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Aereo urta contro un uccello e fa ritardo: risarcimento?

7 Maggio 2017


Aereo urta contro un uccello e fa ritardo: risarcimento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Maggio 2017



Lo scontro tra aereo e un volatile è un fatto eccezionale che giustifica il ritardo, ma è dovuto il risarcimento se i controlli diventano eccessivi.

Immaginiamo – come, in effetti, succede molte volte – di salire su un aereo che ha appena avuto un guasto tecnico a causa di un uccello finito nel motore durante l’ultimo volo. Così, allo scopo di eseguire una serie di controlli, onde garantire l’incolumità dei passeggeri e la sicurezza del volo, il capitano non dà il via libera al decollo. Finalmente l’aereo parte, ma ha già accumulato diverse ore di ritardo. Così, appena arrivati a destinazione, decidiamo di chiedere il rimborso del biglietto e il risarcimento per le spese sostenute a causa di una coincidenza persa. Dal canto suo, la compagnia aerea non ne vuol sapere: sostiene che l’urto contro un uccello è un «fatto imprevedibile» e che, pertanto, la società di trasporto non ne risponde, come in tutti gli altri casi di eventi eccezionali sottratti al suo controllo. Chi ha ragione? Noi, che abbiamo sostenuto numerose spese a causa del ritardo aereo? O il vettore che, invece, non vuol pagare per fatti che non dipendono da propria responsabilità come per un volatile finito dentro le parti meccaniche dell’aereo?

Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea [1] ha risolto la questione nei seguenti termini.

La legge stabilisce che la compagnia aerea deve risarcire i danni ai passeggeri a bordo per il ritardo accumulato dall’aereo solo a condizione che esso sfori le tre ore [2]. Tuttavia tale indennizzo non è dovuto se il ritardo suddetto è conseguenza di circostanze eccezionali come ad esempio lo scontro contro un uccello finito nel motore. Se, però, il ritardo nel decollo è superiore a quello che sarebbe giustificabile in ipotesi del genere – ad esempio perché la società aerea ha deciso di effettuare una lunga serie di controlli, benché non necessari e anzi superflui – allora non opera più la deroga e i passeggeri dovranno ottenere il ristoro per i danni subiti.

Per un uccello finito nel motore, il ritardo di tre ore è giustificabile, ma non oltre. Ampliare la forbice di tempo prima di dare il via libera al decollo non ha ragione di essere, se non viene dimostrata la necessità di tali checkup, e mina di costituire – più che una garanzia per i consumatori – un vero e proprio pregiudizio.

È dunque vero che una collisione tra un aereo e un uccello è una circostanza eccezionale che libera l’azienda da obblighi di indennizzo economico per il caso di ritardi superiori alle tre ore, ma se il comportamento della compagnia dopo l’incidente contribuisce a prolungare i ritardi a causa di controlli ingiustificati, l’esonero dall’obbligo di indennizzo viene meno.

La Comunità europea ha varato, nel 2004, un regolamento [2] che regola in modo unitario, tra tutti gli Stati Membri, l’indennizzo in favore dei passeggeri in caso di ritardo dell’aereo e l’assistenza degli stessi in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato. Quando le cause del ritardo dipendono dalla compagnia aerea questa è tenuta a risarcire i propri clienti secondo gli importi definiti dalla legge e sempre a condizione che il ritardo sia superiore a tre ore.

Tuttavia, se il ritardo dipende da circostanze eccezionali, tale obbligo viene meno anche se viene superato il tetto delle tre ore.

Ebbene, per la Corte di giustizia, la collisione con un volatile non è «intrinsecamente legata al sistema di funzionamento dell’apparecchio» e non è inerente «al normale esercizio dell’attività del vettore aereo». Tale evento rientra quindi tra quelle circostanze eccezionali che consentono al vettore di non pagare per il ritardo dell’aereo, benché prolungatosi di oltre tre ore. Non rileva poi che lo scontro con l’uccello abbia davvero provocato dei danni al motore o alle altre componenti dell’aereo perché, tenendo conto dell’obiettivo di garantire ai passeggeri «un elevato livello di protezione», i vettori aerei non devono essere spinti «ad astenersi dall’adottare le misure richieste da un tale incidente facendo prevalere il mantenimento e la puntualità dei voli sull’obiettivo della sicurezza degli stessi».

Ciò però non vuol dire che, pur in presenza di un ritardo dettato da circostanze eccezionali, la compagnia aerea sia legittimata a protrarre detto ritardo in modo ingiustificato e fuori da ogni logica. Essa deve comunque cercare di contenere i danni per i propri clienti. Il che significa che la compensazione pecuniaria non è dovuta solo se la società di trasporto dimostra di aver adottato tutte le misure del caso per evitare un ingiustificato protrarsi del ritardo. Diversamente, anche la collisione con un uccello può essere fonte di risarcimento.

Nel caso di specie, il proprietario della compagnia aveva chiesto un doppio controllo ad un proprio esperto dopo che le verifiche di sicurezza erano state effettuate dal tecnico autorizzato, aumentando così il ritardo. In tali ipotesi – si legge in sentenza – nonostante il verificarsi di una circostanza eccezionale, la compagnia è tenuta al risarcimento perché il ritardo è collegato a una colpa della società, ossia un secondo controllo ritenuto non necessario.

note

 [2] Regolamento UE n. 261/2004.

Autore immagine 123rf


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