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Trattenuta a carico dei dipendenti pubblici: illegittima dal 01.01.2011


Trattenuta a carico dei dipendenti pubblici: illegittima dal 01.01.2011

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2012



La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità delle trattenute effettuate sulla retribuzione a carico dei lavoratori pubblici dal 01.11.2011.

Fino al 31.12.10 è esistita l’indennità di buonuscita, in base alla quale il datore di lavoro pubblico (la Pubblica Amministrazione in senso lato) disponeva un accantonamento complessivo del 9,60% sull’80% della retribuzione lorda, con una trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% sempre sull’80% della retribuzione [2].

Tale situazione è cambiata perché, a decorrere dal 01.01.11, è stata abrogata la disciplina sull’indennità di buonuscita [3]. Così, oggi, il computo dei trattamenti di fine servizio deve essere effettuato secondo la disciplina prevista per tutti gli altri lavoratori [4], con un accantonamento del 6,91% sull’intera retribuzione (e non solo sull’80%) e completamente a carico del datore di lavoro (quindi senza quella quota del 2,50% a carico del dipendente).

Ciò nonostante, le Pubbliche amministrazioni hanno continuato a trattenere il 2,50% sullo stipendio dei lavoratori, causando un ingiustificato e discriminatorio trattamento dei dipendenti pubblici rispetto a quelli privati.

Infatti, con l’ingresso della nuova quota di accantonamento del 6,91%, ma pur sempre con la trattenuta del 2,50% a carico del dipendente, l’onere dell’Amministrazione è sceso al 4,91% della retribuzione.

Così, da diversi mesi, alcuni Tribunali amministrativi hanno attirato l’attenzione della Corte Costituzionale su tale illegittima situazione, che priverebbe i dipendenti pubblici del diritto di percepire un trattamento di fine rapporto proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato [5]. La Corte Costituzionale ha riflettuto sulla questione circa un anno.

Nel frattempo che interveniva la decisione della Corte, non molti giorni fa, una pronuncia del TAR Lombardia ha scosso le Casse dello Stato, dichiarando non dovute le trattenute del 2,50% dal 01.01.2011 sul TFR dei rapporti di impiego pubblico, senza attendere i chiarimenti della Corte Costituzionale [6].

Ma, finalmente, qualche giorno fa è giunta la tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale [1]. Con tale decisione, è stata definitivamente dichiarata l’illegittimità della trattenuta del 2,50% della retribuzione a carico del dipendente pubblico, consacrando il diritto dei lavoratori alla restituzione di quanto tolto dal 01.01.2011.

di ANDREA BORSANI

note

[1] Corte Costituzionale sentenza n.223 del 11.10.2012.

[2] Art. 37 D.P.R. 29.12.73 n. 1032 e dell’art.18 della L. 20.03.80 n. 75.

[3] Art. 12 comma 10 D.L. n.78 del 31.05.2010 convertito in L. n.122 del 30/07/2010.

[4] Art. 2120 c.c.

[5] T.A.R. della Campania, sez. di Salerno, ord. del 23.06.2011; T.A.R. del Piemonte, ord. del 28.07.2011; T.A.R. del Veneto, ord. del 15.11.2011; T.A.R. di giustizia amministrativa di Trento, ord. del 14.12.2011; T.A.R.della Sicilia, ord. del 14.12.2011; T.A.R. dell’Abruzzo, Sez. di Pescara, ord. del 13.12.2011; T.A.R. dell’Umbria, ord. del 25.01.2012; T.A.R. della Sardegna, ord. del 10.01.2012; T.A.R. della Liguria, ord. del 10.01.2012; T.A.R. della Calabria, sez. di Reggio Calabria, ord. del 01.02.2012; T.A.R. della Emilia-Romagna, sez. staccata di Parma, ord. del 22.02.2012; T.A.R. della Lombardia, ord. del 11.01.2012; T.A.R. della Liguria, ord. del 10.01.2012.

[6] T.A.R. della Lombardia, sent. n.2321 del 17.09.2012.

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