Demolizione degli abusi edilizi, prima gli ecomostri

12 Maggio 2017 | Autore:
Demolizione degli abusi edilizi, prima gli ecomostri

No alla demolizione indiscriminata degli immobili abusivi: priorità per gli immobili di elevato impatto ambientale e per quelli pericolosi.

Prima l’ecomostro in riva al mare, poi gli immobili pericolanti e quelli di soggetti particolarmente pericolosi, poi verrà (forse) il turno della casetta in campagna di zio Lallo, che l’ha costruita senza alcun permesso. È questa la linea ispiratrice del nuovo disegno di legge sulle demolizioni, noto come Ddl Falanga. La disposizione ha lo scopo di mettere ordine nell’esecuzione delle sentenze di abbattimento a seguito di condanna per reati edilizi, individuando un criterio di priorità relativamente agli immobili da demolire: non si tratta, dunque, di un condono mascherato.

La normativa non è ancora legge, ma già sta suscitando fortissime polemiche tra chi la sostiene, basandosi sul generale buonsenso, e chi , invece, mette sullo stesso piano chi ha costruito abusivamente per necessità rispetto a chi lo ha fatto per speculare.

Ma procediamo per ordine e vediamo in quali casi è previsto l’abbattimento di un immobile e quali sono i nuovi criteri per la priorità nelle demolizioni.

Casa abusiva: quando deve essere demolita?

Normalmente, se un intervento edilizio è abusivo, cioè se si tratta di una nuova costruzione, un ampliamento o una ristrutturazione realizzati senza permesso di costruire, senza Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), o totalmente difformi da permesso e Scia, la regola generale è che una volta accertato l’intervento (da parte del Comune), l’autore dell’abuso deve demolire entro 90 giorni l’immobile o ripristinarlo così com’era prima dell’intervento, pena pesantissime sanzioni, oltre all’acquisizione dell’immobile da parte del Comune.

Ci sono, però, delle eccezioni:

  • violazioni entro il 2% (quantitativo) rispetto alle previsioni del titolo edilizio;
  • interventi senza permesso o Scia, ma ammessi dalla normativa edilizio-urbanistico vigente per quell’area: in questo caso il proprietario può chiedere al Comune il permesso in sanatoria, pagando un contributo di costruzione pari al doppio del normale;
  • interventi di ristrutturazione edilizia o di parziale difformità al permesso, per i quali sia tecnicamente impossibile ripristinare la situazione precedente: in questo caso la demolizione non avviene, ma si pagano salatissime sanzioni.

Demolizione immobili anche se il reato è estinto

In merito alla demolizione degli immobili abusivi bisogna poi ricordare che questa è possibile anche se il relativo reato è estinto per prescrizione: la demolizione, difatti, ha lo scopo di ripristinare i luoghi nello stato in cui si trovavano ed ha la natura di sanzione amministrativa.

Demolizione immobili: i criteri di priorità

Vediamo ora, in base al nuovo Ddl, quali sono i criteri di priorità per l’esecuzione degli ordini di demolizione delle opere abusive da parte delle procure:

  • i primi edifici a dover essere demoliti sono quelli di rilevante impatto ambientale (i cosiddetti ecomostri) o costruiti su aree demaniali o in zone soggette a vincolo ambientale, paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico-artistico;
  • in seguito, si deve passare alla demolizione degli immobili che rappresentano un pericolo per la pubblica o privata incolumità, anche se abitati o utilizzati;
  • infine, hanno priorità gli immobili appartenenti a soggetti condannati per reati di associazione mafiosa o colpiti da misure prevenzione.

All’interno di ciascuna tipologia, la priorità nella demolizione va agli immobili in corso di costruzione o non ancora ultimati alla data della sentenza di condanna di primo grado e agli immobili non abitati stabilmente.

Insomma, la nuova normativa supera il rigido criterio cronologico per l’abbattimento e detta disposizioni uniformi per tutte le procure, mirando ad evitare che ciascuna agisca con criteri propri e a punire i grandi speculatori edilizi che deturpano l’ambiente e il patrimonio demaniale con veri eco-mostri.



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