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Concorsi, quali sono i più facili?

17 maggio 2017 | Autore:


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Lavoratori con qualifiche non elevate: a quali concorsi si possono candidare?

Avere un lavoro stabile è il sogno di tutti, ma il cosiddetto posto fisso,  nel nostro Paese, soprattutto negli ultimi anni sta diventando un vero e proprio miraggio. I concorsi pubblici, in particolare, sono sempre più rari, complici i tagli alla spesa pubblica e il blocco del turnover. Tuttavia, anche se i concorsoni scarseggiano, sopravvivono ancora i piccoli concorsi, ossia quei bandi nei quali i posti vacanti sono pochi, o addirittura uno solo.

Piccoli concorsi: dove guardare

I piccoli concorsi sono banditi di frequente: tuttavia, pur essendo numerosi, non è semplice trovarli, in quanto bisognerebbe “spulciare” i siti di ogni singolo ente, Ministeri, Comuni, Università, Regioni, Asl,etc. Fortunatamente, esiste una fonte unica ufficiale che riunisce tutti i concorsi pubblici, ed è la Gazzetta Ufficiale, 4° serie concorsi ed esami. Una volta trovato il bando di proprio interesse, ci si deve poi collegare al sito dell’ente che ha indetto il concorso e, da lì, scaricare la modulistica e seguire le istruzioni per l’iscrizione.

Certamente, i bandi di concorso sono assai numerosi e risulta quasi impossibile studiare, per ciascuno, in modo specifico: considerando l’elevatissimo numero di partecipanti, concentrare tutte le proprie energie su un concorso per il quale ci sono pochissimi posti a disposizione, in rapporto al numero dei candidati, è un investimento troppo rischioso.

La cosa giusta da fare, allora, se  non si è sicuri di voler “puntare tutto” su uno specifico bando, o semplicemente, se non si ha molto tempo per studiare, è optare per concorsi semplici, ossia che richiedano delle qualifiche non elevate, cioè per le quali non siano richieste elevate specializzazioni.

Dipendenti pubblici: categorie A B C D

Per capire meglio, dobbiamo sapere che, secondo il sistema di classificazione dei dipendenti pubblici [1], questi sono articolati in quattro categorie denominate, rispettivamente, A, B, C e D.

La categoria A è la categoria base, il livello meno elevato di carriera in un ente pubblico. In particolare, appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da:

  • conoscenze di tipo operativo generale (la cui base teorica si sviluppa con la scuola dell’obbligo) acquisibile attraverso esperienza diretta sulla mansione;
  • contenuti di tipo ausiliario rispetto a più ampi processi produttivi/amministrativi;
  • problematiche lavorative di tipo semplice;
  • relazioni organizzative di tipo prevalentemente interno basate su interazione tra pochi soggetti.

La categoria B appartiene ai lavoratori che svolgono attività caratterizzate da :

  • buone conoscenze specialistiche (la base teorica di conoscenze è acquisibile con la scuola dell’obbligo generalmente accompagnato da corsi di formazione specialistici) ed un grado di esperienza discreto;
  • contenuto di tipo operativo con responsabilità di risultati parziali rispetto a più ampi processi produttivi/amministrativi;
  • discreta complessità dei problemi da affrontare e discreta ampiezza delle soluzioni possibili;
  • relazioni organizzative interne di tipo semplice anche tra più soggetti interagenti, relazioni esterne (con altre istituzioni) di tipo indiretto e formale;
  • relazioni con gli utenti di natura diretta.

Ad esempio, rientrano nella categoria B operai professionali, addetti all’archivio, operai socio assistenziali.

Il livello di conoscenze e competenze cresce, poi, con la categoria C. Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da:

  • approfondite conoscenze mono specialistiche (la base teorica di conoscenze è acquisibile con la scuola superiore) e un grado di esperienza pluriennale, con necessità di aggiornamento;
  • contenuto di concetto con responsabilità di risultati relativi a specifici processi produttivi/amministrativi;
  • media complessità dei problemi da affrontare basata su modelli esterni predefiniti e significativa ampiezza delle soluzioni possibili;
  • relazioni organizzative interne anche di natura negoziale ed anche con posizioni organizzative al di fuori delle unità organizzative di appartenenza, relazioni esterne (con altre istituzioni) anche di tipo diretto.

Appartengono, ad esempio, alla categoria gli agenti di polizia municipale e locale, gli educatori, gli assistenti amministrativi.

Infine abbiamo la categoria D, che richiede un elevato grado di conoscenze e competenze.

Esiste una progressione, ad ogni modo, all’interno delle stesse categorie (ad esempio C1, C2, etc.)

 

Concorsi: come valutare a quali iscriversi?

Sulla base delle categorie, dunque, se non si possiede un elevato grado di conoscenze e competenze è bene vagliare i concorsi banditi per i profili richiedenti qualifiche più basse, come A o B o, al massimo, i profili C, per chi possiede almeno il diploma. Non bisogna aver riguardo, ad ogni modo, alla sola categoria “in sé e per sé”, ma soprattutto a quanto richiesto dalla qualifica e dal ruolo: è chiaro, ad esempio, che, se per una determinata posizione sono richieste specifiche conoscenze tecniche, anche se si possiede un titolo di studio superiore, ma le conoscenze di base mancano, è del tutto inutile candidarsi.

Ad ogni modo, il problema è solitamente “risolto” nella fase iniziale, in quanto ogni bando di concorso richiede degli specifici titoli di studio. In pratica, se il concorso richiede un geometra diplomato e l’interessato è laureato in giurisprudenza e diplomato al liceo classico, ovviamente non è possibile che si candidi, nonostante sia in possesso di un titolo di studio di grado superiore.

Concorsi per i ruoli più semplici

Detto questo, a prescindere dalle categorie, è possibile individuare, “a colpo d’occhio”, i ruoli più semplici a cui candidarsi? In realtà, ogni posizione andrebbe valutata attentamente, in quanto anche un ruolo che, alla prima impressione, appare semplice, può nascondere, in realtà, delle difficoltà di base nelle competenze richieste, o nell’esperienza pregressa. Ad ogni modo, possono essere utili, per capire quali sono i ruoli più semplici, gli elenchi esemplificativi indicati dal Contratto collettivo di revisione del sistema della classificazione professionale [1].

Categoria A: custode, usciere.

Categoria B: lavoratore addetto alla cucina, addetto all’archivio, operatori Ced, conduttore di macchine complesse (scuolabus, macchine operatrici che richiedono specifiche abilitazioni o patenti), operaio professionale, operatore socio assistenziale.

Categoria C: esperto di attività socioculturali, agente di polizia municipale e locale, educatore asili nido e figure assimilate, geometra, ragioniere, maestra di scuola materna, istruttore amministrativo, assistente amministrativo del registro delle imprese.

note

[1] CCNL 31/03/1999.

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