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Assegni familiari anche per le unioni civili

15 Mag 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Mag 2017



Assegni al nucleo familiare: l’Inps chiarisce che, in alcuni casi, spettano anche ai componenti dell’unione civile. 

Assegni al nucleo familiare anche per i componenti dell’unione civile: è quanto chiarito dall’Inps, con una recente circolare [1], che dà seguito alla nota legge del 2016 [2] che ha istituito, appunto, le unioni civili. La legge, in particolare, equipara il componente dell’unione civile al coniuge, anche in materia previdenziale: a questo proposito, difatti, sono già state emanate diverse circolari dall’Inps, che chiariscono, ad esempio, che al componente dell’unione civile spetta la pensione di reversibilità, e che questi può essere, al pari del coniuge, coadiutore.

Sono equiparati ai componenti dell’unione civile anche le persone dello stesso sesso che hanno contratto matrimonio all’estero.

Ma procediamo per ordine e torniamo agli assegni al nucleo familiare: in particolare, vediamo come funziona questo strumento e quali sono le disposizioni per i componenti dell’unione civile.

Anf: che cosa sono

Gli assegni al nucleo familiare (Anf) sono una prestazione di assistenza a carico dell’Inps, per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. L’erogazione dell’Anf può essere richiesta sia in costanza di rapporto di lavoro, che durante la percezione di sussidi da parte dell’Inps (disoccupazione, cassa integrazione), che dopo il pensionamento, se il trattamento è a carico dell’Istituto.

Anf: nucleo familiare

La famiglia da prendere in considerazione per la richiesta dell’Anf è diversa sia dalla famiglia anagrafica (quella che risulta dal certificato di residenza del Comune), sia dal nucleo familiare ai fini della dichiarazione Isee.

In questo caso, la famiglia si considera composta dal lavoratore (o dal diverso soggetto) richiedente, dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato, dai figli di età inferiore a 18 anni oppure maggiorenni, ma inabili, senza limiti di età, purchè non sposati. Possono essere inclusi anche i figli maggiorenni studenti o apprendisti con meno di 21 anni, se la famiglia ha più di 4 figli sotto i 26 anni. Inoltre, possono fare parte del nucleo, in casi particolari, anche i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente.

Se due genitori convivono e non sono sposati, il reddito del genitore convivente non si cumula con quello della famiglia, poiché non è considerato parte del nucleo, contrariamente a quanto avviene per la dichiarazione Isee: lo stabilisce una nota circolare dell’Inps [3].

Anf: nucleo familiare in presenza di unione civile

Nel caso di nucleo formato da persone dello stesso sesso con unione civile e figli di una delle due parti dell’unione, nati precedentemente all’unione stessa, l’unione civile non rileva se i figli hanno diritto all’assegno in virtù di un genitore; la prestazione continuerà, quindi, ad essere loro riconosciuta.

Se si tratta di figli non aventi diritto all’Anf, invece, l’unione civile di uno dei genitori con un lavoratore dipendente (o pensionato), potenziale destinatario, dunque, degli assegni, darà diritto agli Anf per i figli dell’altro partner.

Se il nucleo è formato da entrambi i partner e uno o più figli di uno dei partner nati dopo l’unione, l’assegno è erogato se il figlio è stato inserito nell’unione civile (anche come altro familiare, ai sensi del codice civile).

Se l’unione civile si scioglie, il diritto agli assegni viene regolato in base al codice civile: sulla questione, l’Inps si riserva però un chiarimento relativo alla sorte dei figli di uno dei partner nati dopo l’unione.

Le disposizioni sull’unione civile non si applicano, invece, ai conviventi di fatto con un regolare contratto stipulato ai sensi della legge sulle unioni civili.

Anf: quanto spetta

Gli importi spettanti al nucleo familiare con unione civile sono gli stessi previsti per gli altri nuclei familiari: bisogna far riferimento alle tabelle, che variano a seconda del numero dei componenti del nucleo e alle loro condizioni (presenza di minori, inabili, etc.) e alle classi, che variano a seconda del reddito. Ad esempio, in determinate tabelle l’assegno familiare può partire da 258 euro, per chi ha un reddito inferiore a una certa soglia, e arrivare a pochi centesimi per i redditi più alti.

L’importo dell’Anf può essere ridotto in caso di lavoro part time: più precisamente, se il lavoro a tempo parziale è superiore alle 24 ore settimanali, l’assegno spetta in misura intera. Se inferiore, l’Anf spetta in misura pari al numero di giornate lavorate, a prescindere dalle ore in ciascuna giornata. Questo sistema è favorevole a chi ha un contratto con part time orizzontale (si lavora tutti i giorni, per meno ore), rispetto a chi ha part time misto o verticale (orario pieno in alcune giornate e giornate interamente libere).

Anf: come fare domanda

Anche in caso di Anf spettante in presenza di unione civile, i lavoratori devono consegnare la domanda al proprio datore di lavoro, compilando il modello SR16 Anf/Dip.

I disoccupati ed i pensionati possono richiedere gli assegni familiari direttamente in sede di domanda di pensione o disoccupazione, tramite il sito Inps, se dispongono del codice Pin o dell’identità unica digitale Spid, o tramite il patronato.

Anf: pagamento

L’Anf, per i lavoratori dipendenti, è anticipato dal datore di lavoro, che lo liquida assieme alla busta paga, e che lo conguaglia, ogni mese, con i contributi dovuti all’Inps.

L’assegno è invece pagato direttamente dall’Inps per i lavoratori domestici, gli operai agricoli a termine, i lavoratori di ditte chiuse o fallite, e per chi percepisce sussidi dall’Ente.

note

[1] Inps circ. n. 84/2017.

[2] L 76/2016.

[3] Inps circ. n. 48/1992.


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