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Come contestare voti scolastici

10 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2017



Se il docente o il preside non danno risposte soddisfacenti, è possibile rivolgersi al Tar. Anche se il prof ha il diritto di decidere in autonomia.

Insieme al calcio, è uno degli sport nazionali: contestare i voti scolastici. Sempre, comunque e a prescindere. A volte con dei motivi plausibili, altri per salvare la faccia. Tuttavia, alzare la mano e dire «non sono d’accordo» non basta. Ci devono essere dei presupposti ben precisi per poter contestare i voti scolastici.

Bisogna tenere presente, innanzitutto, che, in linea di massima, il professore ha sempre ragione nel valutare il compito dell’alunno. Lo prevede espressamente un decreto presidenziale, che recita: «La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente» [1]. Quindi, quello che lui decide, stando al decreto, è deciso bene. Ma siamo sicuri? Non sempre è così. Perché è possibile contestare i voti scolastici, così come la valutazione finale al termine dell’anno scolastico, soprattutto se si ha l’impressione che il professore abbassa di proposito i voti: segna un errore che non è tale, interpreta volutamente in modo sbagliato la risposta dello studente.

Certo, l’insegnante può «giocare sporco» solo in alcune materie. Raramente può abbassare di proposito i voti, ad esempio, in un compito di matematica: 2 + 2 farà sempre 4, tutta la vita, indipendentemente dal professore che corregge il compito. Più facile che il prof tenti di abbassare il voto in una materia umanistica, dove la risposta di un alunno può essere più facilmente interpretabile secondo la discrezionalità di chi siede sulla cattedra (è incompleta, non ha centrato il tema, è uscito dal seminato…).

In questo caso, come contestare i voti scolastici? E su quali basi si possono contestare?

Qualche motivo per contestare i voti scolastici

E’ possibile contestare i voti scolastici, ad esempio, quando si viene penalizzati per un’assenza giustificata ad un’interrogazione o ad un compito in classe, soprattutto se non erano in programma. Abbassare un voto per un’assenza viene considerato un atteggiamento indiscriminatamente punitivo, se non addirittura illecito. Quello che il professore può fare, invece, è chiedere all’alunno di sostenere una prova suppletiva. E dovrà essere il docente a trovare il tempo: è compito suo, infatti, coordinare e gestire l’attività della classe durante l’anno.

Così come si possono anche contestare i voti scolastici per essere stati valutati dopo un numero ridotto di interrogazioni o di verifiche scritte. La legge [2] impone che le interrogazioni e le verifiche alla base di un voto siano:

  • fatte in un numero congruo stabilito dal Collegio dei docenti (una sola non basta);
  • corrette in un tempo accettabile: il docente non può lasciare per il quadrimestre successivo compiti ed interrogazioni di quello in corso;
  • classificate: interrogazioni o verifiche senza voto non possono condizionare la valutazione finale.

Come contestare i voti scolastici che non rispettano queste direttive? Il percorso più, per così dire, «diplomatico» sarebbe quello di parlare con il professore e, in suo difetto, con il preside. Se, però, l’alunno o i suoi genitori sono convinti di avere ragione e non trovano una risposta convincente, c’è sempre la possibilità di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale. Non a caso, la giurisprudenza si è già occupata di voti contestati a scuola. Ad esempio, il Tar del Piemonte [2] ha accolto dei ricorsi in materia ed annullato i voti sulla base di un incongruo numero di verifiche.

Come vengono assegnati i voti scolastici

Da qualche anno, i voti scolastici vengono espressi in decimi, cioè da 0 a 10. Questa la valutazione di base che si dà ad ogni voto:

1 – preparazione nulla;

2 – preparazione o prova del tutto manchevoli o con numero considerevole di errori;

3 – come sopra ma con lieve minore gravità;

4 – preparazione o prova insufficienti, con gravi errori o carenze;

5 – preparazione o prova mediocri;

6 – preparazione o prova sufficienti;

7 – preparazione o prova discrete;

8 – preparazione o prova buone;

9 – preparazione o prova ottime;

10 – preparazione o prova lodevoli.

Ai miei tempi esisteva ancora lo “0”: l’1 voleva dire che, a domanda del professore, avevi risposto “eeehm….”. Lo 0 significava che nemmeno quello.

Amarcord a parte, spetta al docente se varcare o meno la linea che separa un voto dall’altro, spesso quando è così sottile da non capire perché dà un 6 e non un 7. O peggio ancora, perché decide per l’insufficienza e non per la ciambella di salvataggio del 6. Il potere del professione non viene dato dal suo ego ma da un decreto ministeriale. Decide lui, inoltre, quando è il caso di stare sul basso per stimolare l’alunno.

Tuttavia, questa capacità discrezionale dell’insegnante non lo scagiona in caso di voti scolastici poco giustificabili. Se l’alunno è convinto di avere sostenuto una buona prova e che il docente non l’abbia interpretata nel modo giusto, nulla vieta al ragazzo di rivolgersi al preside, il quale, nel caso ritenga accettabili le argomentazioni dell’allievo, aprirà un’indagine interna alla scuola e, se necessario, un procedimento disciplinare nei confronti del professore.

Se il professore abbassa i voti di proposito: i diritti dello studente

Visto che ha il sacrosanto diritto di avere una valutazione immediata e trasparente, lo studente può pretendere la visione del compito e chiedere un confronto ad un altro professore che l’alunno ritenga meno soggettivo.

Se si vuole continuare a risolvere il caso con le buone, è un diritto dello studente chiedere anche un colloquio con il dirigente scolastico per sottoporgli il proprio compito e manifestare i punti di disaccordo, in particolare quelli in cui si ritiene che il professore abbia agito in mala fede.

Se, invece, si vuole usare la mano dura (con tutti i rischi del caso, sia da un punto di vista legale, sia da un punto di vista di una pacifica continuità nella stessa scuola) lo studente ha il diritto di chiedere un colloquio con il dirigente scolastico alla presenza del coordinatore di classe e di andarci con un avvocato. Se dall’incontro non dovesse emergere nulla di concreto, l’alunno è libero di fare causa, possibilmente dopo aver raccolto la disponibilità di qualche compagno di classe a testimoniare davanti ad un giudice.

Certo: davanti ad un palese caso di ingiustizia nei confronti dei ragazzi, un’azione comune da parte dell’intera classe sarebbe più efficace per tutti.

Sconsigliato, invece, di presentarsi a colloquio nell’ufficio del dirigente scolastico con un registratore nascosto: la registrazione fatta in questo modo non è legittima.

I criteri per stabilire i voti scolastici

Riassumiamo, con domande e risposte brevi, diritti e doveri dei docenti per quanto riguarda i voti scolastici:

Chi stabilisce i criteri di verifica e di valutazione?

Il Collegio Docente.

Può un docente agire in piena autonomia senza il rispetto delle direttive?

No, perché, in qualità di pubblico dipendente è tenuto a rispettare leggi e disposizioni e, inoltre, agisce nel rispetto dei diritti di altre persone.

Su quale base si fondano i voti scolastici?

Il docente deve esprimere il suo giudizio puntando alle capacità di apprendimento dell’alunno e non soltanto a sottolineare i suoi difetti.

E’ sufficiente il voto numerico sulle prove scritte?

No: la normativa vuole che, oltre al voto numerico, ci sia anche un breve giudizio motivato. Così, va anche spiegato perché una prova è sufficiente o insufficiente. Purché non esprima dei giudizi personali ma soltanto scolastici sull’alunno.

Che cos’è la media dei voti scolastici?

Per stabilire la media dei voti scolastici, il docente deve valutare dei fattori obiettivi (il numero di voti positivi o negativi) che avranno un risultato, per così dire, matematico. Prendere un 4 e un 6 non potrà che fare 5. Dopodiché, ci sono dei fattori soggettivi: se l’alunno ha sempre fatto o meno i compiti a casa in modo costante e soddisfacente, se è sempre stato presente alle lezioni, se ha dimostrato di voler migliorare e superare le proprie lacune, se ha accettato di partecipare a delle lezioni di recupero.

note

[1] Art. 1, co. 2, DPR n. 122 del 22.06.2009.


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12 Commenti

  1. Buongiorno, sono arrivata al vostro sito perché mi trovo in una situazione difficile. ma non trovo risposta alle mie domande.
    – il professore può, dopo aver messo i voti nel registro elettronico (7,8,9) con media 8, poi sulla pagella dare 7…?
    – può fare la valutazione facendo fare una prova a tutta la classe tranne mia figlia che si trova ad affrontare la valutazione senza aver provato.
    mia figlia è abbattuta. non ha più voglia di fare nulla e questo trovo che sia un pessimo risultato per un insegnante.
    è possibile che non si possa dire niente??
    Grazie

    1. mio figlio ha sostenuto l’esame di terza media le prove scritte sono state valutate (10,8,8) all’orale gli sono stati fatti i complimenti gli è stato detto che agli scritti ha preso i voti più alti allora io mi chiedo come è possibile che lui abbia ricevuto 8 come altri suoi compagniche nel corso di questi tre anni hanno avuto delle insufficienze.
      Premetto che è stato promosso negli anni scorsi con la media 8 e 9

  2. Buona sera, mio nipote studente al quinto anno di un istituto superiore e quindi di maturità , tramite un’ altra insegnante ha scoperto di avere 1 in una materia di cui lui non aveva conoscenza. Preciso che 20 giorni fa ci sono stati i colloqui e le valutazioni del professore non erano negative e dopo questi colloqui non è stato mai interrogato e neanche fatto nessuna verifica. La mia domanda è: è possibile? Tenendo conto che manca pochissimo alla fine dell’anno scolastico, come si deve comportare? Vi ringrazio, Anna Angius

  3. Un professore può assegnare un’insufficienza se si è commesso un solo errore per esempio un complemento nell’analisi logica?
    Vi prego rispondetemi perché per noi è un’ingiustizia.

  4. Un professore può mettere un’insufficienza se si è commesso un solo errore? Ad esempio un complemento sbagliato nell’analisi logica?

  5. Mi è stato riferito da mia figlia che il suo professore di greco ha visualizzato sulla LIM i suoi non incoraggianti voti e quelli di un altro studente esponendola così alle eventuali prese in giro della classe (che per fortuna non ci sono state).
    Certo è che per lei l’imbarazzo è stato grande.
    Vorrei quindi sapere se questo atto di pessimo gusto sia corretto o passibile di qualsivoglia conseguenza per il professore.

  6. buonasera mio figlio al 4 anno scientifico e stato rimandato in storia dell’arte nel registro elettronico aveva un 6 e un 1 che a quanto dice mio figlio doveva toglierlo perché aveva consegnato una tavola .Mio figlio vuole fare ricorso perché e sicuro che la tavola e stata consegnata insieme ad un altro compagno.,e il prof. si e dimenticato e per questo le ha messo il debito. Pensa che poso fare ricorso, aspettando una sua risposta . cordiali saluti Paola

  7. Buongiorno, prendo atto dell’autonomia professionale del docente. Ma se questi accusa lo studente di aver copiato il compito e per questo motivo spara un brutto voto, non deve dimostrare la veridicità della sua accusa? O l’autonomia gli consente di fare anche da giudice che emana condanne anche in presenza di semplici illazioni? In questo caso cosa si può fare?

  8. Vorrei chiedere se è legale andare ai colloqui di mia nipote che frequenta il primo superiore.
    Premetto che la ragazzina ne è contenta ed anche la mamma che stai questo momento sta attraversando un periodo molto difficile sia lavorativo che emotivo
    Devo avvisare i professori?

  9. Il professore di fisica di mia figlia ha dato alla classe una relazione da fare a casa in 2 settimane di tempo definendola “regalo di natale”. Il voto della stessa sarebbe stato valutato come orale e quindi nessun studente voleva perdere questa opportunità. Essendo sotto Natale e avendo i nonni in un altra regione mia figlia ha avvisato che sarebbe stata assente gli ultimi giorni di scuola (22 e 23 Dicembre) il prof non l’ ha avvisata che se non fosse stata presente all’ esperimento non le avrebbe valutato la relazione assegnata a casa. Solo quando mia figlia ha consegnato la relazione il prof le ha detto che non la valuterà (la sua e quella di altri 2 studenti). Il prof le ha fatto sostenere l’ orale e le ha messo 6.50. Mia figlia fra l’ altro puntava su questa relazione perchè ha sviuppato una fobia per i compiti scritti di matematica e fisica. Fobia adeguamente dimostrata con presentazione di valutazione psicologica attestante il malessere e di cui il professore era stato più volte ripetutamente informato. Mia figlia non è stata avvisata in alcun modo dal professore della non valutazione della relazione in caso di assenza. Non solo mia figlia era convinta che la relazione le sarebbe stata valutata dato che le relazioni degli anni precedenti erano state sempre valutate agli assenti. Alla luce di tutto ciò e considerando che un’ altra insegnante mi ha detto che alcuni professori della scuola danno in caso di assenza degli studenti compiti più difficili e più lunghi è possibile fare ricorso. Considerando pure che la ragazza con cui mia figlia ha fatto la relazione ha prezo 8.50. Per mia figlia questa relazione costituiva un modo per affrontare le prove scritte con minore ansia del risultato e l’ atteggiamento del professore data la situazione mi è sembrato punitivo anche perchè lo stesso ha più volte preso in giro mia figlia sulle assenze fino a farla pingere.

  10. A mia figlia non è stata valutata la relazione di fisica in quanto assente all’ esperimento. Il prof. aveva definito questa relazione: ” un regalo di natale” perchè enormemente più semplice dell’ orale che andava a sostituire. Questa decisione mi è sembrata punitiva perchè:
    – durante il colloquio con la professoressa di italiano, la stessa affermava che i professori usano dare compiti più difficili e più lunghi,in caso di assenza, a prescindere dalla motivazione (quindi anche in caso di malattia);
    – il professore non aveva in alcun modo fatto capire, alle studentesse assenti, che non avrebbe valutato la relazione, prova ne è che tutte l’ avevano svolta;
    – alla fine dell’ anno scolastico scorso, in seguito al consiglio degli insegnanti, portavo mia figlia da una psicologa che riscontrava in lei una fobia per le prove scritte di matematica e fisica (tremore, nausea ecc.) Il professore di fisica aveva più volte rimarcato la necessità che lei sostenesse più orali per compensare lo scritto disastroso Sembra, quindi, quanto meno anomalo che, lui stesso, decida di non valutare la relazione che per mia figlia, data la particolare situazione in cui si trovava e si trova, costituisce un’ opportunità importante soprattutto per affrontare gli scritti con più tranquillità, anche in considerazione che gli insegnanti non hanno ritenuto opportuno predisporre un PDP.
    Il professore di fisica, nel darmi una spiegazione, durante il ricevimento, appariva piuttosto confuso affermando che anche negli anni precedenti non aveva valutato la relazione agli alunni assenti, ma vedendo la mia sicurezza nell’ affermare che le relazioni erano state sempre valutate a tutti, cambiava versione dicendo che in questa particolare relazione era necessaria la presenza all’ esperimento. Anche su questo però i dubbi che il professore abbia avuto un fine punitivo sono tanti, innanzitutto portando la relazione a un professore di fisica molto stimato e noto in zona, lo stesso asseriva che non era assolutamente più difficile di altre fatte in passato. Ma cosa ben più importante mia figlia aveva fatto affidamento su questa prova, non immaginando che l’ assenza sarebbe stata causa di non valutazione della relazione. Del resto mia figlia aveva avvisato che sarebbe stata assente gli ultimi giorni di scuola prima di Natale (22 e 23 dicembre). Il professore di fisica si dimostrava infastidito, ma non ha mai avvisato mia figlia che le relazione non le sarebbe stata valutata in caso di assenza, altrimenti certamente non si sarebbe assentata. L’ atteggiamento punitivo nei confronti di mia figlia, a causa dell’ assenza, è ravvisabile anche nelle continue battute che il prof le rivolgeva. Ad es. quando il prof le comunicava che non avrebbe valutato la relazione rimarca il fatto che “casualmente” quel giorno mia figlia era assente. In un’ altra circostanza mia figlia era stata ricoverata al pronto soccorso il prof le diceva di ammalarsi di meno ciò suscitava in lei senso di frustrazione e ansia che si riflettevano sulla sua salute con continui mal di testa, nausea e inappetenza (e tutto questo nonostante la documentazione presentata l’ anno precedente. La convinzione che mia figlia sia stata punita, a causa delle assenze, è data anche dal fatto che contemporaneanente le è stato abbassato il voto in condotta senza motivazioni apparenti
    (dopo che per 4 anni ha preso sempre 9). Questo atteggiamento punitivo nei confronti degli alunni, in caso di assenza, sembra diffuso presso alcuni insegnanti del Lorenzini che a volte nonostante l’ assenza giustificata, si spingevano, oltre il loro ruolo, arrivando perfino a sindacare i motivi dell’ assenza, poco importa se un ragazzo si assenta per andare a trovare la nonna che ha gravi problemi di salute come nel caso di mia figlia a Natale. Ancora la professoressa d’ Italiano nonostante mia figlia l’ avesse avvisata dell’ esame di scuola guida fissava il compito proprio in quel giorno esigendo (cosa che mi sarebbe costata ben 170 euro) che mia figlia spostasse l’ esame. Successivamente, la prof dirà a mia figlia che le darà una sola traccia, durante il compito di recupero, a fronte delle 4 date ai compagni, sebbene alla fine gliene darà due. Sempre la professoressa di italiano quando mia figlia si assentava per lo spettacolo teatrale, organizzato dalla scuola, in cui tutti gli studenti erano giustificati dalla preside che disponeva anche che gli stessi non dovessero essere interrogati il giorno dopo non osservava la circolare asserendo che avrebbe interrogato comunque perchè si trattava di cose già fatte. Secondono lei ci sono i presupposti per un ricorso al tar, considerando che a causa della mancata valutazione della relazione mia figlia è stata sottoposta a disparità di trattamento anche in considerazione della sua condizione che ai professori è ben nota.

  11. Buongiorno, mio figlio si trova in prima media la docente di storia geografia e italiano fa le verifiche e poi assegna un voto di storia e uno di italiano oppure uno di geografia e uno di Italiano e così via.
    Concentrandosi su storia e/o geografia mio figlio prende votacci di grammatica o sintassi o espressione.
    Possono gli insegnanti valutare contestualmente più materie in una verifica?

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