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Lo sai che? Prescrizione breve cartelle e avvisi non impugnati

Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2017

La mancata impugnazione non allunga il termine di prescrizione delle cartelle.

Le cartelle esattoriali e gli avvisi di accertamento emessi da Equitalia e/o dall’Agenzia delle Entrate si prescrivono in cinque anni anche se non impugnati dal contribuente. La mancata impugnazione non rende infatti tali atti definitivi e, a meno che non vi sia stata una sentenza passata in giudicato a confermare le pretese fiscali sottese, non si applica la prescrizione decennale.

Tale regola è stata ribadita da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1], in adesione all’orientamento della Cassazione.

La trasformazione da prescrizione quinquennale in decennale si perfeziona soltanto con l’intervento del “titolo giudiziale divenuto definitivo” (sentenza o decreto ingiuntivo), mentre la cartella esattoriale, l’avviso di addebito dell’Inps e l’avviso di accertamento dell’Amministrazione Finanziaria costituiscono, per propria natura incontrovertibile, «semplici atti amministrativi di autoformazione» e pertanto sono privi dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite [2] ha avuto modo di precisare l’inapplicabilità della prescrizione decennale all’ingiunzione fiscale per assenza di giudicato, statuendo che la mancata impugnazione di un atto impositivo nonché di un atto della riscossione, non permette la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.

Secondo gli ermellini, gli atti amministrativi di autoformazione, quali l’atto di accertamento, la cartella di pagamento o l’avviso di addebito dell’Inps non sono suscettibili di passare in giudicato (cioè di diventare definitivi), con conseguente esclusione dell’applicazione del termine decennale, riservato solamente alle sentenze di condanna o al decreto ingiuntivo.

Affinché le cartelle, gli avvisi di accertamento e gli avvisi di addebito Inps possano dirsi prescritti è tuttavia necessario che dalla data della loro notifica non siano stati più inviate ulteriori intimazioni di pagamento o azionate misure cautelari o esecutive. Esse, infatti, sono idonee ad interrompere la prescrizione e far decorrere nuovamente il termine quinquennale.

Che fare se la cartella o l’avviso sono prescritti

Gli atti impositivi già notificati cinque anni fa al contribuente e ormai prescritti non possono essere impugnati autonomamente ma può essere impugnato l’eventuale atto successivo (per esempio intimazione di pagamento o atto esecutivo) che abbia ad oggetto le cartelle o gli avvisi prescritti.

In ogni caso il contribuente può presentare un’istanza in autotutela all’ente creditore e all’Agente della Riscossione per ottenere lo sgravio dei crediti ormai estinti per intervenuta prescrizione successiva alla notifica.

note

[1] CTR Lazio, sent. n. 1050 del 7.03.2017.

[2] Cass. Sez. Unite, sent. n. 23397 del 17.11.2016.


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