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Indennità di maternità lavoratrici autonome

15 maggio 2017 | Autore:


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Indennità di maternità lavoratrici autonome: a chi spetta e a quanto ammonta.

L’indennità di maternità spetta alle artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne iscritte alla gestione Inps di riferimento, in regola con il versamento dei contributi anche nei mesi compresi nel periodo di maternità.

L’indennità non comporta comunque obbligo di astensione dall’attività lavorativa autonoma.

L’indennità è pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge per il tipo di attività svolta ed è riconosciuta due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi.

Essa, in caso di:

  • adozione o affidamento nazionale di minore: spetta per i cinque mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido preadottivo nonché per il giorno dell’ingresso stesso;
  • adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali, spetta per cinque mesi;
  • affidamento non preadottivo, spetta per tre mesi da fruire, anche in maniera frazionata, entro cinque mesi dall’affidamento del minore.

L’indennità è pagata dall’Inps con bonifico presso ufficio postale o accredito su conto corrente bancario o postale secondo la modalità scelta al momento della domanda.

Il diritto all’indennità si prescrive nel termine di un anno dalla fine del periodo indennizzabile di maternità/paternità. Per interrompere la prescrizione è necessario che gli interessati presentino all’Inps apposita domanda scritta prima dello scadere dell’anno.

Lavoratrici autonome con regime contributivo agevolato

Le lavoratrici autonome che hanno beneficiato del regime contributivo agevolato [1] possono presentare domanda per l’indennità di maternità se sussiste il requisito della piena regolarità contributiva.

In particolare la lavoratrice deve aver versato tutti i contributi previsti dalla legge per il regime agevolato e nel rispetto delle relative disposizioni, compreso il contributo di maternità, che rimane invariato rispetto al regime ordinario.

In tale situazione, la prestazione della maternità deve essere riconosciuta anche nell’ipotesi in cui il versamento contributivo Ivs sia insufficiente a coprire tutte le mensilità.

note

[1] Regime contributivo agevolato di cui alla L. n. 190/2014, come modificata dalla L. n. 208/2015.

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