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Se la ditta di lavori chiede soldi extra si deve pagare?

27 Maggio 2017


Se la ditta di lavori chiede soldi extra si deve pagare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Maggio 2017



Un’impresa mi ha fatto un preventivo su carta semplice a mano; ora mi hanno mandato via mail un consuntivo per lavori extra per cui io non ho ricevuto preventivo nè firmato nulla. Come devo comportarmi?

Quello rappresentato è un caso di inadempimento (o meglio, non corretto adempimento) da parte della ditta che ha eseguito i lavori nell’appartamento.

Nonostante la lettrice non abbia firmato alcunché, è pacifico, infatti, che l’esecuzione di tali lavori abbia perfezionato un contratto di appalto tra la ditta esecutrice e il titolare della proprietà. Pertanto, a fronte dell’ulteriore richiesta di pagamento per 9.000 euro avanzata dalla ditta appaltatrice, una inerzia della lettrice potrebbe portarla a ricevere dapprima una diffida scritta in cui le viene intimato il pagamento e, successivamente, un decreto ingiuntivo di condanna per la somma citata.

A fronte di queste possibili conseguenze e in considerazione dei vizi nell’esecuzione dei lavori rappresentati dalla lettrice, la principale obbligazione dell’appaltatore è quella di eseguire i lavori commissionati a regola d’arte, con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio [1]. Questi è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell’opera purché il committente li denunci all’appaltatore entro 60 giorni dalla scoperta a pena di decadenza [2]. Solo in tal caso, infatti, e comunque entro due anni dalla fine dei lavori, il committente avrà diritto a richiedere all’esecutore che difformità e vizi delle opere eseguite siano eliminati a sue spese oppure che il prezzo originariamente pattuito venga proporzionalmente diminuito, fatto salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente subito per colpa dell’appaltatore. Per tale ragione, e dal momento che la legge prevede che il committente convenuto per il pagamento possa sempre far valere la garanzia purché abbia denunciato vizi e difformità entro il termine indicato, è indispensabile per prima cosa che la lettrice denunci per iscritto al committente i vizi e le difformità delle opere eseguite. A tal fine sarà necessario che la persona cui è stato intestato il preventivo o comunque il proprietario dell’appartamento invii una raccomandata a/r al committente elencando vizi e difformità riscontrate, chiedendone l’eliminazione a cura e spese di quest’ultimo o, in alternativa, la diminuzione del prezzo originariamente stabilito con restituzione, pertanto, di parte del prezzo già pagato. In tale raccomandata sarà opportuno anche contestare l’ulteriore importo richiesto poiché afferente a lavori non documentati e mai richiesti né autorizzati dalla proprietà, non eseguiti o comunque eseguiti solo in parte e dunque non dovuti.

Tale comunicazione scritta consentirà alla lettrice di non decadere dall’azione di garanzia nei confronti dell’appaltatore e, contestualmente, di prevenire gli effetti di un’eventuale messa in mora per l’ulteriore pagamento richiesto facilitando la contestazione in giudizio della pretesa creditoria della ditta appaltatrice. Laddove poi quest’ultima non dovesse riscontrare la comunicazione, la lettrice potrà agire in giudizio contro l’impresa per chiedere l’eliminazione dei vizi a cura e spese di quest’ultima oppure la diminuzione del prezzo pagato con restituzione della differenza entro il termine di due anni dalla fine dei lavori. In tale sede potrà altresì chiedere il risarcimento dei danni subiti per l’irregolare esecuzione degli stessi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Artt. 1655 e 1662 cod. civ.

[2] Art. 1667 cod. civ.


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