Arriva la tassa sullo zerbino

13 Maggio 2017
Arriva la tassa sullo zerbino

Il caso: 60 giorni per pagare la cartella esattoriale; altrimenti arriva il pignoramento.

Il nostro fisco è pieno di tasse bizzarre ed ingiuste. Soprattutto nei Comuni, dove il federalismo fiscale e la necessità di fare cassa spinge gli enti locali – sempre in bolletta – a inventarsi stravaganti e fantasiose forme di imposizione fiscale. L’ultima novità è la tassa sullo zerbino, che in realtà non è poi una novità, ma l’interpretazione di una norma già esistente nel nostro ordinamento. Solo che, in questo caso, la si vuole estendere anche ai tappetini dove tutti si puliscono le scarpe prima di entrare in un locale. Beninteso, non qualsiasi zerbino, ma solo quelli che contengono loghi, nomi e indicazioni di attività commerciali o di studi professionali. Indicazioni che sarebbero una pubblicità tutt’altro che occulta e che, quindi, sono soggette alla relativa imposta. Insomma, chi deve pagare non è chi ha lo zerbino con scritto «Welcome» o «Casa dolce casa», ma chi vi ha fatto riportare i segni distintivi della propria azienda o, senza troppe personalizzazioni, ne ha acquistato uno con la scritta «Studio legale» «Studio medico», ecc. Gli zerbini di questo tipo sarebbero né più né meno di una comune targa e, pertanto, vanno tassati con l’imposta sulla pubblicità.

È quanto sta succedendo a Modena dove diversi contribuenti stanno ricevendo le cartelle di pagamento con la richiesta di versamento della tassa sullo zerbino. La cartella contiene peraltro l’invito a pagare entro 60 giorni con uno sconto, pena pesanti sanzioni (e magari il pignoramento). La denuncia viene proprio da Confesercenti che ha convocato una riunione d’urgenza con i rappresentanti del Comune. A Modena, la gestione della riscossione esattoriale è affidata – come in molti altri Comuni – a una società privata diversa da Equitalia. E il dubbio è che l’esattore stia rastrellando tutti i mezzi in proprio possesso pur di far pagare i contribuenti.

«In Italia la semplificazione fiscale è ancora una chimera: il caso di Modena, purtroppo, è solo l’ultima di una lunga serie di ”stranezze” fiscali che gravano su cittadini e imprese» ha commentato il segretario di Confesercenti. Un vero e proprio bestiario fiscale: dall’imposta sull’ombra alle tasse su ballatoi. Tutte tristi realtà di un Paese che è ancora rimasto al sistema delle gabelle medioevali.



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