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Lo sai che? Mantenimento: come provare che l’ex coniuge è autosufficiente

Lo sai che? Pubblicato il 16 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 maggio 2017

La donna giovane e laureata, cui il giudice ha assegnato la casa e che viene aiutata dai genitori, non ha diritto al mantenimento dopo il divorzio.

La sentenza dello scorso 10 maggio della Cassazione ha riformato i criteri di calcolo dell’assegno divorzile, stabilendo che l’ex coniuge con il reddito più basso (di norma la moglie) non ha più diritto ad un mantenimento che gli consenta di conservare lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio (leggi Addio assegno di mantenimento a chi può mantenersi da soloCome modificare le condizioni di divorzio). L’importo dell’assegno va quindi calcolato in modo da garantire all’ex moglie solo l’autosufficienza economica. E se tale condizione già sussiste, nessun mantenimento le è dovuto. Allo stesso modo, il mantenimento non va pagato se il coniuge più debole economicamente, pur in grado di procurarsi gli strumenti di che vivere, non vuol darsi da fare (ad esempio, nonostante la giovane età, rifiuta un posto di lavoro).

Ciò detto, per non essere condannati a pagare l’assegno di mantenimento all’ex moglie (o meglio, l’assegno divorzile) dimostrare che questa è in grado di provvedere a sé stessa, ossia che l’ex coniuge è autosufficiente. Come si fornisce questa prova? Una sentenza di poche ore fa della Cassazione offre qualche utile suggerimento [1]. Ad essa si accompagna anche un chiarimento altrettanto interessante del Tribunale di Roma [2].

Elementi per provare l’autosufficienza economica

Quattro sono gli elementi che consentono di provare l’autosufficienza economica dell’ex coniuge, cosa che esclude per quest’ultimo il diritto al mantenimento o, comunque, lo riduce sensibilmente (li abbiamo già elencati nell’articolo A quali donne spetta il mantenimento):

  1. il possesso di redditi di qualsiasi specie: si pensi al reddito di lavoro dipendente. Pertanto, il coniuge che già ha un lavoro, se lo stipendio gli consente di mantenersi da solo non ha diritto al mantenimento anche se l’ex è molto più ricco e tra i due redditi non vi è proporzione;
  2. il possesso di patrimoni mobiliari (ad esempio: azioni, quote in società, obbligazioni, titoli, ecc.) ed immobiliari (ad esempio case o terreni di proprietà), tenuto conto di tutti gli oneri e del costo della vita nel luogo di residenza di chi pretenda l’assegno. Così il coniuge che percepisce un canone di affitto da un immobile di sua proprietà, dato in locazione, potrebbe non aver diritto al mantenimento se tale importo gli garantisce l’autosufficienza;
  3. le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro dipendente o autonomo. Questo significa che se l’ex coniuge è ancora giovane e non presenta impedimenti fisici al lavoro (ad esempio invalidità) potrebbe vedersi ridurre o negare il mantenimento;
  4. la stabile disponibilità di una casa di abitazione. Così, se il giudice assegna la casa coniugale alla donna e il marito viene costretto ad andare via, il mantenimento viene ridotto in proporzione al risparmio di spesa che da tale situazione l’ex moglie ottiene.

La differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile

Dicevamo che la Cassazione, stamattina, ha fornito un importantissimo chiarimento in materia di differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile. Solo quest’ultimo non deve più essere ancorato al tenore di vita che aveva la coppia durante il matrimonio, essendo piuttosto rivolto a garantire solo l’autosufficienza economica. Al contrario, l’assegno di mantenimento conseguente alla separazione resta legato al «tenore di vita»: questo perché la separazione non recide il matrimonio (come invece il divorzio) ma comporta solo una sospensione dei doveri personali (obbligo di convivenza, fedeltà, ecc.), mentre restano fermi i doveri economici (prendersi cura del coniuge e mantenerlo). Leggi Assegno di mantenimento dopo la separazione e il divorzio.

Risultato: se dopo la separazione l’assegno all’ex moglie può essere particolarmente elevato, non è più così dopo il divorzio. Danno minimo atteso che, tra la separazione e il divorzio, oggi devono decorrere solo 6 mesi (in caso di separazione consensuale) o 1 anno (in caso di separazione giudiziale). È facile prevedere che il coniuge tenuto a versare il mantenimento chiederà immediatamente, alla scadenza di detto termine, il divorzio, avendone un vantaggio economico (sul fatto che tale vantaggio potrebbe essere solo a favore dei redditi alti leggi Mantenimento: cosa cambia per redditi alti e bassi).

Quando c’è autosufficienza economica

La sentenza del Tribunale di Roma di cui abbiamo parlato in apertura ha negato il mantenimento a una donna quarantenne e laureata. Come giustamente ricordano i giudici della capitale, ai fini del riequilibrio economico con il marito separato basta:

  • l’assegnazione dell’ex casa familiare (questa ha un valore economico perché implica un risparmio di spesa derivante dalla ricerca di un altro immobile in cui vivere; pertanto se ne deve tener conto nell’ambito della regolamentazione dei rapporti economici fra i coniugi). Ricordiamo che l’assegnazione della casa può essere disposta solo in favore dell’ex coniuge presso cui siano stati collocati i minori;
  • la proprietà di un immobile da cui percepire il canone di affitto;
  • gli aiuti in denaro provenienti dai genitori.

Se poi a ciò si aggiunge la giovane età della donna, il conseguimento di una laurea e il buon stato di salute che le consente di lavorare, la sua condizione non può ritenersi di «non autosufficienza»: tutti tali elementi costituiscono una risorsa che va considerata nella verifica delle condizioni economiche della parte.

note

[1] Cass. sent. n. 12196/17 del 16.05.2017.

[2] Trib. Roma, sent. n. 5126/17.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Salve siamo separati in casa mia moglie chiede mantenimento/alimenti x se e mio figlio.percepisce €1000 al mese ip €2500, lei ha una casa al mare con le tre sorelle e in più vendono la casa della madre, quanto dovrei dare? Abbiamo un figlio di 10 anni grazie

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