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Quanti soldi sono l’accompagnamento?

24 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2017



Per il 2017 l’importo dell’indennità di accompagnamento è pari a 515,43 euro mensili, erogati per dodici mensilità e esenti da Irpef; non va dichiarata in denuncia dei redditi.

Per il 2017 l’importo dell’indennità di accompagnamento è pari a 515,43 euro mensili, erogati per dodici mensilità e esenti da Irpef (cioè non tassati); non va dichiarata in denuncia dei redditi. Ma cos’è esattamente l’accompagnamento? A cosa serve?

Indennità di accompagnamento: cos’è?

L’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale, che spetta agli invalidi civili totali, in presenza di condizioni ben precise:

  • impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • inabilità nel compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua.

L’indennità di accompagnamento inoltre:

  • non è cumulabile con altre indennità simili erogate per cause di servizio, lavoro o guerra;
  • non è subordinata a limiti di reddito;
  • è indipendente dall’età della persona: può essere riconosciuta, infatti, ad un bambino (in alternativa all’indennità di frequenza), ad un adulto in età lavorativa (con o senza pensione di inabilità a seconda del reddito), ma anche all’over 65enne (senza pensione di inabilità);
  • è indipendente dalla composizione del nucleo familiare dell’invalido;
  • non è reversibile (cioè non si trasmette agli eredi dopo la morte dell’invalido);
  • è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.

Indennità di accompagnamento: a chi spetta?

Hanno diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento gli invalidi civili che hanno ottenuto il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% e che:

  • siano cittadini italiani o cittadini Ue residenti in Italia, o siano cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo;
  • risiedano in Italia;
  • non siano ricoverati in strutture sanitarie con retta a carico dello Stato o di altro ente pubblico o ricoverati in reparti di lungodegenza o riabilitativi (continua invece ad essere corrisposta durante i periodi di ricovero per terapie contingenti di durata connessa al decorso della malattia).

Indennità di accompagnamento: come fare la domanda?

Per richiedere e ottenere l’indennità di accompagnamento, è prima necessario che sia riconosciuta l’invalidità del richiedente, attraverso l’accertamento dei requisiti sanitari da parte della commissione medica che risulta competente. È, quindi, necessario recarsi dal proprio medico curante o da un altro specialista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale: saranno loro a redigere il certificato medico introduttivo, documento essenziale per inviare all’Inps la domanda di riconoscimento dell’invalidità. Al suo interno, infatti, il medico indica che il richiedente è «persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore» o in alternativa che si tratta di «persona che necessita di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita».

Tale certificato dovrà essere inviato all’Inps tramite:

  • internet, andando alla pagina dei Servizi Online per il cittadino, accessibili tramite Pin dispositivo, all’interno del portale web dell’Istituto;
  • contact center Inps, accessibile dal numero 803.164 (è necessario il Pin);
  • direttamente presso un patronato.

A questo punto, il richiedente viene convocato dall’Inps per gli accertamenti sanitari, alla presenza della commissione medica Asl integrata da un medico dell’Istituto. Se i controlli hanno esito positivo, viene inoltrato al cittadino il verbale definitivo ed egli dovrà inviare all’Inps alcune informazioni, tra cui le coordinate bancarie, eventuale ricovero o la frequenza dei centri di riabilitazione.

L’indennità di accompagnamento verrà corrisposta a partire dal mese successivo a quello in cui è stata effettuata la presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità.

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