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Come difendersi a casa

16 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2017



La nuova legge sulla legittima difesa concede di reagire di notte per difendersi dai ladri. A certe condizioni. Come proteggere la casa con l’offendicula.

La nuova legge sulla legittima difesa – ammesso e non concesso che resti così al Senato dopo l’approvazione della Camera – cambia, in parte, le carte in tavola in uno dei giochi più pericolosi a cui si possa partecipare: la reazione all’intrusione di uno sconosciuto in casa, specie se di notte. Con la nuova normativa, come difendersi a casa? Si può reagire quando un ladro ci sorprende nel sonno? E fino a che punto? Vediamo come cambia la legittima difesa e come difendersi a casa. Con un esempio pratico: l’esperienza personale di chi scrive. La notte tra il 5 e il 6 gennaio 2015, mi sono trovato i ladri in corridoio a notte fonda, con moglie e figlia in casa. Cosa non ho potuto fare per difendermi? E cosa avrei potuto fare se ci fosse stata la nuova legge?

Le novità sulla legittima difesa

Vediamo come difendersi a casa oggi dopo l’approvazione alla Camera della nuova legge sulla legittima difesa. Le novità sono, sostanzialmente, tre: la modifica dei confini della legittima difesa, il turbamento che esclude la colpa e l’assistenza legale a carico dello Stato.

I nuovi confini della legittima difesa

La nuova legge sulla legittima difesa che stabilisce come difendersi a casa modifica l’articolo 52 del codice penale. D’ora in poi, si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno.

Tuttavia, per non incorrere nell’eccesso di legittima difesa, restano queste condizioni:

  • la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa: ad esempio, se uno mi minaccia a mani nude non posso usare una pistola;
  • l’attualità del pericolo: il rischio di aggressione deve essere immediato, non quando il ladro sta fuggendo.

Il turbamento che esclude la colpa

Questa circostanza modifica l’articolo 59 del codice penale. In sostanza, se il ladro mi mette in una condizione psicologica di turbamento, cioè se vedo che sta per fare del male a me o alla mia famiglia e, per difesa, prendo la pistola e sparo, è esclusa la mia colpa in quanto conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore. In parole ancora più semplici: se il ladro mi mette alle corde e nella condizione di non capire più niente, sono cavoli suoi.

L’assistenza legale a carico dello Stato

Se difendersi a casa comporta una causa in Tribunale ed il giudice decide che l’aggredito ha avuto ragione a difendersi, tutte le spese processuali ed i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato.

Un esempio di mancata legittima difesa

Che cosa cambia, dunque, con la nuova legge sulla legittima difesa rispetto a prima? Nel caso potesse servire a modo di esempio, ecco l’esperienza dell’autore.

Siamo nel cuore della notte tra il 5 e il 6 gennaio 2016. Come tradizione vuole, era ancora acceso (giusto fino al giorno dopo) l’albero di Natale in sala. Il controluce dell’abete, verso le 3.40, mi fa vedere due sagome in corridoio, proprio davanti alla porta della mia camera e a quella di mia figlia. Dico ad alta voce: «Chi è?» Nessuna risposta, le sagome scompaiono verso la sala. Mi alzo, corro dietro a loro accendendo tutte le luci. In sala mi ritrovo i miei jeans a terra. Forse chi si è introdotto in casa cercava dentro quello che non c’era. A 5 metri dalla porta finestra che era stata forzata sento il tonfo del ladro che scavalca sulla ringhiera per scappare. Gli corro dietro.

Esco sul balcone in condizioni impresentabili, con il termometro a circa 4 sotto zero ma con il sudore in fronte. Vedo che i ladri non sono due ma quattro. Sono tutti nel mio giardino. Scavalcano la ringhiera per fuggire, ignari delle parole poco ortodosse che dico un po’ in spagnolo un po’ in italiano, un po’ in itagnolo. Ma decido che uno contro quattro sarebbe stata una battaglia persa. Li lascio andare. Anche se avevano in tasca ciò che non li apparteneva.

Come avrei potuto difendermi in quel caso, nel 2015? Facendo quello che ho fatto: lasciarli andare. Alle 3.40 è ancora notte, specialmente a gennaio. Allora la legge non permetteva di mettere le mani addosso a chi mi aveva forzato una persiana e una portafinestra (riparazione a mie spese, ovviamente) per entrare a casa mia senza chiedere permesso. Oggi, se me lo trovassi ancora in quel corridoio, potrei farlo. Oggi avrei potuto reagire nel trovarmelo di fronte a notte fonda, a nemmeno mezzo metro dai letti in cui dormivano mia moglie e mia figlia. E, per difendere i beni patrimoniali, avrei potuto fermare i due delinquenti prima che scappassero con i pochi ricordi di famiglia rimasti in casa dall’ultimo furto.

Il carabiniere che arriva a casa (dopo circa mezz’ora) redige il verbale e allarga le braccia: «Semmai prendessimo uno di questi, dopo 5 giorni sono fuori». Mi rendo conto che il verbale sarà dato in pasto alle statistiche sui furti in appartamento. Ad altro, purtroppo, non servirà.

L’offendicula per difendersi a casa

La parola è piuttosto ostica ma la sua resa può essere molto efficace per aiutare a difendersi a casa: offendicula. Vai di Garzanti: l’offendicula è «l’insieme dei mezzi di difesa della proprietà immobiliare come fili spinati, frammenti di vetro, punte metalliche». E che, quindi, hanno la proprietà di ferire o di lesionare le persone non gradite. Aggiungerei anche un paio di rottweiler a digiuno, sicuramente «offendiculi». Anche loro, infatti, rientrano in questa categoria.

Quando e come difendersi a casa con l’offendicula? Il proprietario di un immobile deve avere l’autorizzazione per disporre e usare questo tipo di protezione contro le intrusioni poco gradite. Quindi, affinché ci si possa difendere a casa con questi strumenti senza incorrere nell’eccesso di legittima difesa, serve che:

  • il giudice stabilisca la proporzionalità tra l’offesa e il bene difeso (in questo caso la casa);
  • l’offendicula non causi la morte dell’intruso (non vale mettere una cancellata attaccata alla corrente a 3.000 volt);
  • i pericoli siano ben visibili e, se necessario, segnalati, affinché l’aspirante ladro sia consapevole del rischio che corre. Ad esempio: «Pericolo: cancellata attaccata alla corrente a 3.000 volt», oppure: « Attenzione: cane pericoloso».

C’è  chi, addirittura (piccolo ma vero aneddoto), utilizza quella che potremmo chiamare «l’offendicula ironica». Il mio vicino di casa ha sul cancello un cartello con la foto del suo cane e questa scritta: «Credi alla vita eterna? Se hai dei dubbi, scavalca». Sottile.

Come installare l’offendicula per difendersi a casa

Le regole per disporre di un’offendicula per difendersi a casa sono molto chiare: come appena detto, c’è bisogno di segnalarle a dovere affinché possano essere riconoscibili anche da lontano (più grossi sono i cocci di vetro incastrati sulla cima del muro e meglio è). Non si possono nascondere, in sostanza, perché non renderli visibili è illegale anche in caso di violazione di domicilio.

Anche il famoso cane che potrebbe sciogliere ogni dubbio sull’esistenza o meno della vita eterna deve essere segnalato all’ingresso dell’immobile, con l’apposito cartello (più o meno spiritoso, ma comunque molto chiaro) ed illuminato di notte.

Se l’offendicula colpisce per errore

Che succede, però, se per difendersi a casa uno installa un sistema di offendicula e, per errore, colpisce quando e chi non deve? Cioè quando non avviene la violazione di domicilio ma arriva il vicino di casa a chiederci un po’ di zucchero e si ferisce con i cocci di vetro attaccati al muro? Se il padrone di casa ha tutte le autorizzazioni per l’offendicula, nell’esercizio del proprio diritto, viene esclusa la punibilità [1]. La prossima volta, il vicino – oltre a ricordarsi di comprare lo zucchero al supermercato – dovrà stare più attento a dove appoggiarsi.

note

[1] Art. 51 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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