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Assumma, ex presidente SIAE: il Governo liberalizzi i diritti d’autore

15 ottobre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2012



“Il Governo liberalizzi i diritti d’autore, inutile la lotta la pirateria on line”: la dichiarazione dell’ex presidente S.I.A.E.

L’ex presidente della SIAE, Giorgio Assumma, si lascia sfuggire, in una recente dichiarazione pubblica, le intenzioni in atto della Comunità Europea: sarebbe imminente la direttiva che abolisce il monopolio sui diritti d’autore.

La dichiarazione dell’ex presidente SIAE, riportata lo scorso luglio 2012 da “Il Corriere delle Comunicazioni”, sta suscitando curiosità e dibattiti in rete. C’è chi crede che l’attività di riscossione sia già di fatto liberalizzata, ma non è così.

Bisognerà attendere – stando a ciò che dice l’avvocato – una direttiva comunitaria, la quale poi dovrà essere attuata con normative nazionali dei singoli Stati Membri. Una direttiva, tuttavia, di cui, evidentemente, lo stesso Assumma ha notizia.

Riportiamo dunque le parole riportate dal citato quotidiano:

Assumma si augura che “finalmente si riunisca la commissione permanente del diritto d’autore presso la presidenza del Consiglio per cominciare davvero a sistemare le cose”. Anticipa che tra pochi giorni “l’Italia dovrà recepire la direttiva europea che di fatto abolirà il cosiddetto monopolio della Siae, una ragione in più per fare presto e contrattaccare la pirateria internet”.

L’ex numero uno della SIAE, in un importante passaggio, riconosce l’inutilità della battaglia contro la pirateria online. “Andare contro la diffusione via internet rischia di essere una fallimentare battaglia di retroguardia, molto più importante è capire e rispettare le ragioni del popolo della rete cercando di eliminare il fenomeno alla radice e tutto è riconducibile ai costi economici“.

Le parole, così come battute dalla stampa, non lasciano equivoci. Parole che riportano alla memoria l’“improvvisata” fatta, qualche mese fa, dall’attuale Governo, quando liberalizzò i diritti connessi.

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13 Commenti

  1. E’ L’ORA DELLA RESA DEI CONTI. LA VIA E’ L’ANTICOPYRIGHT, “La strategia del regalo è uno dei punti centrali nel mondo digitale, tanto che si parla di free economy, economia del gratis appunto, o di gift economy, economia del regalo. “Nell’età dell’accesso si passa da relazioni di proprietà a relazioni di accesso. Quello di proprietà privata è un concetto troppo ingombrante per questa nuova fase storica dominata dall’ipercapitalismo e dal commercio elettronico, nella quale le attività economiche sono talmente rapide che il possesso diventa una realtà ormai superata”(SEntenza anticopyright giudice Francione 15 febbario 2001)

  2. Ma cosa commentiamo? Un conto è l’e-commerce, un conto è la propietà dell’Autore, che è inalienabile. La pirateria si basa sul furto di questa proprietà (che nasce dal lavoro dell’Autore, non si trova per la strada scavando una buca) e dal suo utilizzo dal quale, l’Autore, ricava il suo giusto guadagno. Qui se non si trova la soluzione culturale a questo far west che si è creato, sarà la fine non della proprietà, ma della creatività come lavoro. Assumma, se leggete bene, asserisce altro, e cioè che si dovrà trovare una soluzione economica seria per far cessare le ruberie, e la soluzione è far pagare poco, ma far pagare, e fornire anche la qualità del opere che si scaricano (altrimenti generalmente scadenti per via delle compressioni).

    1. Pietro, condivido la tua posizione. Nessuno vuole che il diritto d’autore venga eliminato. Al contrario, è giusta una sua razionalizzazione con le mutate tecnologie. Non si possono applicare regole studiate per l’epoca delle carrozze su strade dove ormai circolano automobili.

  3. Se qualcuno usa una mia composizione per commentare una pubblicità radiotelevisiva e non paga agli aventi diritto una quota economica concordata, è come se qualcuno fosse entrato a casa mia e mi avesse rubato l’orologio (forse, se forza la porta, è con scasso). C’è una profonda misconoscenza del valore della proprietà intellettuale in questo paese con ritardi imbarazzanti, e poi basta leggere i commenti della gente: sembra che la Siae sia un perfido esattore e un bieco generatore di balzelli. Sono in fortissimo contrasto con la Siae in questo momento, perchė hanno tolto ai Soci l’assegno di professonalità con il quale molti sopravvivevano, soprattutto gli Autori anziani. Però basta leggere quello che si dice della Siae anche su queste pagine che viene voglia di solidarizzare…

  4. Il titolo dell’articolo mi sembra fuorviante: quella che verrebbe liberalizzata è l’attività di intermediario per la gestione dei diritti d’autore, attualmente affidata in monopolio alla Siae dall’art. 180 della LdA. Scritto in questa forma, sembra che Assumma chieda l’abolizione dei diritti d’autore, e così, ovviamente non è.

    1. Morena, è un’ottima osservazione la tua e degna di una persona preparata. Tuttavia, nel risponderti al posto del redattore, uno dei migliori di questa redazione, posso anche dirti che l’esigenza di un titolo di un articolo è spesso l’immediatezza (sul web la regola è massimo 10/15 parole). Quindi a volte il titolo serve solo a dare un’idea del contenuto ma non a descriverlo compiutamente. Comunque grazie a te abbiamo potuto precisare una cosa, sotto l’aspetto giuridico, che altrimenti era passata inosservata e rischiava di far cadere nell’equivoco. Effettivamente, come giustamente dice Morena, la SIAE ha un’esclusiva – rectius, un mandato in rem propriam – nell’attività di intermediazione e riscossione dei proventi derivanti dall’utilizzo dei diritti d’autore nei casi (e solo in quelli) in cui l’autore abbia affidato tale attività alla SIAE. Non male come titolo di un articolo!

  5. Per “liberalizzare il diritto d’autore” ovviamente si intende “liberalizzare il mercato delle società che lo collettano, trattengono una percentuale, e lo distribuiscono agli aventi diritto (autori, editori e affini.) e non che il l”prodotto” intellettuale dell’Autore viene regalato erga omnes e liberalizzato il saccheggio. L’avvocato Angelo Greco lo sa benissimo da esperto qual’è: il diritto d’autore è materia estremamente delicata e non debbono esserci fraintendimenti quando se ne parla, perchè c’è di mezzo il lavoro di tantissime persone e, ignorantemente stigmatizzato, perchè viene visto come privilegio. Torno a dire (e grazie per farmelo dire su queste pagine) che chi ruba un brano e non paga i diritti è come se avesse rubato in un supermercato, la stessa cosa.

  6. vorrei Gentilmente alcuni chiarimenti e consigli dal’ Avvocato Angelo Greco, sono un socio Siae dal 1984 , entrato nella Società nel 1976 , , affermato in Europa con successi significativi , tali da portare consistenti cifre nelle casse della Siae ., oggi chiaramente le cose sono cambiate , comunque sono sempre all’attivo , non come allora
    da poter percepire cifre da capogiro ma assieme all’assegno di professionalità i non più erogato da gennaio scorso e pagato da noi Soci al 4 % l’anno, nel fondo di solidarietà ,un calderone gestito dalla Siae anche questo. . ci potevo vivere discretamente allora chiedo a lei che vorrei Trasferirmi in Francia ed iscrivermi alla Sacem . dal momento che sono venuto a conoscenza della nostra figura di Soci in Siae di fatto non esiste più chiamandoci Associati , e allora mi chiedo, è possibile che la Siae come di fatto ci ha considerati associati come il resto D’europa mettendosi cosi di fatto in linea con le consorelle . le quali non percepiscono tutto quello che entra nella Siae a partire dalla tassa annuale che gli iscritti o i ragazzi che vorrebbero intraprendere questo duro lavoro , devono pagare questa tassa fissa , quando le consorelle la fanno pagare una tantum all’entrata ,con una differenza notevole nei confronti della Siae che pagano anche i bollini ,sul cd e non solo gli associati da quelle parti non hanno creato un fondo , ma hanno fatto come degnamente le persone di buon senso arrivati a 65 anni percepiscono una Pensione di €1421 netti , una dignitosa cifra , come noi che si devono inventare dal nulla melodie con la mente e farla materializzare in successo mi sembra un accettabile riconoscimento di un Paese civile . questo tipo di lavoro che lo non auguro a nessuno,, per la difficoltà intellettiva e la complessità che lo comporta .. per concludere vorrei chiedere un consiglio a lei Angelo , se fosse possibile richiedere il mio 4 % che ho versato in tutti questi anni alla Siae in qualità di socio ,e che il mio catalogo Musicale lo possa gestire la Sacem Francese , facendomi rilasciare dalla Siae stessa Delibera definitiva le porgo i miei più cordiali saluti affettuosamente Roberto Zaneli

    1. Il Fondo di Solidarietà istituito ai sensi dell’art. 20 dello Statuto della S.I.A.E. ha lo scopo esclusivo di attuare forme di solidarietà sociale di beneficienza, assistenza sociale e socio-sanitaria, a favore degli Autori associati.
      Lo stesso non rappresenta una forma previdenziale in quanto, per legge, l’esercizio di quest’ultima è demandato agli Enti previdenziali riconosciuti come tali. Proprio per quest’ultimo motivo, nell’anno in corso sono stati riformati i contenuti del vecchio regolamento del Fondo di solidarietà della S.I.A.E. per dar modo, in attesa della revisione dello Statuto, di adeguare la regolamentazione del Fondo stesso alle norme di legge in vigore. Nelle more, il Direttore Generale, ha comunicato a tutti gli associati che, con decorrenza 1/1/2012, i prelievi operati sui diritti d’autore maturati dal singolo associato (4%) saranno depositati su un conto corrente in funzione di una successiva restituzione agli aventi diritto.
      Quindi il lettore si vedrà restituito solo la quota prelevata a decorrere dal 1/1/2012. Le quote corrisposte negli anni passati, proprio per la funzione e gli scopi per i quali erano stati trattenuti, sono stati o saranno utilizzati per le stesse finalità.
      Per quanto attiene al trasferimento del repertorio ad altra società degli autori, il lettore potrà esercitare la facoltà di interrompere il rapporto associativo presentando le proprie dimissioni almeno tre mesi prima della scadenza dell’anno solare, dopo di che è libero di richiedere la tutela del proprio repertorio a qualsiasi altra società di intermediazione straniera.

  7. rispondo con cognizione di causa . al momento che sta vivendo la Nostra Società
    parlando con la Sacem Francese , si è avverato quello che io da tempo ho sempre sostenuto e cioè i costo gestionali il sistema Siae con tutte le entrate al positivo annuali non riesce ad arginare il problema. Punto 1 la Sacem non ha servizi territoriali sede generale a Parigi e una sede a Lione . questo comporta miliardi a fine anno che non hanno . mentre la Siae credo siano 4 mila uffici o forse più in tutto il territorio Italiano . aggiungo la gestione Governance ,a differenza della nostra è enorme ,punto 2 un normale impiegato prende 1500€ al mese contro un nostro Siae € 1800 anche 2000 senza considerare le trasferte.. un dirigente alto livello prende massimo 4000 mila contro un nostro dirigente che prende €8000mila e puo’ arrivare anche sino a 20000 € al mese dipende la sezione e il lavoro che svolge .il vice direttore in Sacem prende €8000 mila al mese , il nostro vice direttore invece prende €12000 il vice Presidente generale alla Sacem prende €12000 al mese il nostro vice diretttore generale ne prende €25000 al mese
    il Presidente generale della Sacem prende€25000 al mese ,il nostro Direttore Generale al mese Prende €46,500… facendo i conti della serva sono Miliardi che a fine anno , fanno la differenza . e quindi in Siae per sostenere questo enorme Bubbone.. alla fine proprio noi che portavamo nella casse della Siae un consistente cospicuo guadagno , siamo stati puniti pur avendo tutte le carte in regola per avere quello che ci spettava con i nostri sacrifici !! i da tempo che il sistema Siae è corrotto da circa 15 anni che ci sono questi sperperi , è scarsa lungimiranza nei confronti della Siae stessa ,ingigantiti poi nel tempo da i falsi pianisti di Piano bar, a i DJ pagati Profumatamente .. fu all’epoca l’Avvocato ex Presidente Giorgio Assuma , che trovò un escamotage per arginare in parte questo dilagante problema , e significativo che bisogna davvero , restaurare un rapporto immediato con la Siae, aiutandola a ricostruire dalle fondamenta , e con parametri equi accostandoci al modello EUROPEO ..

  8. APPELLO AGLI AUTORI,SCRITTORI,MUSICISTI,SCENEGGIATORI, REGISTI, ATTORI CONDUTTORI RADIOFONICI E TELEVISIVI, GIORNALISTI, EDITORI, FRUITORI DI MUSICA E CULTURA!
    Dal primo gennaio di quest’anno un provvedimento della Siae,attraverso un atto dei suoi commissari straordinari, ha cancellato di fatto l’assegno di professionalità ai 1.085 Soci che avevano maturato il diritto di percepimento e, di conseguenza, a quelli che, avendo acquisito il diritto, aspettavano di giungere alla fatidica soglia dei 60 anni per riceverlo.
    Il Fondo di Solidarietà della Siae, che erogava l’assegno, è nato come solidarietà e mutua assistenza fra membri di una categoria, altrimenti priva di tutela. Infatti con il prelievo del 4 % dei diritti degli Autori e del 2% degli Editori e fino alla delibera commissariale del 15 novembre 2011, gli Autori Siae si autosostenevano con un assegno di circa 615 euro al mese, nel momento più difficile della vita: la vecchiaia, unitamente – per molti di essi – all’uscita dal mercato del lavoro, come purtroppo accade per molti nel mondo dello Spettacolo, che spesso dimentica ed abbandona i suoi grandi interpreti.
    Quello che ci preme sottolineare è che le vittime della delibera commissariale, che pone fine all’erogazione dell’assegno di professionalità, sono gli Autori, ai quali per decenni è stato trattenuto il 4% dei loro diritti per uno scopo che è stato disatteso in maniera surrettizia e proditoria, senza preavviso alcuno, tanto da lasciare molti di essi privi del minimo indispensabile per la sopravvivenza: alcuni sono in condizioni di indigenza gravissima, altri avevano quest’unico introito per vivere. Cii sono tra loro vedove e orfani, disabili e malati, persino persone che con questo assegno di professionalità ci pagavano la retta del cronicario. Molti di essi – ribadiamo – si sono trovati nella totale inconsapevolezza di quello che è successo, perché avvertiti del provvedimento (in data 15 novembre 2011) tramite lettera non raccomandata del 16 gennaio 2012 e con effetto retroattivo al 1 gennaio 2012. E molti – beffa paradossale – non l’hanno ancora ricevuta!
    Fra i mille danneggiati ci sono anche Autori ricchi, molti dei quali pagavano più di quello che ritornava loro (il 4% annuo dei proventi di Morricone o Baglioni o altri loro pari, è molto di più dei 615 euro mensili…) , ma è un ristretto numero rispetto alle centinaia e centinaia di ex-professionisti, di Autori che alla Cultura Italiana hanno dato molto negli anni d’oro della loro attività, versando e facendo guadagnare molto alla Siae. In ogni caso riteniamo che tutti abbiano il diritto di ottenere quello che è stato loro promesso in questi anni, senza costare nulla allo Stato, a fronte di 90 milioni di euro accantonati (tanto assomma il Fondo di di Solidaretà, senza contare gli immobili di proprietà degli Autori) con il prelievo dai propri diritti d’autore. Lo Statuto della Siae, disatteso da questa assurda delibera dei Commissari straordinari, prevede che i Soci più ricchi e gli Editori Musicali, si facciano carico degli Autori più poveri e meno fortunati e – soprattutto – di quelli anziani e fuori mercato.
    Ed infine è stata eliminata anche l’assicurazione sanitaria, che prevedeva un piccolo rimborso ospedaliero. Tutto, ripetiamo, SENZA COSTARE NULLA ALLO STATO ITALIANO! Chi assicurerà più un ottantenne, come molti di loro?
    Ecco perchè è doveroso firmare questa petizione per far tornare l’assegno di solidarietà, piccolo emolumento a Grandi Artisti non più sulla breccia (se si facessero i loro nomi, si rimarrebbe di stucco e increduli..!)
    Si tratta di un dovere morale e sociale, verso grandi Autori ormai sul viale del tramonto o addirittura, alle vedove di essi. PER QUESTO CHIEDIAMO LA FIRMA DI TUTTI SOTTO QUESTO APPELLO!
    COMITATO MILLESOCI ( Mario D’Alessandro)

  9. La mia idea di convivenza con internet è che i proventi di un artista devono venire in primis dai concerti (più che possibile se non si devono regalare 5000 euro alla SIAE per suonare in piazza, e con la strumentazione a carico dei musicisti!); i cd e i vinili verranno ricondotti alla categoria Gadget, e l’ascolto online deve essere completamente gratuito perchè ha la funzione di pubblicità, col fine del concerto.
    Quanto all’utilizzo dei pezzi per spot pubblicitari e film, la cifra deve essere concordata dall’artista (o dal suo manager): è il libero mercato.
    I locali hanno la stessa funzione di internet, cioè di far pubblicità agli artisti, e abolita la tassa stellare della SIAE sarà più facile ospitare musicisti dal vivo (e pagarli dignitosamente per le loro performance).

    Personalmente, nessuno potrà mai convincermi che sto rubando agli artisti quando ascolto musica senza aver comprato un supporto tanto antiquato quanto costoso come il cd, perchè io andrò ai loro concerti e comprerò le loro magliette, spenderò in media tra i 20 e 50 euro a concerto, e mi sembra più che corretto.

    Sarebbe l’inizio del risorgimento italiano se avessimo il diritto di riempire le strade e i locali di musica.
    La SIAE è un organo tumorale che deve essere asportato immediatamente se non vogliamo che l’organismo Italia muoia di questa malattia. Non deve essere riformato, deve essere estirpato.

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