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Sinusite e diritto alle cure termali

12 maggio 2017


Sinusite e diritto alle cure termali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 maggio 2017



Ho una sinusite cronica per la quale il medico mi ha prescritto un ciclo di cure termali. Per recarmi in un centro termale dovrei assentarmi dal lavoro. Esistono degli appositi permessi o devo prendermi dei giorni di ferie?

Legge e datore di lavoro sono tenuti a garantire la sicurezza e la salute psicofisica dei dipendenti all’interno del posto di lavoro. Questa tutela non si estende però solo alle malattie di per sé stesse invalidanti, quelle cioè che comportano veri e propri stati patologici acuti, ma anche alle situazioni che non presentano un vero e proprio impedimento alla prestazione lavorativa purché il lavoratore abbia un’esigenza – considerata prioritaria – di allontanarsi dal servizio, per attività indispensabile al recupero o al mantenimento della salute. È, ad esempio, il caso degli accertamenti clinici richiesti dall’insorgenza dei sintomi di malattie gravissime, i periodi di degenze ospedaliera destinati agli accertamenti prodromici a operazioni chirurgiche o quelli finalizzati a interventi terapeutici, programmabili nel tempo (quali i momenti curativi resi necessari da affezioni croniche o recidivanti).

Il lavoratore ha altresì diritto ad assentarsi dal lavoro se ciò è necessario per una terapia o una riabilitazione conseguente a una malattia già guarita. E ciò al fine di un pieno recupero della salute o al contenimento degli effetti acuti di uno stato morboso cronico o, infine, per prevenire possibili ricadute (si pensi alla ginnastica riabilitativa dopo un intervento di ernia del disco).

Alla luce di ciò, il dipendente che soffre di sinusite può chiedere i permessi per recarsi a effettuare le cure termali senza bisogno di usufruire delle ferie. Si tratta di permessi retribuiti, in quanto l’impossibilità temporanea della prestazione lavorativa non è dipendente dal lavoratore, ma è legata al suo stato patologico.

Per quanto riguarda il tipo di permesso utilizzabile per le cure termali, la prima cosa da verificare è il contratto collettivo nazionale che stabilisce i termini e le condizioni per chiedere la possibilità di assentarsi dal lavoro (leggi Cure termali Inps: domanda e requisiti).

Il dipendente può usufruire al massimo di 5 cicli di cure termali (salvo casi eccezionali legati a stati invalidanti, da certificare dal medico). Ogni ciclo può prevedere fino a massimo 12 cure fondamentali e/o accessorie. Non è possibile usufruire di più di un ciclo all’anno.

Il costo delle cure è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre quello del soggiorno presso la località termale negli alberghi convenzionati è a carico dell’Inps.

Il dipendente deve invece sostenere personalmente i costi del ticket, nella misura prevista dalla legge, e le spese di viaggio A/R.

Oltre all’obbligo di prescrizione del medico dell’Asl, le cure termali devono essere rivolte alla cura di una delle malattie indicate dal decreto ministeriale, non devono avere finalità “preventiva” di patologie non ancora in essere, devono essere effettuate presso stabilimenti termali convenzionati, non possono eccedere i 15 giorni all’anno. Tale termine può però essere superato nel caso in cui sia il medico dell’Inail, in caso di malattia professionale, a prescrivere le cure termali (che in quest’ipotesi i costi per le cure termali sono indennizzati dall’Inail stesso).

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