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Come accedere ai rapporti bancari del familiare defunto

10 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 maggio 2017



Istanza di accesso degli eredi ai conti correnti, libretti postali e rapporti bancari del defunto.

Gli eredi hanno il diritto di conoscere le movimentazioni bancarie del defunto e la banca non può rifiutare la richiesta di accesso alla relativa documentazione.

In base al Testo Unico Bancario [1], infatti, gli eredi hanno diritto di ottenere, entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente le singole operazioni bancarie poste in essere negli ultimi dieci anni.

Nell’istanza non è necessario indicare specificamente gli estremi del rapporto bancario a cui si riferisce la richiesta di documentazione, essendo sufficiente che l’interessato fornisca alla banca gli elementi minimi indispensabili per consentirle l’individuazione dei documenti richiesti (per esempio: i dati del soggetto titolare del rapporto, il tipo di rapporto e il periodo di tempo entro il quale le operazioni da documentare si sono svolte) [2].

Alla richiesta di accesso è necessario allegare il certificato di morte dell’intestatario dei rapporti bancari e la dichiarazione di erede o chiamato all’eredità, come tale avente diritto alle informazioni richieste.

La banca non può opporsi alla richiesta di accesso ed è tenuta a comunicare agli eredi i dati richiesti (relativamente alle operazioni degli ultimi dieci anni).

Il diritto di accesso degli eredi questione è previsto dal Testo unico sulla Privacy secondo cui:

– è riconosciuto il diritto di accesso ai dati personali riferiti a persone decedute da parte di chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione [3];

– le banche, previo oscuramento di eventuali dati di terzi, hanno l’obbligo di estrapolare dai loro archivi e documenti solo i dati personali oggetto di richiesta d’accesso [4];

– l’accesso agli atti deve essere gratuito e la banca non può imporre oneri né condizioni [5].

Se la banca si rifiuta illegittimamente di fornire i dati richiesti, l’erede può adire il Tribunale con un procedimento d’urgenza oppure presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Entrambi gli strumenti devono essere volti all’ottenimento, da parte del giudice o dell’Arbitro, di un ordine alla banca di consentire l’accesso alla documentazione richiesta.

Perché accedere ai dati bancari del defunto

Quando si apre la successione ereditaria vi è la necessità di ricostruire il patrimonio ereditario per poi dividerlo tra gli eredi in base alle rispettive quote.

A tal fine, possono essere rilevanti anche le operazioni che il de cuius ha effettuato in vita sul conto corrente o altri rapporti bancari (libretti di risparmio, titoli, cassette di sicurezza ecc.).

La conoscenza di tali operazioni permette agli eredi di ricostruire l’asse ereditario e accertare eventuali lesioni della propria quota di legittima.

Per esempio: grazie all’accesso alla documentazione relativa al conto corrente è possibile scoprire l’acquisto di altri beni del defunto sconosciuti agli eredi oppure l’effettuazione di donazioni consistenti a favore di alcuni familiari.

note

[1] Art. 119, c. 4, Testo Unico Bancario.

[2] Cass. sent n. 11004/2006.

[3] Art. 9 c. 3 T.U. Privacy.

[4] Art. 10 T.U. Privacy.

[5] Art. 7 T.U. Privacy.


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