazione di lavoro straordinario, se la possibilità non è specificata dal contratto collettivo applicato;
  • termini di preavviso per il recesso.

Queste informazioni possono essere contenute sia nel contratto di lavoro che nella lettera di assunzione, nella comunicazione telematica di assunzione o in ulteriori documenti redatti per iscritto. Le informazioni relative al periodo di prova, ai termini di preavviso, agli importi della retribuzione, alla durata delle ferie e all’orario di lavoro possono essere trasmesse rinviando al contratto collettivo nazionale applicato.

note

[1] D.lgs. 152/1997.


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