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Alunni disabili: no alla riduzione delle ore di sostegno

12 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 maggio 2017



Le ore di sostegno previste dalla legge per gli alunni disabili non possono essere eliminate o anche solo limitate per ragioni di contenimento della spesa pubblica.

I diritti degli alunni disabili devono sempre prevalere sulle esigenze di natura finanziaria dello Stato.

A fronte dell’inviolabilità di questi diritti, le ragioni di contenimento della spesa pubblica devono necessariamente fare un passo indietro.

La ristrettezza (vera o presunta che sia) delle risorse pubbliche non può e non deve ritenersi una valida giustificazione per ridurre le ore di sostegno e l’assistenza di cui gli alunni disabili hanno bisogno.

A sostenerlo è stato il Consiglio di Stato, il quale con una recentissima sentenza [1]­­ ha affermato che «le Istituzioni scolastiche ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze non possono impedire – per esigenze di contenimento della spesa pubblica – l’effettiva fruizione delle ore di sostegno e di tutte le altre misure di assistenza previste dalla legge per gli alunni disabili».

D’altronde, il grado di progresso di una civiltà si misura dalla capacità di saper custodire le vite più fragili.

Tutelare, nell’ambito delle scuole, gli alunni disabili è importantissimo. Ancora più importante è l’attività degli insegnati di sostegno che con il loro lavoro “sostengono” non solo gli alunni e le loro famiglie, ma – a ben vedere – l’intera società.

Magistrali, al riguardo, le parole del Consiglio di Stato, a detta del quale «l’inserimento e l’integrazione nella scuola – con l’ausilio dall’insegnante di sostegno – anzitutto evitano la segregazione, la solitudine, l’isolamento» e «rivestono poi fondamentale importanza anche per la società nel suo complesso, perché rendono possibili il recupero e la socializzazione. Ciò in prospettiva consente ai disabili di dare anche il loro contributo alla società». 

La vicenda

La decisione del Consiglio di Stato prende le mosse da una vera e propria “battaglia” portata avanti dalla madre di un bimbo disabile al quale erano state negate le ore di sostegno che gli spettavano di diritto.

Più precisamente, la donna aveva chiesto che la scuola alla quale il figlio era iscritto  riconoscesse al bambino  – come da previsione di legge – 25 ore di sostegno. Il dirigente scolastico, tuttavia, acquisite le determinazioni dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha attribuito al bimbo soltanto 13 ore di sostegno.

Preso atto di tale ingiusta riduzione, la donna ha impugnato la decisione al Tar Toscana, che le ha dato ragione, ordinando al Ministero dell’Istruzione ed all’Ufficio Regionale Scolastico di attribuire immediatamente 25 ore di sostegno al bambino.

Anziché procedere in tal senso, il Miur e l’Ufficio Regionale hanno ben pensato di impugnare la decisione del Tar dinanzi al Consiglio di Stato.

La decisione del Consiglio di Stato

Ebbene, i Giudici di Palazzo Spada – definitivamente pronunciandosi sul punto – hanno dato nuovamente ragione alla madre del bambino, lanciando un chiaro monito: i diritti degli alunni disabili devono prevalere sulle ragioni di contenimento della spesa pubblica. Mere esigenze di natura finanziaria, infatti, non possono giustificare tagli sulle ore di sostegno o l’eliminazione di necessarie forme di tutela nei confronti di alunni più “deboli e bisognosi”.

Il Consiglio di Stato è giunto a tali conclusioni dopo aver svolto un’attenta analisi della normativa e dei principi in materia di tutela degli alunni disabili nella scuola. E non poteva essere altrimenti: ragionare diversamente significherebbe, infatti, violare il diritto del minore disabile allo studio, alla sua integrazione sociale ed alla sua crescita umana.

Nella realtà dei fatti, purtroppo, sono molte le famiglie che si trovano in situazioni analoghe e questa sentenza “pilota” – destinata a far riflettere – è la prima (sicuramente di una lunga serie) a prevedere una tutela così forte nei confronti degli alunni “più deboli”.

note

[1]­­ Cons. di Stato, sent. n. 2023/17 del 03.05.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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