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Lo sai che? Ipoteca Inps: l’immobile rischia di andare all’asta?

Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2017

L’Inps ha ipotecato l’unica proprietà di mia cognata, un terzo di un locale. L’altro terzo è di mia moglie e l’altro di mio cognato. Il terzo di mia cognata può finire all’asta? Mia moglie può rilevarlo?

È difficile dare una risposta concreta alle richieste avanzate nel quesito poiché non si conoscono le disponibilità economiche che le parti vogliono o comunque possono mettere sul piatto per chiudere la pendenza con l’Inps. Allo stato attuale infatti l’Istituto di Previdenza ha iscritto ipoteca, per mezzo del concessionario di riscossione, per garantirsi il recupero delle somme arretrate dovute a titolo di contribuzione. In considerazione tuttavia dell’oggetto di tale ipoteca (la quota di 1/3 di comproprietà indivisa su bene immobile) è molto difficile che l’Inps possa, notificando alla cognata che è la debitrice un pignoramento, iniziare un’esecuzione forzata sull’immobile in oggetto: tale procedura infatti avrebbe ad oggetto la quota suddetta dell’immobile con esiti di riuscita per il creditore procedente molto incerti. Quale acquirente infatti, in sede di esecuzione forzata, farebbe un’offerta per acquistare la quota indivisa di un bene immobile senza avere certezza, un domani, di potere ottenere altresì le altre quote?

Per tale ragione, l’iscrizione ipotecaria effettuata per conto dell’Inps serve a quest’ultimo, piuttosto, per garantirsi il pagamento del proprio credito un domani che i comproprietari decidano di vendere l’immobile oppure nel caso in cui qualche altro creditore inizi un’esecuzione in via autonoma trascrivendo un pignoramento contro quell’immobile: nel primo caso, infatti, l’ipoteca andrebbe necessariamente cancellata provvedendo al pagamento del dovuto all’Inps; mentre nel secondo l’Istituto potrebbe intervenire nella procedura iniziata da altri per far valere il proprio diritto di garanzia. È anche per questo motivo quindi che, fino a questo momento, l’Inps non ha ancora proceduto ad altra attività di recupero credito. L’ipoteca, infatti, ha validità ventennale e fino al 2026 il creditore ha un diritto reale di garanzia che lo assiste sull’immobile.

Ciò detto, le possibilità di liberare il bene in parola dall’ipoteca citata passano necessariamente dalla disponibilità che il debitore o eventuali suoi aventi causa che si rendano disponibili all’acquisto danno a saldare il dovuto all’Inps. Laddove vi sia questa disponibilità occorrerà contattare il concessionario della riscossione per effettuare il saldo e ottenere quindi la cancellazione del gravame dal bene immobile.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato


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