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Come licenziare una badante straniera

29 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Maggio 2017



Oltre ai termini del preavviso e alla comunicazione all’Inps, c’è da informare lo Sportello immigrazioni e, se la badante è convivente, anche la Questura.

Chi ha bisogno di una badante straniera di solito si informa su come assumerla ma raramente pensa a che cosa dovrà fare quando vorrà mandarla via. In altre parole, a come licenziare una badante straniera perché non si ha più bisogno di lei o perché il rapporto tra badante e datore di lavoro si è incrinato. In realtà, non sempre si deve dimostrare una motivazione ma occorre, comunque, rispettare i termini del preavviso a meno che non si tratti di un licenziamento per negligenza o per grave mancanza.

Quella del licenziamento, quindi, è una procedura che bisogna conoscere bene prima di incappare in qualche guaio, soprattutto di natura giuridica.

Licenziare una badante straniera: i termini del preavviso

La prima cosa da sapere quando si intende licenziare una badante straniera è, dunque, il termine del preavviso, calcolabile dal momento in cui è stata ricevuta la comunicazione del licenziamento. Questo periodo varia a seconda delle ore settimanali di lavoro della badante e di quanto tempo ha lavorato per quella famiglia, cioè dall’anzianità di servizio. A meno che, come detto, non si tratti di un licenziamento per giusta causa (negligenza o grave mancanza) nei casi in cui sia venuta meno la fiducia del datore di lavoro nei confronti della badante.

I tempi del preavviso per il lavoro domestico a tempo indeterminato di almeno 25 ore settimanali sono:

  • 15 giorni se l’anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro è inferiore a 5 anni;
  • 30 giorni se l’anzianità è superiore ai 5 anni.

Per i rapporti di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

  • 8 giorni per anzianità fino a 2 anni;
  • 15 giorni per anzianità superiore ai 2 anni (sempre presso lo stesso datore di lavoro).

Per i rapporti di lavoro che prevedono alloggio:

  • 30 giorni per anzianità fino ad 1 anno;
  • 60 giorni per anzianità superiore ad 1 anno.

Può anche darsi che per diversi motivi al datore di lavoro convenga rinunciare al preavviso. In questo caso, dovrà corrispondere alla badante straniera un’indennità sostitutiva pari alle retribuzioni che avrebbe dovuto pagare alla badante se questa avesse lavorato durante il preavviso. Comprese le quote di tredicesima.

Inoltre, entro 10 giorni dalla cessazione del rapporto il datore è tenuto a pagamento dei contributi dell’ultimo trimestre.

Quando non è dovuto il preavviso alla badante straniera

Ci sono quattro circostanze in cui il datore di lavoro non è tenuto a rispettare i termini del preavviso per licenziare una badante straniera, e cioè:

  • quando finisce un contratto a termine;
  • quanto la badante straniera non ha superato il periodo di prova indicato sulla lettera di assunzione;
  • quando alla base del licenziamento c’è una giusta causa, ad esempio: ripetute assenze ingiustificate, furto, ingiurie e minacce, molestie sessuali, rifiuto ad eseguire certe mansioni, maltrattamenti alla persona che assiste, ecc;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Comunicazioni a Inps, Ufficio immigrazione e Questura

Una volta comunicato il licenziamento alla badante straniera con il dovuto preavviso, bisogna fare altrettanto con l’Inps entro 5 giorni, termine previsto dalla legge per la cessazione del rapporto di lavoro domestico. Va da sé che se la cessazione è dovuta alla scadenza del contratto senza un rinnovo, la comunicazione all’Inps non è obbligatoria.

Se, però, si tratta di una badante extracomunitaria, occorre dare comunicazione anche allo Sportello unico per l’immigrazione, sempre entro 5 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, allegando per raccomandata a/r una dichiarazione scritta.

Se, poi, la badante straniera convive con la famiglia che assiste, il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento anche alla Questura entro 48 ore dalla cessazione del rapporto.

Diritto alla disoccupazione per la badante licenziata

La badante straniera che viene licenziata ha diritto all’indennità di disoccupazione se:

  • si trova in stato di disoccupazione involontaria (cioè se è stata, appunto, licenziata);
  • se le sono stati versate almeno 13 settimane di contributi previdenziali nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione;
  • se ha svolto almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

note

Autore immagine: 123rf.com


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