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Lo sai che? Olio sull’asfalto: se l’auto sbanda il Comune risarcisce

Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

Se la polizia non eleva una multa per eccesso di velocità, l’automobilista che urta con l’auto per colpa della macchia d’olio va risarcito dal Comune.

Il Comune è tenuto a risarcire gli automobilisti per i danni causati da buche e macchie d’olio sull’asfalto. Sono le cosiddette «insidie» per omessa manutenzione della strada, che inchiodano la pubblica amministrazione titolare del suolo pubblico in quanto responsabile oggettivamente di tutti i sinistri causati dai difetti del manto stradale [1]. Ma, con una sentenza di questa mattina [2], la Cassazione promette maggiore giustizia per tutti gli automobilisti incorsi in uno di questi “tranelli” della strada. In particolare, secondo i giudici, nel caso di olio sull’asfalto, se l’auto sbanda il Comune deve risarcire tutti i danni conseguenti al sinistro tutte le volte in cui la polizia, intervenuta sul luogo del sinistro, non rileva infrazioni da parte del conducente e, quindi, non lo multa per eccesso di velocità. Ma procediamo con ordine.

Nel caso di auto sbandata sulla macchia d’olio (così come nel caso in cui questa finisca in una buca stradale), se l’incidente avviene su una strada urbana è il Comune – in quanto garante della sicurezza di pedoni e auto in circolazione – a doversi fare carico di risarcire tutti i danni. Ma ad una sola condizione: che l’evento non si sia verificato per caso fortuito, il che ricorre di norma in due casi:

  1. quando il danno sia stato determinato da una condotta imprudente dell’automobilista: è il caso, ad esempio, in cui il danneggiato guidi a una velocità eccessiva oppure, per distrazione, non si accorga della vistosa buca o della evidente macchia d’olio spalmata su tutta la strada;
  2. quando il sinistro stradale avviene pochi minuti dopo il verificarsi dell’insidia, non dando così il tempo alla pubblica amministrazione per correre ai ripari e provvedere alla manutenzione della strada. Si pensi al sinistro avvenuto a distanza di pochi secondi dal momento in cui, da un camion, cade una grossa tanica di benzina, sporcando l’asfalto; anche agendo con la massima tempestività, l’ente locale non potrebbe mai evitare lo sbandamento delle auto.

Il punto però è chi debba dimostrare l’esistenza del caso fortuito. E la Cassazione, in proposito, non ha dubbi: è il Comune che deve dare prova di una condotta imprudente dell’automobilista se non vuole pagargli i danni. Per cui, se il conducente sbandato a causa dell’olio sull’asfalto non viene multato dalla stradale va risarcito automaticamente. E questo perché manca la prova del suo comportamento imprudente, ossia del caso fortuito. Secondo i giudici supremi, infatti, non si può attribuire al danneggiato la responsabilità o il concorso di colpa per l’incidente causato dalla macchia d’olio solo perché questi non ha fornito la prova che il suo veicolo procedesse a una velocità adeguata al momento dell’incidente: anzi, il fatto che la Stradale sopraggiunta sul posto non abbia multato il conducente per eccesso di velocità va a scapito dell’ente proprietario della strada, che è tenuto a dimostrare come sia stato il conducente ad aver cagionato il sinistro.

In sintesi, l’automobilista sbandato sulla macchia d’olio che voglia ottenere il risarcimento dei danni al mezzo e/o alla persona è tenuto a fornire solo la prova dei seguenti elementi:

  1. l’esistenza della macchia scivolosa (basta una fotografia o una prova testimoniale o, meglio ancora, il rapporto della polizia intervenuta);
  2. che, per causa dell’asfalto scivoloso, ha perso il controllo dell’auto, andando a finire contro un altro mezzo o contro un ostacolo al bordo della strada;
  3. l’entità dei danni subiti all’auto e/o alla propria persona.

Spetta invece all’amministrazione proprietaria della strada dimostrare il caso fortuito ossia l’imprudenza dell’automobilista o che il sinistro è avvenuto poco tempo dopo il verificarsi dell’insidia, non dando alla P.A. il tempo di intervenire per mettere in sicurezza la strada.

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 11225/17 del 9.05.2018.


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