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Lo sai che? Come rinunciare all’eredità senza notaio

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2017

La rinuncia all’eredità può farsi anche davanti al cancelliere del tribunale del luogo ove si è aperta la successione. Vediamo come.

Alla morte di una persona, sia che questa abbia disposto dei suoi beni con testamento, sia che non vi abbia provveduto facendo così aprire per legge la successione a favore dei suoi parenti più prossimi, l’erede ha due alternative: accettare l’eredità o rinunciarvi.

Quando i debiti del defunto superano i beni di cui era titolare e, pertanto, accettare l’eredità non recherebbe alcun vantaggio, la scelta migliore (sempre che non si voglia accettare l’eredità con beneficio di inventario, ossia chiedendo che il proprio patrimonio sia separato dal patrimonio ereditario) è quella di procedere alla rinuncia, che non deve essere necessariamente fatta dinanzi ad un notaio.

Chi può rinunciare all’eredità?

La rinuncia all’eredità deve provenire dagli eredi e, solo nel caso di soggetti incapaci (minori, interdetti o inabilitati) verrà effettuata dai loro legali rappresentanti, debitamente autorizzati dal giudice tutelare (in questo caso occorre rivolgersi ad un legale o ad un notaio, affinché predispongano il relativo ricorso).

Entro quanto tempo si può rinunciare all’eredità?

La rinuncia può essere fatta in due modi diversi, a seconda che il chiamato alla successione sia o meno nel possesso (ossia nella materiale disponibilità) dei beni ereditari. Per la precisione:

  • se il chiamato non ha il possesso dei beni ereditari, la rinuncia deve essere fatta entro dieci anni dall’apertura della successione (ossia entro dieci anni dalla morte);
  • se il chiamato è nel possesso dei beni ereditari (si pensi alla moglie che continua ad abitare nella casa del defunto, o ad utilizzare la sua automobile), la procedura è un po’ più complessa. Costui deve, per prima cosa, redigere l’inventario dei beni del defunto, entro tre mesi dall’apertura della successione (il termine è comunque prorogabile, qualora non si riesca a completare l’inventario, per ulteriori tre mesi o per un periodo più lungo se sussistono gravi circostanze, a seguito di richiesta al tribunale del luogo di apertura della successione), e poi dichiarare, nei quaranta giorni successivi, di rinunciare all’eredità. Se l’erede non completa questi passaggi in tempo debito (per esempio, se non redige l’inventario nei tre mesi dalla morte, o non dichiara di rinunciare nei quaranta giorni successivi), l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente (e i creditori ereditari potranno aggredire tanto il patrimonio ereditario, quanto quello personale dell’erede, perché ormai si sono confusi).

In ambedue i casi esaminati, è comunque più che opportuno rinunciare all’eredità prima della presentazione della dichiarazione di successione, o comunque prima di procedere alle operazioni divisionali.

Si ricorda che la rinuncia è revocabile, e che dunque l’erede potrà sempre tirarsi indietro e accettare l’eredità, finché i dieci anni dall’apertura della successione non siano decorsi (e sempre se l’eredità non è già stata acquistata da altri chiamati) [1].

Come si può rinunciare all’eredità?

La rinuncia all’eredità può essere fatta in due modi [2]:

  • con dichiarazione ricevuta da un notaio (e, come facilmente intuibile, rivolgersi a tale professionista comporta costi aggiuntivi);
  • con dichiarazione ricevuta dal cancelliere del tribunale del luogo ove si è aperta la successione, che sarebbe il luogo ove il defunto era domiciliato al momento del decesso [3].

Qualora si decida di ricorrere a questa seconda modalità, bisogna presentarsi presso la cancelleria del tribunale, di norma dopo aver preso un appuntamento, con i seguenti documenti:

  •  il certificato di morte (in carta libera);
  •  la dichiarazione dell’ultima residenza o domicilio del defunto;
  •  il documento di identità valido del rinunciante;
  •  la copia del codice fiscale del defunto e del rinunciante;
  •  la copia autentica dell’eventuale testamento;
  •  la copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare, se tra i rinuncianti vi sono soggetti incapaci, come minorenni o persone dichiarate interdette o inabilitate.

Dopo aver reso la dichiarazione davanti al cancelliere, e dopo che la cancelleria ha inviato l’atto da lui redatto all’Agenzia delle Entrate, è necessario effettuare il versamento di duecento euro con modello F 23 per il pagamento dell’imposta di registro (vi si può procedere presso ogni ufficio postale o in banca). La ricevuta del pagamento dovrà essere consegnata alla vicina Agenzia delle Entrate che provvederà a comunicare al tribunale l’avvenuto pagamento. Solo una volta effettuato questo adempimento il tribunale potrà procedere alla registrazione della rinuncia.

note

[1] Art. 525 cod. civ.

[2] Art. 519 cod. civ.

[3] Art. 456 cod. civ.


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5 Commenti

    1. La copia dell’atto di rinuncia può essere richiesta immediatamente, una volta che l’Ufficio del Territorio comunica alla cancelleria l’avvenuta trascrizione. La copia può essere ritirata dopo 5 giorni lavorativi dalla richiesta o dopo 3 giorni lavorativi, se urgente.

  1. salve, ho fatto rinuncia all’eredità
    presso la cancelleria del tribunale previo appuntamento portando con me tutti i documenti necessari, dopodichè ho effettuato il pagamento richiesto tramite il modello F23 alla posta. poi mi sono recata nuovamente al tribunale (perchè mi avevano detto di far così) dove mi hanno detto che non era arrivata nessuna notifica dall’agenzia dell’entrate e che quindi era necessario aspettare ancora. adesso siamo a novembre, ho fatto rinuncia ad agosto ma al tribunale non è arrivata ancora nessuna comunicazione dall’agenzia dell’entrate. quindi mi sono insospettita e tramite qualche ricerca su internet, ho scoperto che probabilmente nella mia rinuncia forse (chiedo conferma a voi) ho saltato un passaggio (che purtroppo non mi era stato comunicato dall’impiegato del tribunale), cioè la consegna della ricevuta del pagamento direttamente all’agenzia delle entrate. quando ho versato la somma alla posta, mi era stato fatto credere che la posta stessa avrebbe comunicato l’avvenuto pagamento all’agenzia dell’entrate e che a me non restava altro che far visita al tribunale per sapere se questa notifica fosse arrivata o no. potrebbe essere questo il motivo della mancata notifica al tribunale?

  2. Buongiorno, e se il tribunale di competenza non rilascia l’appuntamento entro il termine dei 3 mesi? esiste una deroga? oppure l’unica alternativa è rivolgersi ad un notaio che però ha costi più elevati. grazie

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