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Pensione professionisti, cumulo o ricongiunzione contributiva?

31 maggio 2017 | Autore:


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Per il professionista con contributi in casse diverse è più conveniente il cumulo o la speciale ricongiunzione contributiva della cassa professionale?

 

Ingegnere, 66 anni e 2 mesi di età, 40 anni di contributi di cui 32 Inarcassa e 8 Inps (sino al 1985): mi conviene il cumulo o la ricongiunzione contributiva per avere una pensione più alta?

Effettuare una valutazione precisa sulla reale convenienza del cumulo, rispetto alla ricongiunzione, effettivamente richiede uno studio molto approfondito e diverse proiezioni di calcolo della pensione.

In particolare, si dovrebbe dapprima effettuare la proiezione di calcolo della pensione con il semplice cumulo, sia per la quota Inps che per la quota della cassa professionale. Poi, si dovrebbe procedere ad un’ulteriore proiezione della pensione con la ricongiunzione dei contributi Inps nella cassa professionale, per confrontare la pensione ottenuta con la ricongiunzione con la somma delle quote Inps e della cassa con cumulo e per calcolare la correttezza degli oneri di ricongiunzione prospettati.

Questo, per quanto riguarda la ricongiunzione retributiva, mentre la ricongiunzione contributiva è gratuita e non comporta oneri: comporta, però, il ricalcolo interamente contributivo di tutti i contributi trasferiti, ricalcolo che, nella stragrande maggioranza delle casistiche, risulta penalizzante rispetto al sistema di calcolo retributivo.

Cumulo: calcolo della pensione

Con il cumulo, invece, i contributi non vengono trasferiti in un’unica cassa, nonostante siano sommati ai fini del diritto alla pensione, ma ogni gestione liquida la sua quota separatamente; per determinare il sistema di calcolo della pensione da adottare relativamente a ciascuna quota, però, si deve far riferimento all’anzianità contributiva complessiva.

Ad esempio, se si possiedono, tra tutte le casse, almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, si avrà diritto (per quanto riguarda il calcolo delle quote di pensione Inps, ex Inpdap e dei fondi facenti capo all’Inps in generale) al calcolo retributivo sino al 2011, anche se la contribuzione anteriore al 1996 risulta versata in casse professionali private (come Inarcassa).

Rispetto alla totalizzazione Inarcassa (o ricongiunzione contributiva, presente anche in altre casse professionali) e alla totalizzazione “ordinaria” il cumulo comporta, dunque, non solo il vantaggio di non operare il ricalcolo contributivo di tutte le quote di pensione (nella totalizzazione applicabile alla generalità dei pensionati, per la precisione, sono escluse dal ricalcolo contributivo soltanto le quote di pensione relative alle gestioni in cui si matura autonomo diritto alla pensione), ma anche il vantaggio di considerare, ai fini dell’applicazione del calcolo retributivo, o dei sistemi equivalenti, l’anzianità contributiva complessiva dell’interessato, includendo tutte le gestioni [1].

Tornando al caso del lettore, poiché i contributi Inps posseduti sono anteriori al 1995, relativamente alla quota di pensione Inps spetta, con il cumulo, il calcolo interamente retributivo, basato sulle retribuzioni e non sulla mera contribuzione accreditata.

Cumulo: convenienza rispetto alla ricongiunzione contributiva e alla totalizzazione

Con tutta probabilità, quindi, il cumulo, non comportando il ricalcolo contributivo della quota Inps di pensione, risulterebbe per il lettore più favorevole, in relazione all’ammontare della pensione, rispetto alla ricongiunzione contributiva prevista dal regolamento Inarcassa o, ancora, rispetto alla totalizzazione “vera e propria”, che ha requisiti differenti (per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi e 18 mesi di finestra; per la pensione di anzianità: 40 anni e 7 mesi di contributi, 21 mesi di finestra), ma comporta comunque, come anticipato, il ricalcolo contributivo delle quote di pensione.

Cumulo: maturazione dei requisiti per la pensione

Per quanto riguarda la data di maturazione della pensione, possiamo affermare, sulla base dei dati attualmente posseduti, che domandare il cumulo comporterebbe unicamente un ritardo di 5 mesi sulla liquidazione del trattamento.

Il lettore, difatti, raggiungerebbe la pensione di vecchiaia, cumulando gli anni di contribuzione Inarcassa con la contribuzione presente in Inps, all’età di  66 anni e 7 mesi.

I requisiti di età per la pensione Inarcassa, in effetti, sono più leggeri rispetto agli ordinari requisiti Inps: una volta che l’interessato raggiunge questi ultimi, ossia i requisiti più “severi” tra tutte le gestioni previdenziali da cumulare, come specificato dalla normativa sul cumulo gratuito (Legge di bilancio 2017 e Legge finanziaria 2013), è possibile usufruire del cumulo.

Vero è che i requisiti della pensione di vecchiaia unificata della cassa ingegneri sono più severi, rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia Inps, per quanto riguarda gli anni di contributi necessari, che sono 32, nel 2017, contro i 20 richiesti dall’Inps.

Gli anni di contributi, ad ogni modo, vanno sommati tra tutte le casse: è proprio questa la finalità del cumulo, ossia consentire di sommare, ai fini del diritto alla pensione, i contributi presenti in tutte le gestioni previdenziali alle quali l’interessato è o è stato iscritto. Pertanto, contando tutte le annualità utili ai fini del diritto al trattamento, il lettore supera il requisito più severo di 32 anni di contribuzione complessivi e ha diritto al cumulo.

Cumulo: domanda di pensione nelle casse professionali

La liquidazione della pensione è a carico dell’Inps: attualmente, per quanto riguarda le domande di cumulo degli iscritti Inarcassa, la cassa previdenziale è in attesa della pubblicazione delle disposizioni attuative, e dell’attivazione – da parte dell’Inps – della procedura necessaria per la verifica dei requisiti da parte di tutti gli enti previdenziali coinvolti, propedeutica al pagamento del trattamento pensionistico. Si deve dunque ancora attendere, per l’invio delle domande di pensione di vecchiaia o anticipata con cumulo.

note

[1] Art.1 L. 228/2012.

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