Avvocati anche con Spa o Srl

4 maggio 2017


Avvocati anche con Spa o Srl

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2017



Un terzo del capitale potrà essere sottoscritto da soci investitori di capitale: il decreto concorrenza apre alle società di capitali e di persone tra avvocati.

Forse è la volta buona: il decreto concorrenza, con tutte le norme che ormai da anni si porta dietro su assicurazioni, farmacie e avvocati, dovrebbe essere a breve approvato nella nuova formulazione del testo appena licenziata dal Senato. L’intenzione del Governo è quella infatti di chiedere la fiducia e blindare una volta per tutte un corpo normativo che non riesce a trovare pace. Tra queste disposizioni vi è anche l’ormai nota possibilità per gli avvocati di costituirsi in forma societaria, come in Spa o Srl.

Sono ormai ben 16 anni che la legge sulla regolamentazione dell’esercizio della professione forense [1] non viene toccata, pur trattandosi di un’attività che, negli ultimi anni, ha subito forti evoluzioni, interessata dall’arrivo dei capitali stranieri, dagli investimenti sul web e dalle nuove forme di network. Il tentativo fatto con la riforma forense, che aveva delegato il Governo sulla questione [2], è infatti rimasto lettera morta.

La novità del nuovo ddl concorrenza per avvocati consiste nell’ampio ventaglio di scelta che viene lasciato all’avvocato che voglia esercitare la professione in forma societaria: non più solo, come ora, con una società in nome collettivo (Snc), bensì anche con società cooperative, società di persone e società di capitali. Dunque, avvocati anche con Spa e Srl: una realtà che promette di modificare sostanzialmente il mondo degli studi legali, laddove la componente del capitale sarà un elemento essenziale per la dimensione della law firm e le sue capacità di affacciarsi al mercato. Addio piccoli bottegai? Sembra proprio di sì: lo studio monopersonale potrebbe fare la stessa fine che fecero le drogherie con l’arrivo degli ipermercati.

La nuova legge che consente agli avvocati di esercitare in forma societaria prevede che i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto debbano essere di soci avvocati iscritti all’albo o professionisti iscritti ad altri albi (per le Stp invece il limite dei due terzi riguarda solo i diritti di voto).

In pratica ciò significa che un terzo del capitale sociale potrà essere sottoscritto dal socio investitore che, pur rimanendo di minoranza, al socio di capitale, avrà comunque un peso rilevante arrivando a coprire ben il 33% delle risorse.

Quanto all’organo di gestione il testo aggiornato prevede che «La maggioranza deve essere composta da soci avvocati». «I soci professionisti possono rivestire la carica di amministratore».

Il Ddl introduce poi l’obbligo per gli avvocati, e per tutte le professioni ordinistiche, di comunicare in anticipo e «in forma scritta o digitale» il compenso.

note

[1] Dlgs 96/2001 di recepimento della direttiva comunitaria 98/5/Ce, volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui e’ stata acquisita la qualifica professionale.

[2] L. 247/2012.

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