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Come si buttano gli elettrodomestici

20 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2017



Come disfarsi degli elettrodomestici, gli eco-centri e le isole ecologiche: sicurezza e norme anti inquinamento.

Quando i tentativi di riparazione “in casa” dell’elettrodomestico risultano definitivamente vani, una strada possibile è quella di rivolgersi a riparatori professionisti, dotati di strumenti e conoscenze superiori a quelle già messe in campo; l’altra è quella di dichiarare defunto il proprio apparecchio. Se l’elettrodomestico in questione non è più riparabile è possibile tentare la via della vendita online: a volte per riuscire a riparare il proprio dispositivo occorrono pezzi di ricambio che non si trovano in giro e attraverso la rete si può intercettare chi è interessato ad acquistare oggetti non più funzionanti. Questo vale tanto più nel caso dei personal computer: quando non è più conveniente sostituirne i pezzi danneggiati, si può sempre pensare di vendere quelli ancora funzionanti.

Cannibalizzazione dei componenti

È sempre possibile, in ogni caso, trovare componenti del proprio elettrodomestico non più riparabile che possono essere riutilizzati. Per questo è buona prassi imparare a smontare gli oggetti: in questo modo si possono ricavare parti che possono sempre ritornare utili in futuro.

Gli eco-centri e le isole ecologiche

Gli elettrodomestici, per quanto piccoli, non rientrano tra i rifiuti riciclabili, né si possono mettere nella raccolta differenziata.  A meno che non operino nel territorio organizzazioni direttamente dedite alla raccolta di elettrodomestici esausti per riciclarne specifiche componenti, vanno conferiti negli eco-centri o nelle isole ecologiche del comune di residenza.

Gli elettrodomestici non vanno mai abbandonati nell’ambiente o buttati tra i rifiuti comuni a causa dell’alto grado di tossicità che contengono: metalli e minerali utilizzati nella componentistica elettrica ed elettronica vanno trattati secondo processi specifici.

È qui utile citare la norma che è entrata in vigore in Italia il 22 luglio 2016: il cosiddetto decreto “Uno contro Zero” stabilisce che è possibile smaltire i piccoli apparecchi elettrici ed elettronici arrivati a fine vita (per piccoli si intende inferiori ai 25 centimetri di dimensioni) portandoli presso un punto vendita di prodotti di elettronica di almeno 400 metri quadrati senza essere obbligati ad acquistare un nuovo prodotto equivalente.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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