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Lo sai che? Come si comunica il rinvio della riunione di condominio?

Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

Assemblea di condominio: è valido il rinvio comunicato tramite indicazione nel verbale della riunione da rinviare e poi affisso in bacheca.

Se è vero che non ci sono dubbi su come l’amministratore di condominio debba comunicare l’avviso di convocazione dell’assemblea, né il codice civile, né la giurisprudenza hanno invece chiarito come debba avvenire la convocazione del rinvio della riunione già legittimamente convocata. Si pensi al caso in cui l’assemblea, validamente costituita, decida di aggiornare la seduta alla settimana successiva in attesa del reperimento di alcuni documenti, dell’acquisizione di alcuni preventivi o per consentire a uno o più condomini, dovuti assentarsi, di partecipare alle votazioni. Come si comunica il rinvio della riunione di condominio? Un chiarimento, in proposito, lo offre il Tribunale di Milano con una recente sentenza [1], sebbene la questione non sembra ancora definitivamente chiusa per via dei dubbi che tale precedente  presenta. Ma procediamo con ordine.

Se hai letto la nostra guida sull’Avviso di convocazione dell’assemblea di condominio e sulle modalità di convocazione dell’assemblea stessa, saprai già che l’amministratore è tenuto a informare i condomini della riunione di condominio almeno 5 giorni prima della data fissata per la prima convocazione; con la stessa comunicazione può anche indicare la data della seconda convocazione o, anche, definire più riunioni consecutive con un unico avviso, per consentire l’esaurimento degli argomenti all’ordine del giorno.

La comunicazione non può essere data informalmente o con un bigliettino lasciato nella cassetta delle lettere, ma va data in modo da avere la prova dell’avvenuto ricevimento ossia con raccomandata, posta elettronica certificata (Pec), fax o consegna a mano controfirmata dal ricevente.

L’avviso, inoltre, non deve indicare come data della prima convocazione un giorno o un orario impossibile (ad esempio, il lunedì alle 2 di notte) al solo fine di facilitare il raggiungimento delle maggioranze per la seconda convocazione. Tale uso, benché molto diffuso, è stato ritenuto illegittimo dalla giurisprudenza (leggi Riunione di condominio: prima convocazione a orario impossibile).

La riforma non ha invece chiarito come si comunica il rinvio della riunione di condominio. Secondo alcuni, i condomini vanno informati con le medesime modalità e termini previsti per la originaria convocazione e, quindi, almeno 5 giorni prima, con posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano controfirmata; con la conseguenza che, in assenza di tali formalità, il rinvio non potrebbe considerarsi efficace e l’assemblea inizialmente convocata potrebbe validamente tenersi e deliberare. Secondo altri, invece, è sufficiente una decisione e comunicazione nel verbale dell’assemblea da rinviare; in tal modo i condomini che vi hanno partecipato ne sono messi a conoscenza, mentre gli altri lo saranno mediante consegna del relativo verbale (come per legge).

Il primo orientamento è stato condiviso dal tribunale di Milano nella sentenza in commento.

La vicenda, nel caso di specie, assume particolare importanza per comprendere meglio il principio. Un’assemblea veniva rinviata a data da destinarsi e comunque non oltre il 20.03.212; di ciò veniva dato atto nel verbale della riunione e con affissione sulla bacheca posta nelle scale. Ciò nonostante, alcuni condomini si riunivano ugualmente e deliberavano su alcune questioni ritenute urgenti, nonostante il rinvio già deciso. Tale riunione veniva impugnata da chi non vi aveva partecipato e il giudice, di conseguenza, l’annullava. Secondo infatti il tribunale di Milano, il rinvio dell’assemblea già regolarmente convocata deve seguire le medesime forme della convocazione. Nella fattispecie concreta, però, come abbiamo visto, questo non era avvenuto; ciò nondimeno tuttavia, la seconda delibera va annullata per via dell’assenza degli altri condomini che avevano fatto affidamento sul rinvio comunicato loro – benché informalmente – con l’affissione in bacheca e con indicazione nel precedente verbale dell’assemblea.

Ammettere che la convocazione del rinvio di assemblea possa essere comunicata con affissione in bacheca o con altro avviso sulla porta dello stabile significherebbe pregiudicare i diritti di quei condòmini non abitanti nell’edificio condominiale per i quali è evidente che tale forma di comunicazione non potrebbe essere idonea a garantire loro la piena conoscenza.

note

[1] Trib. Milano sent. n. 3517/2017 del 27.03.2017.

Sentenza n. 3517/2017 pubbl. il 27/03/2017 RG n. 14303/2012

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale di Milano TREDICESIMA SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, nella persona del giudice unico Dott. Paola Barbara Folci ha pronunciato la seguente SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al N. 14303/2012 R.G. promossa da:

C. ( C.F. ) con il patrocinio dell’Avv. Lorenzo Falappi

S. ( C.F. ) con il patrocinio dell’Avv. Lorenzo Falappi, DI M. R.

(C.F. con il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA A. V. (C.F.) con il patrocinio dell’avv. LUPI

MARZIA ALESSANDRA R. D. (C.F. ) con

il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA D. C. V. (C.F. ) con il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA G.

(C.F. ) con il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA P. V. (C.F. ) con il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA M. V.(C.F. ) con il patrocinio dell’avv.

LUPI MARZIA ALESSANDRA M. A. (C.F. ) con il patrocinio

dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA S. G. (C.F. )

con il patrocinio dell’avv. LUPI MARZIA ALESSANDRA

contro

COND. P. PIOLTELLO (C.F. ), con il patrocinio dell’avv. CORONA DANILO

CONVENUTO

OGGETTO: condominio

CONCLUSIONI: come da fogli allegati al verbale del 20/12/2016

Per quanto riguarda domande, eccezioni e richieste conclusive delle parti, si rinvia agli atti processuali delle medesime ed ai verbali delle udienze, atteso che la modificazione dell’art. 132 n. 4 c.p.c., ad

ATTORI

opera della legge 69/2009, esclude una lunga e particolareggiata esposizione di tutte le vicende processuali anteriori alla decisione della causa.

xxx

Il presente procedimento concerne l’impugnazione svolta dai condomini D. M. R.,

V. L., R. C. D. De C. V., G. C., P.

V., D. S., M. V., M. A., S. G., avverso la delibera

condominiale adottata dall’assemblea del Condominio P. Pioltello in data

27/01/2012.

Con autonomo ricorso per impugnazione la condomina ed amministratore pro tempore M. C.

adiva il Tribunale per ottenere la dichiarazione di nullità/annullabilità della delibera del 27/01/2012. L’impugnazione è stata contestata dal condominio convenuto che ha chiesto il rigetto delle avverse domande.

Il Tribunale ha disposto la riunione dei giudizi.

Gli attori deducono anzitutto, irregolarità nella convocazione dell’assemblea.

Le doglianze formulate dagli attori identificano vizi attinenti l’annullabilità della delibera condominiale

( Cass. S.U. 4806/2005) la cui sussistenza determina l’invalidità della stessa se impugnata nel termine

di trenta giorni previsto dall’art. 1137 3° comma c.c. decorrente per i condomini assenti dalla comunicazione del verbale.

Il condominio eccepisce preliminarmente eccezione di tardività delle impugnazioni.

Eccezione destituita di fondamento.

Il condominio non ha provato, come era suo onere avendolo sostenuto in atti, l’avvenuta consegna del verbale assembleare ai singoli condomini il giorno successivo ( 28/1/2012) alla data della delibera (27/1/2012) attraverso la consegna a mano al portiere dello stabile.

Dalla documentazione ( doc. 2 resistente) risulta, infatti, che gli attori abbiano ritirato successivamente

al 28/1/2012 copia del verbale assembleare, firmando l’apposito registro dal portiere e in particolare:

l’11/2/2012, M. il 4/2/2012, D. C. e G. il 6/2/2012, M. il 4/2/2012,

il 6/2/2012, D. M. il 3/2/2012, R. il 3/2/2012, S. il 3/2/2012, M.i il

31/1/2012, P. il 6/2/2012.

I ricorsi sono stati depositati il 29/2/2012, pertanto, nei termini .

L’eccezione di tardività dell’impugnazione è infondata.

Entrando nel merito:

L’assemblea tenutasi in seconda convocazione il 27/1/2012 deve essere annullata.

Con comunicazione affissa nella bacheca del condominio, l’amministratrice M. comunicava ai condomini rinvio a data da destinarsi (..”e non oltre il 20/3/2012”..), della assemblea già fissata per il 27/1/2012 ( doc. 4 attoreo).

Alcuni condomini costituivano, comunque, per la data del 27/1/2012, l’assemblea nonostante il preannunciato rinvio e, nell’occasione, assumevano la delibera impugnata in questa sede.

Nonostante il rinvio dell’assemblea già regolarmente convocata debba seguire le medesime forme della convocazione ( art. 66 disp. Att.c.c.) e nonostante, nella fattispecie, ciò non sia avvenuto; ritenuto che la ratio dell’art. 1136 comma 6 c.c., sia nel senso dell’invalidità di ogni delibera alla quale il condominio non sia stato messo nelle condizioni di partecipare, si deve necessariamente concludere per l’invalidità della delibera impugnata.

Ciò in quanto, con ogni evidenza, l’assenza dei condomini attori non può che considerarsi pienamente giustificata in ragione del rinvio comunicato, benchè informalmente all’intera compagine condominiale.

Pertanto, per quanto sopra esposto, va dichiarata l’invalidità e annullata la delibera adottata dall’assemblea del 27/01/2012 nella sua interezza.

Tale conclusione assorbe gli ulteriori profili di censura avanzati dalle parti.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo tenuto anche conto della mancata partecipazione dalla mediazione senza giustificato motivo da parte del condominio convenuto.

PQM

Il Tribunale di Milano, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando:

1)accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla la delibera del 27/1/2012.

2)condanna il Condominio convenuto a rifondere agli attori le spese di giudizio, liquidate in € 680,00 per spese ed € 5.750,00 per compensi, oltre accessori di legge.

3)sentenza esecutiva.

Milano, 23/03/2017

Il Giudice

Dott. Paola Barbara Folci

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