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Lo sai che? Quando una lettera è conosciuta dal destinatario?

Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2017

Se devo disdire un contratto, quando si considera pervenuta la disdetta al destinatario. Le differenze con l’atto giudiziario. 

Il momento in cui il destinatario riceve una nostra comunicazione è assolutamente importante. Questo dato, infatti, è molto utile per diverse ragioni. Magari, dobbiamo disdettare un contratto entro certi termini (ad esempio, un contratto di locazione) oppure effettuare una comunicazione importante che impedisca alcune conseguenze negative (ad esempio, quando dobbiamo comunicare i dati del conducente per una multa presa senza alcuna contestazione immediata).

Ebbene, negli esempi riportati, l’informazione in esame è inevitabilmente essenziale. Per tale ragione, è buona regola inviare questo tipo di comunicazioni mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Quest’ultima, così come quella generica, sono facilmente tracciabili sul sito delle poste (dovequando). Cliccando sul collegamento indicato ed inserendo gli estremi della raccomandata inviata (cioè il numero riportato sulla ricevuta della spedizione) potrete, infatti, sapere tutte le informazioni riguardanti la vostra lettera spedita, compresa la data del ricevimento.

Detto ciò, i dubbi sorgono in merito ad un’ipotesi particolare, cioè quella dell’assenza del destinatario al momento della consegna. In questo caso, infatti, il postino è tenuto a lasciare in cassetta un avviso di giacenza, informando la persona interessata che il plico sarà depositato e disponibile per il ritiro presso l’ufficio postale di seguito indicato. Ebbene, nel caso descritto, magari può accadere che il destinatario di turno vada a ritirare la spedizione dopo molti giorni. Quindi, la data di effettiva presa di possesso del plico inviato, potrebbe essere diversa (ad esempio, potrebbe essere successiva a quella, che era stata indicata nel contratto, per disdire la prosecuzione dello stesso).

In questo caso, qual è la data da prendere come riferimento? Quella in cui è avvenuta la spedizione, quella in cui è stata vanamente tentata la consegna e rilasciato l’avviso di giacenza oppure quella in cui il destinatario ha effettivamente e concretamente ritirato il plico depositato presso l’ufficio postale?

La presunzione di conoscenza

Secondo la legge, una comunicazione si presume conosciuta dal destinatario nel momento in cui perviene all’indirizzo del medesimo. Tale principio è sancito dal codice civile [1]. La stessa norma chiarisce che il destinatario ha, comunque la facoltà di dimostrare che, per causa non imputabile allo stesso, non è venuto a conoscenza della predetta comunicazione.

In particolare, per quanto riguarda una lettera raccomandata, può accadere che la stessa venga materialmente consegnata al destinatario in un momento successivo al suo arrivo all’indirizzo del medesimo. Ciò avviene, quando egli sia temporaneamente assente. Ebbene, in questa ipotesi, la Suprema Corte di Cassazione [2] ha, più volte, precisato che la comunicazione si ritiene conosciuta dal destinatario nel momento in cui viene rilasciato allo stesso il cosiddetto avviso di giacenza (ciò avviene contestualmente alla constatazione dell’assenza del destinatario).

Le regole appena descritte sono, invece, diverse, in materia di atti giudiziari e relativamente alla notifica degli stessi. In questo caso, infatti, si applica il principio secondo il quale, agli effetti utili del notificante, la comunicazione si ritiene inviata tempestivamente, tenendo conto del momento della consegna della stessa all’ufficiale giudiziario piuttosto che al messo postale.

note

[1] Art. 1135 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 1188 del 10.12.2013 – 21.01.2014 – n. 20924 del 27.10.2005 – n. 3707 del 13.04.1999 – n. 2847 del 01.04.1997.


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