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Lavoro agile: da oggi si lavora senza vincoli di orari e luogo

15 maggio 2017


Lavoro agile: da oggi si lavora senza vincoli di orari e luogo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2017



Smart working: l’attività del dipendente viene organizzata solo per fasi e obiettivi, con piena libertà di luogo e orario. 

Da oggi si può lavorare non più in azienda, rispettando orari, turni e luoghi imposti dal datore: grazie al lavoro agile (anche detto «smart working») – di recente approvato dal Parlamento e inserito nel testo di legge contenente «misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale» – l’attività del dipendente viene organizzata solo per fasi, cicli e obiettivi. Saltano insomma tutti i tradizionali vincoli di orari e di luogo di lavoro a cui siamo stati sempre abituati, consentendo al dipendente un’esecuzione molto flessibile della propria prestazione, ad esempio attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Si tratta di una rivoluzione nella concezione del lavoro subordinato che non viene più inquadrato in quelli che, sino ad oggi, sono stati gli assi cartesiani di tale forma contrattuale: il luogo (necessariamente l’azienda o, comunque, qualsiasi altro posto indicato dal datore) e l’orario (di norma uguale per tutti i dipendenti).

Lo scopo della riforma è quello di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Come avviene il lavoro agile o smart working?

La prestazione lavorativa viene concordata eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge dai contratti collettivi. Per arrivare a ciò c’è bisogno di un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente.

Sarà verosimilmente il datore di lavoro a fornire al dipendente inquadrato con lo smart working gli strumenti tecnologici necessari per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Della sicurezza e del buon funzionamento di tali strumenti l’azienda è responsabile.

Lo smart working o lavoro flessibile sarà possibile anche alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni [1].

Come avviene l’accordo per il lavoro agile o smart working?

In verità lo smart working non è un nuovo tipo di contratto, ma solo una modalità diversa di esecuzione del normale rapporto subordinato. Esso può avvenire

  • a tempo indeterminato;
  • a termine.

Nel caso di lavoro agile a tempo indeterminato è necessario un preavviso non inferiore a 30 giorni.

Lo smart working è possibile anche con i lavoratori disabili. In tal caso, però, il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a 90 giorni.

In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

Per avviare lo smart working è necessario un accordo scritto in cui vengono fissate le modalità di lavoro agile svolto all’esterno dei locali aziendali e di quello all’esterno. Nello stesso accordo devono essere indicate anche le forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro e gli strumenti utilizzati dal lavoratore. L’accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore.

Quanto si guadagna con il lavoro agile?

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad uno stipendio non inferiore a quello applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo può essere riconosciuto, il diritto all’apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze.

Sicurezza sul lavoro

Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

Il lavoratore deve essere assicurato contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali.

Quanto al cosiddetto «infortunio in itinere», così come i normali dipendenti, il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative.

Lavoro agile: cosa cambia rispetto al passato?

Le nuove disposizioni sul lavoro agile (traduzione italiana di smart working) arrivano a normare una realtà già diffusa, negli ultimi anni in molte aziende. Nulla impediva, infatti, di pattuire con i propri dipendenti (magari solo per alcuni giorni alla settimana) la possibilità di lavorare con dotazioni tecnologiche (peraltro ormai di uso comune) al di fuori dei locali aziendali, concentrandosi sui risultati e autodeterminando di fatto il tempo di lavoro. Non per questo la riforma deve considerarsi inutile. Anzi. L’esistenza di una disciplina di questa modalità di lavoro rassicura chi l’adotta e ne promuove la diffusione.

note

[1] Di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, secondo le direttive emanate anche ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e fatta salva l’applicazione delle di-verse disposizioni specificamente adottate per tali rapporti.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. ecco un’altra legge che teoricamente nasce con buone intenzioni, ma (non essendo però normata bene) sarà utilizzata per sfruttare maggiormente i dipendenti. sig!

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