Tech | Articoli

Il formato mp3 è morto: cosa succede ora?

16 Maggio 2017 | Autore:
Il formato mp3 è morto: cosa succede ora?

L’mp3, il formato audio che ha cambiato il modo di ascoltare la musica, è stato dichiarato ufficialmente morto, ma questo in pratica cosa vuol dire?

Il Fraunhofer Institute ha annunciato di aver dismesso il formato musicale mp3. L’mp3 è un formato audio compresso sviluppato circa 25 anni fa per la diffusione della musica digitale su Internet. Un file musicale in mp3 pesava circa 1/10 rispetto ai formati non compressi e questo ha permesso lo scambio della musica su Internet quando ancora le connessioni erano molto lente.

Il formato mp3 ha anche contribuito alla diffusione dei lettori musicali portatili come l’iPod a scapito dei CD-Audio, molto meno pratici. In tutti questi anni la musica si è scaricata in mp3, si è ascoltata in mp3 e si è anche condivisa in mp3. A questo formato molti imputano anche la colpa della diffusione illegale della musica su Internet. Napster fu uno dei primi programmi di file sharing ad essere usato per lo scambio di musica sul Web, cui poi susseguirono eMule, BitTorrent e molti altri.

Sebbene l’mp3 sia ancora molto diffuso, la società tedesca che lo ha sviluppato (Fraunhofer Institute), ha deciso di interrompere l’autorizzazione di alcuni brevetti legati all’uso dell’mp3 considerando che la maggior parte dei servizi multimediali di ultima generazione, quali la trasmissione in streaming, utilizzano i moderni codec ISO-MPEG, come la famiglia AAC e in futuro quello MPEG-H.  Il vantaggio dei nuovi codec è nell’offrire una qualità audio superiore a bitrate molto inferiori rispetto a mp3.

Questo non vuol dire che il formato mp3 cesserà di esistere immediatamente, ma solo che il Fraunhofer Institute smetterà di licenziare i brevetti relativi a mp3 alle aziende. Ci sarà quindi un graduale passaggio dall’mp3 al formato AAC, già adottato da diversi servizi tra cui YouTube. Finirà quindi un’era per iniziarne un’altra, come già accaduto con diversi altri prodotti digitali.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube