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Lo sai che? Multa per chi passa col semaforo giallo

Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2017

Quale multa e quanti punti per chi passa col semaforo rosso e cosa fare se il semaforo è giallo?

Non sarebbe stato multato l’automobilista passato col semaforo giallo se solo avesse letto il nostro articolo Cosa fare con semaforo giallo. E invece ha ugualmente superato l’incrocio, nonostante il verde avesse lasciato posto al giallo già da alcuni secondi dandogli la possibilità di rallentare senza creare pericolo per sé e la circolazione. Inevitabile la multa per chi passa col semaforo giallo. Pur avendo torto marcio, il conducente non si è dato pace e ha interessato della questione finanche la Cassazione, la quale però, confermando la correttezza dell’operato dei vigili, ha ricordato nella propria sentenza [1] le regole da rispettare al semaforo. Le ripeteremo in questo articolo a scanso di equivoci e di chi non ha ancora chiaro come comportarsi col semaforo giallo.

Semaforo rosso: multe e punti

Quando il semaforo è rosso bisogna sempre fermarsi. E su questo non ci piove. La multa per chi passa col semaforo rosso è di:

  • 163 euro se l’infrazione viene commessa dopo le ore 7 e prima delle ore 22;
  • 200 euro se l’infrazione viene commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7.

Al conducente vengono poi tolti 6 punti dalla patente che diventano 12 se si tratta di un neopatentato.

In caso di necessità per salvare sé o altri da un pericolo grave e urgente è possibile passare col semaforo rosso.

Ad ogni modo, chi subisce la multa per il passaggio col rosso può sempre fare ricorso entro 30 giorni (al giudice di pace) o 60 (al prefetto). Sul punto leggi: Multa al semaforo rosso, come fare ricorso.

Semaforo giallo: cosa fare?

Scatta la multa per chi passa col semaforo giallo tutte le volte in cui il conducente ha la possibilità di vedere, per tempo, che il semaforo non è più verde e, quindi, ha la possibilità di frenare. Diversamente, se il giallo scatta quando l’auto è già all’altezza dell’incrocio o è così prossima al semaforo che, per fermarsi, è costretta a una brusca frenata (con conseguente rischio per le auto che vengono da dietro), è consentito eccezionalmente passare; ma in tal caso l’automobilista ha l’obbligo di lasciare libero al più presto l’incrocio in modo da non costituire intralcio per le auto che provengono dalla strada perpendicolare.

Cosa fare con il semaforo giallo? La regola vuole quindi che, col semaforo giallo ci si deve sempre fermare. Ma quando ciò è impossibile per la vicinanza all’incrocio e la velocità, si può eccezionalmente passare. Chi passa al semaforo pur avendo la possibilità di vedere per tempo il colore giallo del semaforo viene multato. La sanzione è la stessa prevista per chi passa col rosso ossia:

  • 163 euro se l’infrazione viene commessa dopo le ore 7 e prima delle ore 22;
  • 200 euro se l’infrazione viene commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7.

Al conducente vengono poi tolti 6 punti dalla patente che diventano 12 se si tratta di un neopatentato.

Per comprendere meglio il concetto, facciamo un esempio. Immaginiamo un automobilista che si avvicini a un incrocio, tenendo una velocità sostenuta, ma comunque nei limiti previsti dal codice. Una volta scattato il giallo questi deve subito rallentare e, se possibile fermarsi in condizioni di sicurezza, arrestare l’auto prima della linea di stop. A maggior ragione quando ha la possibilità di farlo in sicurezza. Se questo non è possibile senza creare pericolo per le altre auto deve attraversare l’incrocio al più presto.

note

[1] Cass. sent. n. 11702/2017 dell’11.05.2017.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 10 novembre 2016 – 11 maggio 2017, n. 11702

Presidente Petitti – Relatore Correnti

Svolgimento del processo

V.N. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria, contro la Prefettura di Bergamo, che resiste con controricorso, lamentando che il Tribunale di Bergamo ha rigettato il suo appello confermando, sia pure con integrazione della motivazione, la sentenza del GP relativa a prosecuzione della marcia nonostante la luce semaforica gialla.

Il tribunale ha statuito che il verbale fa prova fino a querela di falso dei fatti attestati e liberamente valutabile su ogni altro elemento ed era pacifico che la parte aveva proseguito la marcia nonostante la luce gialla.

La ricorrente denunzia 1) violazione di norme di diritto in relazione all’art. 2700 cc;

2) violazione di norme di diritto in relazione all’art. 2697 cc.

Le censure non sono risolutive rispetto ad una sentenza che ha statuito che la ricorrente aveva la possibilità di fermarsi in condizioni di sicurezza tanto che i verbalizzanti che la precedevano si erano fermati.

Questa Corte non ignora che il riferimento al tempo psicotecnico per arrestare il veicolo al momento dell’accensione della luce gialla vale in relazione alla velocità del veicolo e non contravviene alla regola che in prossimità di un semaforo e/o di un qualsiasi incrocio bisogna moderare la velocità in base alle normali regole di comune prudenza.

L’orientamento di questo Supremo Collegio è costante in ordine alla individuazione dei tempi di durata della luce gialla ed è stato recentemente confermato con la riaffermazione del principio che la risoluzione del Ministero dei trasporti n. 67906 del 16.7.2007 regola, in assenza di specifiche indicazioni del codice, il tempo di accensione della luce gialla del semaforo, la cui durata non può essere inferiore a tre secondi in corrispondenza al tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocità non superiore ai 50 km/h, sicché un intervallo superiore deve senz’altro ritenersi congruo (Cass. 1.9.2014 n. 18470, etc).

Il conducente che impegna un incrocio disciplinato da semaforo, ancorché segnalante a suo favore luce verde, non è esonerato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dalle indicazioni semaforiche, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela riconducibile alla ordinaria prudenza ed alle concrete condizioni esistenti nell’incrocio.

L’osservanza di questa condotta è applicazione del più generale principio secondo cui il solo fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esenta dall’obbligo consistente nell’usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio (artt. 140, 141, 145 cds) anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada che non si attengono al segnale di arresto odi precedenza (Cass. 21.7.2006 n. 16768).

Questi criteri, richiamati ed applicati in caso di attraversamento di un incrocio con semaforo verde, valgono a fortiori nella ipotesi di luce gialla.

Donde il rigetto del ricorso con condanna alle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso, condanna il ricorrente alle spese in Euro 800 per compensi e dà atto della sussistenza ex dpr 115/2002 dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.


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