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Lo sai che? Condannato più volte per stalking: come si applica la pena?

Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2017

Tizio in un anno e mezzo effettua più chiamate minacciose a una sua ex. È stato querelato 18 volte e subirà 18 condanne. Come verrà applicata la pena?

La domanda che il lettore pone contiene almeno tre errori:

  • dare per scontato la configurabilità del reato di stalking;
  • pensare che nella fase della cognizione ci sia necessariamente un solo giudice che sia posto a conoscenza delle 18 querele presentate;
  • ipotizzare che sia possibile prevedere il comportamento del giudice.

Premesso quanto sopra, non è affatto certo che, alle condizioni date, possa ritenersi integrato il reato di stalking ovvero il reato di atti persecutori [1]. Infatti, se è vero com’è vero, che la Suprema Corte di Cassazione ha, oramai da tempo, sancito il principio secondo il quale sarebbero sufficienti anche solo due atti persecutori per integrare gli estremi del delitto di stalking, non si deve dimenticare che oltre al requisito della reiterazione delle condotte è necessario che le stesse siano tali da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. Sotto questo profilo, non solo viene in rilievo il decorso del tempo tra una telefonata e l’altra (tra una molestia e l’altra) ma, soprattutto, ad esempio, il fatto che in tutto l’arco temporale di riferimento la vittima non si sia nemmeno preoccupata di cambiare il proprio numero di telefono, non alterando minimamente le proprie abitudine di vita. Da questo angolo visuale occorre, inoltre, considerare il contenuto specifico delle telefonate minatorie e verificare se, effettivamente, sia tale da ingenerare il perdurante stato d’ansia o il fondato timore per la propria incolumità.

Quanto al criterio di calcolo della pena, ipotizzando che i procedimenti vegano riuniti già nella fase della cognizione, per evidente connessione [2], il giudice applica la disciplina del reato continuato e, quindi, il cumulo giuridico. Ove si ritenesse, infatti, che effettivamente le continue telefonate di molestie costituiscono stalking, sarebbe innegabile la sussistenza del medesimo disegno criminoso che unisce idealmente le singole condotte delittuose, tale da determinare la necessità dell’applicazione del criterio di calcolo del cumulo giuridico.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

note

[1] Art. 612 bis. cod. pen.

[2] Ai sensi dell’art. 12, lett. b), cod. proc. civ.


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