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Esami di maturità, che cosa cambia nel 2018

17 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 maggio 2017



Con il nuovo decreto attuativo della Buona Scuola al via un restyling profondo degli esami di Stato.

 

Novità in arrivo sul fronte scuola, in particolare per gli esami di maturità, a partire dal prossimo anno scolastico, 2018-2019. Con il decreto attuativo della legge sulla Buona Scuola cambieranno diversi aspetti in materia di esami di Stato: a partire dal nuovo anno scolastico, infatti, saranno inseriti nuovi metodi di valutazione e nuove modalità di svolgimento delle prove per tutti gli alunni della scuola secondaria di secondo grado.

Vediamo insieme tutte le principali novità.

Ammissione agli esami di maturità

I requisiti di ammissione agli esami, per i candidati interni, saliranno passando dai due attuali a quattro. Per essere ammessi alla maturità, difatti, occorrerà:

  • essere stati presenti in classe per almeno tre quarti delle lezioni (requisito attualmente già esistente);
  • avere la sufficienza in tutte le discipline e nel comportamento (anche questo requisito esiste già);
  • aver svolto almeno 200 ore, per i licei e 400, per gli istituti tecnici e professionali, di alternanza scuola lavoro (questa è la prima novità);
  • aver partecipato ai test Invalsi in italiano, matematica e inglese (anche questo requisito è nuovo).

In ogni caso, il consiglio di classe si potrà riservare di ammettere anche alunni che non avranno ottenuto la sufficienza in una materia, motivando e specificando tale decisione.

Anche per i candidati esterni l’ammissione all’esame di maturità sarà regolata dalla partecipazione alle prove Invalsi; le prove, nel dettaglio, dovranno essere svolte presso l’istituto nel quale si sosterrà l’esame. Inoltre, saranno anch’essi obbligati alle attività di alternanza scuola lavoro.

Il tutto, dopo aver superato l’esame preliminare, che non sarà dunque abolito.

 

Credito scolastico

Numerose anche le modifiche che riguardano i crediti scolastici.

Dal prossimo anno, difatti, per quanto riguarda il punteggio finale sarà data più importanza al percorso scolastico che all’esame, premiando così, attraverso i crediti accumulati di anno in anno, gli alunni che si sono mostrati meritevoli nel corso degli ultimi 3 anni di formazione.

Il credito scolastico massimo, in particolare, si alzerà notevolmente, passando dagli attuali 25 punti a 40, così distribuiti:

  • 12 crediti massimi assegnabili al terzo anno;
  • 13 crediti massimi assegnabili al quarto anno;
  • 15 crediti massimi assegnabili al quinto anno.

Per i tutti i ragazzi che svolgeranno gli esami di Stato negli anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020,invece, opererà un regime transitorio e sarà effettuata una conversione dei punteggi già attribuiti negli anni precedenti.

Prove scritte

Cambiano anche le prove scritte, che ritorneranno, come parecchi anni fa, a due, mentre sarà abolita la terza prova, il tanto temuto “quizzone” vertente su più materie.

Le due prove scritte, nel dettaglio, verteranno sulle seguenti materie:

  • italiano: questa prova è prevista per tutti gli istituti e sarà, come già avviene attualmente, uguale per tutti (sarà sempre possibile scegliere, per il tema, tra più tracce);
  • per la seconda prova, detta prova di indirizzo, le materie varieranno, come ora, da istituto ad istituto: la prova potrà essere svolta in forma scritta, grafica o scritto-grafica ed avrà per oggetto una o più discipline, differenti a seconda dell’indirizzo. Le tracce dunque potranno essere multidisciplinari; negli istituti professionali, inoltre, una parte della seconda prova potrebbe essere predisposta dalla commissione, tenendo conto delle specificità di questo tipo di scuola.

Cambia, poi, il valore delle singole prove: ognuna avrà un’attribuzione massima di 20 punti (e non più 15), per un totale massimo di 40 punti.

Muta, infine, il criterio di valutazione: saranno infatti approvate delle griglie comuni a tutti gli istituti, che consentiranno di apportare una modalità di correzione uniforme delle prove, standardizzando i criteri di valutazione delle commissioni.

Colloquio

Conseguentemente all’aumento del punteggio da assegnare sulla base dell’andamento degli ultimi 3 anni e delle prove scritte, scende il valore del punteggio che la commissione potrà assegnare alla prova orale, o colloquio.

In particolare, il colloquio finale, con il nuovo decreto, varrà fino a 20 punti (non più 30).

Addio anche alla famosa tesina, cioè all’elaborator che ogni candidato deve preparare come introduzione alla fase orale. Dal prossimo anno, infatti, in fase di colloquio le competenze dello studente e la sua capacità critica e di argomentare saranno testate a partire da un testo o da un documento, scelto tra alcune proposte elaborate dalla commissione.

Il commento del testo si affiancherà alla presentazione dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel triennio: il candidato, infatti, presenterà alla commissione esaminatrice una breve relazione o un elaborato multimediale sul lavoro svolto in azienda.

Saranno inoltre valutate, durante il colloquio finale, le conoscenze e le competenze maturate dall’alunno nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”.

Commissione d’esame

Nessuna novità, invece, per quanto riguarda la commissione esaminatrice: la sua composizione rimarrà invariata, sulla base del quadro generale usato sinora. Ci saranno difatti:

  • un presidente proveniente da un’altra scuola;
  • 3 commissari esterni e 3 interni per ciascuna delle due classi.

Rimarrà la regola di assegnare ad ogni classe non più di trentacinque candidati.

Esito dell’esame

Resta invariato, poi, l’esito finale dell’esame di Stato, che continuerà ad essere espresso in centesimi, mantenendo il punteggio minimo di 60/100 per conseguire la maturità. Con il nuovo decreto cambierà, invece, l’attribuzione del bonus di 5 punti: sarà così possibile attribuirlo a tutti coloro che abbiano ottenuto almeno 30 punti di credito (non più 15) e 50 punti nelle prove d’esame (non più 70).

Rivoluzione anche in ambito lode. Dal prossimo anno sarà più facile conseguirla perché non sarà più necessario ottenere almeno 8 in tutte le discipline e nel comportamento nell’ultimo triennio. Per tutti i maturandi che otterranno il punteggio massimo di 100 punti senza aver fruito del bonus (di 5 punti), sarà sufficiente, per l’assegnazione della lode, aver conseguito all’unanimità sia il credito scolastico che il punteggio massimo nelle tre prove d’esame.

Diploma finale

Infine, anche il diploma finale cambierà forma. Ad esso infatti sarà allegato il curriculum dello studente, che riporterà tutti i dati utili inerenti alla carriera scolastica appena conclusa: le discipline del piano di studi, le attività svolte in ambito extra scolastico, le attività di alternanza scuola-lavoro e i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi, compresa la certificazione della lingua inglese secondo il Qcre per le lingue (Quadro comune di riferimento europeo).

Tutto ciò, per un più veloce avviamento al lavoro e per meglio rispondere alle esigenze connesse alla circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione Europea.

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