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Le Guide Come pagare i contributi volontari

Le Guide Pubblicato il 10 maggio 2017

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> Le Guide Pubblicato il 10 maggio 2017

Contributi volontari per la pensione: ammontare, modalità di pagamento, versamento nelle tabaccherie.

Più facile pagare i contributi volontari, grazie alla convenzione tra l’Inps e le 23.000 tabaccherie del circuito Reti Amiche, col Gruppo Poste Italiane SpA, Unicredit e Lottomatica. Un passo per rendere più semplici gli adempimenti di chi, a causa dell’interruzione del rapporto lavorativo, continua comunque a pagare la contribuzione, per arrivare prima alla pensione.

Vediamo, in questa breve guida, che cosa sono i contributi volontari, quanto deve pagare il lavoratore che intende avvalersene e come pagarli.

Contributi volontari: che cosa sono

I contributi volontari sono dei versamenti previdenziali totalmente a carico del lavoratore, effettuati facoltativamente quando un rapporto di lavoro termina prima del raggiungimento della pensione: l’assicurato, per non lasciare scoperti i periodi privi di assicurazione e raggiungere prima il pensionamento, può versare volontariamente i contributi nella sua gestione.

Generalmente, i contributi volontari sono validi per ottenere qualsiasi tipo di pensione, ad accezione della pensione anticipata contributiva (che può essere ottenuta a 63 anni e 7 mesi di età con almeno 20 anni di contributi e un assegno pari a 2,8 volte l’assegno sociale).

Contributi volontari: autorizzazione

Il lavoratore, per poter versare i contributi volontari, deve prima essere autorizzato dall’Inps: a tal fine deve presentare, in via telematica, tramite portale web dell’Istituto, contact center (raggiungibile al numero verde 803.164) o patronato, un’apposita domanda di autorizzazione.

I requisiti per l’ottenimento dell’autorizzazione sono:

  • possesso di 3 anni di contributi (156 settimane) versati nell’ultimo quinquennio;
  • in alternativa, possesso di almeno 5 anni di contributi (260 settimane) versati in qualsiasi periodo.

L’autorizzazione non può essere richiesta da chi è già pensionato, mentre può essere richiesta da chi è disoccupato o in mobilità, o in caso di part time, fermo restando che non può essere effettuato alcun versamento nei periodi coperti da contribuzione, nemmeno se figurativa.
Una volta ottenuta l’autorizzazione, questa vale per coprire esclusivamente i periodi posteriori alla stessa (non è possibile, ad esempio, domandare i contributi volontari per coprire un periodo non lavorato relativo ad anni precedenti). L’unica eccezione è costituita dalla facoltà di coprire volontariamente anche i 6 mesi precedenti la domanda: ciò è possibile se nel semestre non è presente alcun versamento contributivo, anche figurativo.

Contributi volontari: quanto si paga

I contributi volontari si quantificano su base settimanale. Per ottenere l’importo del contributo volontario settimanale, bisogna applicare l’aliquota vigente per i contributi obbligatori (per i dipendenti, generalmente, il 33%, esclusi gli autorizzati precedentemente al 1996, la cui aliquota è congelata al 27,87% ) alla media della retribuzione imponibile percepita nell’anno precedente alla data di autorizzazione.

Nel dettaglio, le aliquote sono:

  • 33% per la generalità dei dipendenti non agricoli;
  • 17,4275% per colf e badanti;
  • 23,55% per gli artigiani;
  • 23,64% per i commercianti;
  • 32% per i co.co.co.;
  • 25% per i professionisti iscritti alla Gestione Separata.

L’aliquota, per i dipendenti, è calcolata su un minimale: l’importo minimo della retribuzione settimanale su cui calcolare il contributo volontario, difatti, deve essere almeno pari al 40% del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensione lavoratori dipendenti (Fpld), in vigore nell’anno considerato. Per colf e badanti l’aliquota è calcolata sulla retribuzione convenzionale; per artigiani e commercianti sul reddito medio di impresa degli ultimi tre anni, mentre per co.co.co. e professionisti sull’importo medio dei compensi percepiti nei 12 mesi precedenti, ma con il rispetto di un minimo mensile.

Contributi volontari: come si pagano

Il pagamento dei contributi volontari può essere effettuato con le seguenti modalità:

  • Mav inviato dall’Inps per posta oppure generato dall’utente: il bollettino può essere visualizzato, modificato, stampato e pagato in un qualsiasi istituto di credito senza commissioni oppure presso gli uffici postali con l’applicazione della commissione di versamento;
  • online, tramite la modalità “Pagamento Immediato PagoPA”, che permette di versare i contributi utilizzando la carta di credito, di debito o prepagata oppure mediante addebito in conto;
  • tramite l’avviso di pagamento PagoPA, che permette di versare i contributi presso qualsiasi Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) aderente al circuito “pagoPA”.

Ora, come anticipato, grazie alla nuova convenzione, è possibile pagare i contributi, in modo semplice, immediato e senza file, anche nelle tabaccherie.

È possibile versare importi inferiori a quelli risultanti dal bollettino, ma in questo caso l’Inps contrae il numero delle settimane coperte dal versamento in modo proporzionale al versamento effettuato.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    riguardo ai contributi volontari non mi è chiaro se si debbano pagare obbligatoriamente solo entro il tremestre successivo a quello di riferimento o se invece è anche possibile farlo prima . Non sono autolesionista ma se uno deve pagare ancora solo 2-3 settimane per andare in pensione perchè dovrebbe aspettare di far passare tutto un trimestre e quindi prendere la pensione più tardi ? Oppure ,dato che i contributi volontari sono deducibili ai fini dell’Irpef perchè non dovrebbe essere possibile pagarli entro dicembre dell’anno dove i si ha un reddito da dedurre invece di pagarli a marzo dell’anno successivo dove magari si è incapienti?
    Qualcuno mi può dare chiarimenti più precisi in merito? Anche al patronato mi sembra che non abbiano le idee chiare a riguardo.
    grazie anticipatamente.

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