HOME Articoli

Lo sai che? Termine per impugnare il permesso di costruire del vicino

Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2017

Da quando decorre il termine per contestare l’autorizzazione edilizia rilasciata dal Comune al vicino di casa.

Il tuo vicino di casa ha ottenuto l’autorizzazione del Comune a costruire una cantina, un gazebo, una veranda o a sopraelevare sul terrazzo e tu ritieni che l’amministrazione abbia sbagliato nel fare le valutazioni urbanistiche o ambientali? Credi che la costruzione del condomino del palazzo in cui anche tu vivi non sia conforme alla legge e che, perciò, l’amministrazione non doveva concedere la licenza edilizia? Puoi sempre impugnare il permesso di costruire accordato dal Comune. È diritto infatti di chiunque contestare le autorizzazioni amministrative concesse dalla P.A. a terzi. In questo caso, il termine per impugnare il permesso di costruire del vicino è di 60 giorni. Ma attenzione: tale termine non inizia a decorre – come spesso si ritiene – dalla data in cui è stata rilasciata la concessione (circostanza che, infatti, potrebbe restare ignota ai vicini di casa), ma da quando la costruzione raggiunge un buon stato di avanzamento. E questo perché è solo da tale momento che gli interessati possono rendersi conto dell’impatto che l’opera avrà, le sue dimensioni, il rispetto delle distanze, ecc. Lo ha chiarito il Tar Campania con una recente sentenza [1].

Come impugnare il permesso di costruire accordato al vicino?

Il termine per impugnare il permesso di costruire accordato da un Comune a un’altra persona è di 60 giorni. Lo può fare chiunque vanti un interesse (ad esempio il vicino di casa o il condomino dello stesso stabile). Ma non sempre i giudici sono d’accordo sul momento a partire dal quale decorre il termine di 60 giorni per impugnare il permesso di costruire. Bisogna considerare la data di avvio dei lavori, il termine del loro completamento o il momento in cui la parte ha preso visione del progetto? In passato il Consiglio di Stato ha ritenuto [2] che il termine iniziale a partire dal quale scatta il computo dei giorni per proporre il ricorso al giudice va fatto partire con la data di inizio dei lavori in quanto l’apprestamento del cantiere è sintomatico della volontà di realizzare un manufatto che, invece, si ritiene illegittimo.

Invece, la sentenza in commento sposta più in là l’inizio del calcolo dei 60 giorni, dando maggiore tutela ai vicini di casa. Il termine per impugnare il permesso di costruire del vicino – dice il tribunale amministrativo campano – scatta solo se l’opera è al traguardo. E quindi la decadenza per iniziare la causa comincia a decorrere da quando il manufatto assume una consistenza tale da palesarne la portata lesiva al confinante.

Leggi anche Che fare se il Comune non dà il permesso di costruire?

Non è quindi dal momento del rilascio del permesso di costruire che scatta il termine di 60 giorni entro cui il vicino deve impugnare la licenza accordata al titolare della casa vicino alla sua. Solo quando il manufatto risulta giunto a buon punto, infatti, l’interessato può rilevare la portata lesiva dei lavori e capire che l’opera in corso di realizzazione non risulta conforme all’autorizzazione amministrativa. Dunque è da tale momento che decorrere il tempo a disposizione del confinante per rivolgersi al giudice, evitando la decadenza della sua tutela.

Chiaramente, questa interpretazione rischia di fissare un termine piuttosto vago, se non con riferimento all’anno, quantomeno al giorno e/o al mese. In quale giorno, infatti, si può dire che una veranda o un box auto è a buon punto? Forse questo lo chiariranno in seguito i giudici.

Secondo altra giurisprudenza, il termine inizia a decorrere dalla piena conoscenza del rilascio della concessione edilizia, che coincide col completamento dei lavori, a meno che sia data prova di una conoscenza anticipata [3].

note

[1] Tar Campania, sent. n. 681/17.

[2] Cons. St. sent. n. 3319/16.

[3] Cons. St., sent. n. 3777/2012.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI