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Contributi Inps: in quanto si prescrive la cartella esattoriale?

2 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



I contributi dovuti all’Inps si prescrivono nel termine di 5 anni, senza che conti il  fatto che le cartelle non siano state opposte nei 40 giorni successivi alla notifica.  

 

I contributi dovuti all’Inps si prescrivono nel termine di 5 anni, senza che conti il  fatto che le cartelle non siano state opposte nei 40 giorni successivi alla notifica [1]. Ad affermarlo è il Tribunale di Lucca [2].

Sulle cartelle di pagamento la prescrizione rimane sempre e comunque di cinque anni anche se il contribuente non ha provveduto a  impugnare l’atto.  La contraria tesi – sostenuta per anni da Equitalia e a novembre scorso sconfessata dalle Sezioni Unite della Cassazione – si fondava sulla presunta identità tra una cartella non contestata e una sentenza divenuta definitiva, per la quale la prescrizione è di 10 anni. Questo ragionamento è stato invece definitivamente bocciato dai giudici supremi. La cartella esattoriale, anche se non impugnata, non può mai essere paragonata ad un provvedimento del giudice (per esempio sentenza o decreto ingiuntivo). Essa resta sempre un atto amministrativo. Ciò significa che la prescrizione della cartella non impugnata non è mai di 10 anni ma dipende dal tipo di tributo/credito richiesto in pagamento. Quindi, se la cartella esattoriale ha ad oggetto crediti che si prescrivono in cinque anni – come appunto i contributi Inps e Inail – anche dopo 60 giorni dall’avvenuta notifica, la prescrizione resterà sempre di cinque anni (e non di 10 anni come per gli atti giudiziali passati in giudicato).

Se, quindi, una cartella di pagamento ha ad oggetto crediti o tributi la cui prescrizione è inferiore a dieci anni, si prescrive nello stesso termine breve, anche se, dopo la notifica, non è stata impugnata nei termini di legge. Per esempio, la cartella avente ad oggetto contributi Inps si prescrive in cinque anni anche dopo la notifica e anche qualora non sia stata impugnata entro 40 giorni.

Occorre comunque tener presenti gli eventuali atti interruttivi: se l’Agente della riscossione ha notificato altri atti della riscossione, prima che il credito si prescrivesse, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente dalla data di notifica dell’ultimo atto.

note

[1] Cass. n. 4338 del 24.02.2014.

[2] Trib. Lucca sent. n. 194 del 14.04.2017.

[3] Cass., S.U., sent. n. 23397 del 17.11.2016.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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