Diritto e Fisco | Articoli

Ecco perché sarà più facile pignorare le case degli italiani

8 Maggio 2017


Ecco perché sarà più facile pignorare le case degli italiani

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Maggio 2017



Le due modifiche che aumenteranno di circa 37mila le ipoteche che Equitalia e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potranno iscrivere sugli immobili dei contribuenti.

L’estate comincia male per tutti quelli che hanno debiti con Equitalia e, di qui a breve, li avranno con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nuovo nome che assumerà l’esattore. La manovra correttiva alla legge di bilancio appena approvata dal Governo ha infatti modificato le norme sulla riscossione esattoriale, mirando ad aumentare l’efficacia dei pignoramenti ed incrementando la possibilità per l’esattore di espropriare gli immobili dei contribuenti. Come? Lo scopriremo a breve. Quel che è certo è che, se tra il 2014 e il 2015, su 370mila preavvisi di ipoteca solo il 13% è andato a segno, con la riforma questa percentuale dovrebbe salire di circa 10 punti. Il che significa 37mila ipoteche in più da qui ai prossimi mesi. Ma procediamo con ordine e vediamo perché aumenteranno le ipoteche sulle case degli italiani.

Ecco perché aumenteranno le ipoteche sulle case degli italiani

La prima ragione della maggiore elasticità riconosciuta all’Esattore sta nella stessa modifica strutturale che Equitalia subirà il 1° luglio 2017: da società privata diventerà ente pubblico. Vengono così eliminati tutti i limiti che la Spa aveva nella ricerca dei beni dei debitori da pignorare, con attribuzione dei poteri che hanno invece le pubbliche amministrazioni e, segnatamente, l’Agenzia delle Entrate (leggi Arriva Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa cambia). Questo significa un filo diretto con banche dati come l’Anagrafe tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti, ove prima l’accesso era limitato. In una parola sola: si andrà sempre a colpo sicuro senza sparare nel mucchio.

La seconda ragione dell’aumento delle ipoteche sulle case sta, come anticipato, nella recente modifica delle norme sulla riscossione. In buona sostanza, cambia uno dei presupposti per operare il pignoramento immobiliare. In precedenza, era possibile pignorare la casa del contribuente solo a condizione che:

  • questa non fosse «prima casa»;
  • il debito complessivo accumulato fosse superiore a 120mila euro;
  • il valore dell’immobile da pignorare fosse superiore a 120mila euro.

La riforma ha cancellato l’ultima condizione, modificandola nel seguente modo: il pignoramento sarà d’ora in poi possibile a condizione che la somma del valore di tutti gli immobili del debitore (e non solo di quello da pignorare) sia superiore a 120mila euro. Il che vuol dire che, se anche il contribuente ha due case di modico valore (ciascuna di 60 mila euro), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà pignorarle, mentre prima non era possibile (essendo il valore di ciascuna di esse inferiore a 120mila euro).

Chiaramente, questo aumenta la circonferenza dei debitori che potranno subire il pignoramento e, quindi, l’ipoteca (presupposto necessario per poter successivamente mettere all’asta la casa del contribuente).

Leggi per tutti i chiarimenti Quando il fisco può pignorare la casa.

Resta il divieto di pignoramento della cosiddetta «prima casa», che in realtà deve essere l’unico immobile di proprietà del debitore, adibito ad abitazione principale, accatastato non nelle categorie A/8 e A/9 e residenza del debitore stesso. Solo in presenza di tutte queste condizioni, l’immobile non può essere pignorato (ma può essere invece ipotecato se il debito è superiore a 20mila euro). Basta anche una minima comproprietà per far venire meno il presupposto della «unicità» dell’immobile e consentire all’Esattore di avviare il pignoramento.

Quando è possibile l’ipoteca sulla casa?

In ultimo ricordiamo che l’Agente per la riscossione può iscrivere ipoteca (passo prodromico e necessario per effettuare il pignoramento) solo a condizione che:

  • sia stata notificata la cartella esattoriale o un accertamento esecutivo;
  • siano passati 60 giorni dalla notifica della cartella o 90 dall’accertamento esecutivo;
  • il debito sia superiore a 20mila euro;
  • sia stato spedito un preavviso di ipoteca almeno 30 giorni prima.

L’esattore è legittimato a iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente o dei coobbligati per un importo pari al doppio della somma per la quale si procede.

Per bloccare l’ipoteca prima della sua iscrizione è possibile chiedere la rateazione del debito. Se invece l’ipoteca è già stata iscritta, verrà cancellata solo col versamento dell’ultima rata.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

4 Commenti

  1. Pignoramento dei vitalizi o pensioni d’oro per manifesta disparità socio-economica?!? È incredibile come si riesca a cavillare in norme già restrittive mentre invece in nome di diritti acquisiti non si riesca da decenni a debellare il vergognoso vitalizio! Per inasprire la sanzione al popolo basta una semplice seduta, per tutto il resto ung continuo rimandare lasciando intatto il diritto a percepire un introito palesemente immeritato!

    1. vero sarebbe l’ora di mandarli a lavorare e a pagare, finalmente, le tasse, come qualunque normale cittadino di serie B

      1. Secondo me è ora di reagire , cosa ci devono ancora fare, perchè un popolo si ribelli. gli farei pagare i danni che hanno fatto tutti i politici a cominciare da Napolitano.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI