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Mutuo e spese elevate: accertamento fiscale nullo

7 Maggio 2017


Mutuo e spese elevate: accertamento fiscale nullo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Maggio 2017



Illegittimo l’accertamento fiscale con il redditometro se il contribuente è titolare di un mutuo.

Se un contribuente spende più di quanto guadagna è, probabilmente, perché sta evadendo il fisco. Da questo presupposto scatta la richiesta dell’Agenzia delle Entrate di chiarimenti e, in caso di risposte insoddisfacenti, il successivo accertamento fiscale. Ma tale meccanismo – basato sul funzionamento del cosiddetto redditometro – non opera quando il contribuente spende soldi avuti in prestito da una banca con un finanziamento. Non importa, poi, se e come li potrà restituire. Insomma, la presenza di un mutuo, che consente spese superiori al proprio reddito, fa cadere l’accertamento fiscale. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Con la pronuncia in commento la Corte ha accolto il ricorso di un contribuente che si era opposto a un accertamento fiscale eseguito sulla scorta delle risultanze del redditometro. È vero, ha sostenuto il soggetto, che aveva speso più di quanto gli consentisse il proprio reddito, ma quei soldi non gli provenivano da nero e da evasioni, bensì piuttosto da un prestito ricevuto dalla banca. Prestito che gli aveva quindi consentito di acquistare beni di importo notevole che, altrimenti, con il proprio reddito mensile non avrebbe mai potuto comperare.

Alla luce di ciò, sostengono i giudici, deve ritenersi nullo l’accertamento fiscale con redditometro quando gli acquisti vengono fatti a seguito della contrazione di un mutuo.

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l’Agenzia delle Entrate determini sinteticamente il reddito complessivo in relazione alle spese elevate sostenute dal contribuente, quest’ultimo deve difendersi fornendo la prova contraria [2], ossia dimostrando (con documentazione scritta) che tali incrementi patrimoniali sono stati ottenuti con redditi esenti o già tassati alla fonte come, ad esempio:

  • vincite al gioco o alle scommesse
  • un risarcimento del danno da parte di una assicurazione
  • un indennizzo da parte del datore di lavoro
  • una donazione
  • un disinvestimento come la vendita di un’auto usata, ecc.

Ma ben potrebbe anche trattarsi di denaro proveniente da un finanziamento, come nel caso di mutuo bancario.

Sul punto leggi l’approfondimento: Come comprare un’auto e non avere problemi col fisco.

note

[1] Cass. sent. n. 11082/17 del 5.05.2017.

[2] Art.. 38, co. 6, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Autore immagine: 123rf com


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