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Querela per lesioni

15 Giugno 2017 | Autore:
Querela per lesioni

Reclusione o multa a seconda della gravità e della prognosi. Cosa si intende per lesioni dolose o colpose, come presentare querela e tempi di prescrizione.

Mettere le mani addosso a qualcuno e procurargli delle ferite è un motivo più che sufficiente per presentare querela per lesioni. Che siano dolose o colpose (tra poco ne vedremo la differenza) il codice penale non concede sconti: il reato esiste e va punito, a seconda della gravità del danno procurato.

Le lesioni dolose sono quelle provocate volontariamente: ti do un pugno con tutta l’intenzione di farti saltare i denti. Quelle colpose, invece, sono quelle procurate in maniera involontaria: la mia volontà è quella di darti solo uno spintone, la tua sfortuna è quella di perdere l’equilibrio, cadere e picchiare la testa contro un sasso. Ad ogni modo, la responsabilità è mia: senza lo spintone, non ci sarebbe stata la lesione alla testa.

Affinché si possa presentare una querela per lesioni personali, queste ultime devono comportare una «malattia», intesa come una riduzione apprezzabile della funzionalità [1].

Quali tipi di lesioni personali

Dunque, il risultato di una querela per lesioni dipende non solo dalle intenzioni dell’aggressore ma anche dalla gravità delle lesioni stesse. In base alla prognosi disposta dai medici che visitano il malcapitato, le lesioni personali possono essere:

  • lievissime, con prognosi fino a 20 giorni;
  • lievi, con prognosi tra 21 e 40 giorni;
  • gravi, con prognosi sopra i 40 giorni o che hanno messo in pericolo la vita dell’aggredito o, ancora, hanno indebolito in modo permanente la funzionalità di un organo o di un senso;
  • gravissime, se hanno provocato una malattia insanabile, la perdita di un senso o di un organo, una mutilazione che rende inservibile un arto, una disfunzione grave della parola, uno sfregio od una deformazione del volto, la perdita della capacità di procreare).

Come presentare querela per lesioni

Chi subisce un’aggressione e riporta un danno fisico può presentare entro tre mesi dal fatto una querela per lesioni in modo da attivare un procedimento penale contro il suo aggressore. I tempi di prescrizione, dunque, arrivano a 90 giorni.

Nel caso in cui le lesioni derivino da una malattia professionale o da un infortunio sul lavoro che provoca lesioni gravi o gravissime, si può procedere d’ufficio.

Chi ha subìto l’aggressione, oltre alla querela per lesioni, può avviare un’azione civile o costituirsi parte civile in un processo penale per ottenere un risarcimento del danno.

Queste decisioni vanno, possibilmente, valutate insieme ad un avvocato per fare la scelta giusta in base ai tempi ed ai costi di un’azione o di un’altra.

Le conseguenze di una querela per lesioni

Codice civile alla mano, chi si trova sulle spalle una querela per lesioni può essere punito con la reclusione fino a tre mesi o con una multa fino a 309 euro.

Ma se la lesione è grave, la pena è la reclusione da uno a sei mesi e la multa va da 123 a 619 euro.

Le lesioni gravissime comportano la reclusione da tre mesi a due anni o la multa da 309 a 1.239 euro.

Nel caso di lesioni di più persone, il codice penale applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo. In ogni caso, la pena della reclusione non può superare i cinque anni.

Per quanto riguarda le lesioni procurate per violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le pene sono:

  • reclusione da tre mesi a un anno o multa da 500 a 2.000 euro per lesioni gravi;
  • reclusione da uno a tre anni per lesioni gravissime.

note

[1] Art. 590 cod. pen.


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7 Commenti

  1. RICEVETTI UNO SCHIAFFO NEL NOVEMBRE DEL 2008 CHE MI PROCURO LA ROTTURA del timpano.Oggi ho ancora addosso i postumi di quel trauma. Sono ancora in tempo x fare una dennuncia/querela dopo dieci anni ? la dennuncia in quel periodo venne fatta x altri maltrattamenti ma x lo schiaffo no. Come posso fare? Gradirei una risposta ,grazie.

    1. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna circostanza aggravante, si configura il reato di lesioni lievissime di cui all’art. 582, secondo comma, c.p. La competenza è del giudice di pace. Non corre alcun rischio di reclusione.

  2. Buonasera
    sono stata aggredita in presenza di testimoni dalla mia ex inquilina. Mi ha dato una botta in viso e ho portato un occhio nero visibile per una ventina di gg.
    ho sporto denuncia. cosa succede ora?
    la ringrazio in anticipo per la risposta.

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