Niente assicurazione per le auto immatricolate all’estero

8 Maggio 2017
Niente assicurazione per le auto immatricolate all’estero

L’unico modo per poter guidare legalmente senza essere assicurati è avere un’auto immatricolata all’estero.

Niente assicurazione obbligatoria per le auto immatricolate all’estero. E anche se risulta che nessuna polizza rc auto è stata sottoscritta nello Stato estero di provenienza. Il tutto in barba alle norme di legge e al codice della strada. È quanto chiarito dal Ministero dell’Interno con un parere emesso qualche giorno fa [1].

Secondo la nota ministeriale, alcuni veicoli immatricolati all’estero possono circolare temporaneamente in Italia senza doversi curare dell’obbligo assicurativo che risulta automatico. Si tratta della cosiddetta «assicurazione virtuale» in forza della quale l’auto risulta comunque coperta in caso di incidente stradale. E questa copertura virtuale prosegue anche se il mezzo diventa continuativamente stazionante in Italia.

Secondo il parere del Ministero, in merito alla vigenza del principio della cosiddetta «copertura presuntiva» per i veicoli muniti di targa di immatricolazione in uno degli Stati europei qui sotto indicati si ritiene esclusa l’applicazione delle sanzioni previste dal codice della strada in caso di auto circolante senza assicurazione, anche quando sia accertato che il veicolo immatricolato in uno dei suddetti Paesi sia effettivamente sprovvisto di copertura assicurativa.

Ad analoga soluzione si perviene se viene accertato che il veicolo circoli sul territorio dello Stato da più di un anno e non si sia proceduto alla sua “nazionalizzazione” attraverso immatricolazione. Infatti, in tal caso, sebbene il veicolo circoli illegittimamente sul territorio dello Stato – in quanto non più in circolazione internazionale – si ritiene che non possano essere contestate le violazioni del codice della strada in materia di circolazione senza assicurazione proprio per via di una regolare immatricolazione straniera.

Il codice delle assicurazioni individua le diverse discipline inerenti alla copertura assicurativa dei veicoli stranieri. Per circa 40 nazioni, l’assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile da incidente stradale viene assolta virtualmente: in pratica la copertura assicurativa avviene in via automatica solo con la semplice apposizione della targa sul mezzo. Ciò però non vale per tutte le auto straniere. Se il mezzo è stato immatricolato in uno Stato estero diverso da quelli che hanno aderito al meccanismo della copertura automatica (v. dopo), l’obbligo assicurativo è assolto con l’esibizione della carta verde emessa dall’ufficio nazionale di assicurazione estero e accettata dall’ufficio centrale italiano.

In caso di incidente con un’auto munita di carta verde o automaticamente coperta con l’apposizione della targa, alla conseguente liquidazione dei danni provvederà l’ufficio centrale italiano.

Ecco l’elenco degli Stati aderenti (per scaricare l’intera disciplina normativa contenuta nel decreto n. 86/2008 del Ministero dello Sviluppo economico clicca qui).

Andorra:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Austria:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Belgio:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Bulgaria:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Cipro:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli appartenenti alle forze militari e ad altro personale militare e civile soggetti a convenzioni internazionali.

Danimarca (e Isole Faroer):

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Estonia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Finlandia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Francia (e Principato di Monaco):

a) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Germania:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Grecia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b)   I   veicoli   che   appartengono   alle   organizzazioni inter-governative (targhe verdi portanti   le   lettere   «CD»   e «DS» seguite dal numero di immatricolazione).

c) I veicoli appartenenti alle forze armate e al personale civile e militare della NATO (targhe gialle portanti le lettera «EA» seguite dal numero di immatricolazione).

d) I veicoli appartenenti alle forze armate greche (Targhe portanti le lettere «E\Sigma»).

e) I veicoli appartenenti alle forze alleate in Grecia (Targhe portanti le lettere «AGF»).

f) I veicoli con targa prova (Targhe bianche portanti le lettere «DOK» seguite da quattro cifre del numero di immatricolazione).

Irlanda:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Islanda:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) contarga scaduta da oltre dodici mesi.

Lettonia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Liechtenstein:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Lituania:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Lussemburgo:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Malta:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Norvegia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Paesi Bassi.

I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi:

a) I veicoli privati dei militari olandesi e delle loro famiglie stazionanti in Germania.

b) I veicoli appartenenti ai militari tedeschi di stanza nei Paesi Bassi.

c) I veicoli appartenenti a persone occupate presso   il Quartiere generale delle Forze alleate in Europa.

d) I veicoli di servizio delle Forze armate della NATO.

Polonia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Portogallo:

a) Le macchine agricole e le attrezzature meccaniche motorizzate per le quali la legislazione portoghese non richiede targhe di immatricolazione.

b) I veicoli appartenenti a Stati esteri e alle organizzazioni internazionali di cui il Portogallo e’ membro (Targhe bianche – cifre rosse precedute dalle lettere «CD» o «FM»).

c) I veicoli appartenenti allo stato portoghese (Targhe nere – cifre bianche precedute dalle lettere «AM», «AP», «EP», «ME», «MG» o «MX», in base all’amministrazione di appartenenza).

Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (e Isole della Manica, Gibilterra, Isola di Man):

a) I veicoli della NATO che sono soggetti alle disposizioni proprie della convenzione di Londra del 19 giugno 1951 e del protocollo di Parigi del 28 agosto 1952.

Repubblica ceca:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Repubblica slovacca:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Slovenia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Romania:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

b) I veicoli militari soggetti a convenzioni internazionali.

Svezia:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Svizzera:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.

Ungheria:

a) I veicoli ad immatricolazione temporanea (targa doganale) con targa scaduta da oltre dodici mesi.


note

[1] Ministero dell’interno, parere n. 300/a/2792/17/124/9 del 3.4.2017.


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6 Commenti

  1. Il risarcimento del danno derivante da incidente stradale avvenuto all’estero, la vittima del sinistro può convenire in giudizio il mandatario designato dalla compagnia straniera assicuratrice del responsabile civile, essendo il mandatario titolare di una legittimazione passiva sostanziale non limitata alla fase stragiudiziale.

  2. In caso di errore dell’avvocato, il fatto che la decisione sia ricorribile in appello non esclude il risarcimento in favore del cliente, qualora quest’ultimo abbia subito un danno e continui a subire gli effetti negativi della negligenza del professionista (accolto, nella specie, il ricorso della vittima di un incidente stradale rimasta senza ristoro, che poi aveva chiesto senza successo il risarcimento ai suoi difensori. A causa di un difetto di legittimazione passiva – l’evento lesivo era avvenuto all’estero – il danneggiato aveva perso la possibilità di essere indennizzato dai responsabili stranieri del sinistro dopo il passaggio in giudicato della sentenza).

  3. Qualora una controversia sia assoggettabile alla legge di un altro stato (nella specie vertendosi in tema di risarcimento dei danni da incidente stradale verificatosi all’estero), spetta alla parte interessata che invochi a suo favore un contenuto di detta legge diverso dalla corrispondente normativa italiana, di fornire la relativa prova sicché, ove difetti tale prova, il giudice, che non sia in grado di conoscere quel contenuto alla stregua degli elementi acquisiti agli atti, o per propria nozione, deve applicare i principi della normativa italiana.

  4. In caso di sinistro stradale con esito mortale avvenuto all’estero, non è applicabile nell’ordinamento italiano la norma di diritto svizzero che rimette la riparazione del «torto morale», senza alcun parametro di riferimento, ai liberi intendimenti equitativi del giudice, in quanto contrario all’ordine pubblico internazionale

  5. In caso di richiesta di risarcimento del danno a seguito di sinistro stradale avvenuto all’estero sussiste la giurisdizione del giudice italiano quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia.

  6. Nel processo in Italia per un sinistro stradale verificatosi all’estero (nella specie in Bosnia), ferma la giurisdizione data dalla residenza italiana del convenuto, dovrà applicarsi la legge straniera del luogo del sinistro, di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato (e processuale). Alla stregua della legge straniera applicabile va valutata – fra l’altro – la legittimazione passiva dell’assicuratore italiano, garante per i danni cagionati all’estero dal veicolo italiano.

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