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Telemarketing: è lavoro subordinato e non contratto a progetto

12 Ottobre 2012
Telemarketing: è lavoro subordinato e non contratto a progetto

Gli operatori del telemarketing devono essere assunti con contratto di lavoro subordinato e non con contratto a progetto.

È illegittimo assumere gli operatori di telemarketing con i co.co.pro.: a dirlo è il Tribunale di Milano [1], secondo il quale tali dipendenti devono essere inquadrati piuttosto come lavoratori subordinati a tutti gli effetti.

La sentenza in commento ha accolto il ricorso di un giovane, che era stato assunto come operatore telefonico di telemarketing presso un call center, ma inquadrato come lavoratore a progetto. Secondo il giudice, l’illustrazione di una proposta commerciale e l’obiettivo di contratti mensili non possono considerarsi veri e propri “progetti” e, come tali, non possono dar luogo alla stipula di un co.co.pro.

Il Tribunale ha considerato irrilevante la difesa dell’azienda che sosteneva di aver imposto al dipendente un obiettivo: quello di raggiungere 21 contratti in un arco temporale predeterminato. Quando infatti l’attività dell’operatore si limita a illustrare una proposta commerciale a un possibile cliente, fissando poi un appuntamento per un incontro, cui si presenterà altro personale della stessa azienda per promuovere in vendita il bene offerto, in tali casi si è in presenza di tutti i caratteri della subordinazione.

Il dipendente potrà quindi promuovere giudizio presso il tribunale ove si è svolto il rapporto di lavoro e chiedere tutela al giudice affinché dichiari che il rapporto di lavoro è a carattere subordinato, con la condanna al pagamento di tutte le differenze retributive, utili anche ai fini del T.F.R.

 


note

[1] Trib. Milano, sent. n. 3638 del 6.08.2012.


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