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Uso di un cellulare di incerta provenienza: è ricettazione

4 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 giugno 2017



Chi viene trovato in possesso di un cellulare e non sa spiegarne la provenienza risponde del reato di ricettazione, qualora detto cellulare sia stato rubato.

L’uso di un cellulare di incerta provenienza, acquistato magari per un prezzo vantaggioso, ma da persone poco affidabili, può costare al poco accorto compratore una condanna per ricettazione, qualora detto cellulare sia stato rubato. I telefoni cellulari, infatti, anche se sono considerati oggetti di uso comune, sono comunque beni di apprezzabile valore, non necessariamente acquistabili nei negozi o on-line. La Corte di Cassazione [1] si è da poco pronunciata sul punto, e ha affermato che la condotta di chi utilizza un cellulare di cui non sappia indicare la provenienza integra il reato di ricettazione, che ricorre quando un soggetto, al fine di avvantaggiare sé o ad altri, acquista cose provenienti da un delitto, che può essere anche un furto [2].

In base a cosa si può parlare di ricettazione?

In caso di uso di un cellulare di incerta provenienza, la prova della volontà di compiere il reato di ricettazione, come chiarisce la Cassazione, può essere raggiunta anche sulla base dell’omessa o della non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta e utilizzata. Insomma, il silenzio non è oro in questo caso, ma costituisce una presa d’atto, da parte del colpevole, della situazione criminosa. Senza dimenticare, poi, che è praticamente impossibile utilizzare un telefono cellulare con schede anonime, e che chi compra cellulari da canali, per così dire, “secondari”, deve comunque porsi il dubbio che la loro provenienza possa essere losca. Nel caso di specie, il cellulare era stato oggetto di un furto giusto cinque giorni prima del rinvenimento dello stesso in capo al presunto ricettatore, che quindi non poteva che avere ricordi vividi del momento dell’acquisto.

Cosa rischia chi viene trovato in possesso di un cellulare e non sa indicarne la provenienza?

La pena prevista per l’uso di un cellulare di incerta provenienza, è quella  prevista per la ricettazione, della reclusione da due ad otto anni e della multa da 516 euro a 10.309 euro, ma la stessa può essere aggravata qualora i beni acquistati provengano da delitti come la rapina aggravata, l’estorsione aggravata o il furto aggravato.

Si ricorda, comunque, che gli autori dei reati che costituiscono presupposto della ricettazione (i ladri del cellulare, nel caso esaminato) verranno giudicati in separata sede, e che la ricettazione ricorre anche qualora questi fossero soggetti incapaci di intendere e di volere o non punibili per una qualunque causa indicata dal codice penale, e ricorre anche qualora il suddetto delitto presupposto non sia stato ancora accertato con sentenza irrevocabile.

Per procedere in ordine al reato di ricettazione, infine, non è necessaria la querela della parte offesa, in quanto il giudice può provvedere immediatamente, una volta acquisita la denuncia d’ufficio.

note

[1] Cass. sent. n. 20.193 del 27.04.2017.

[2] Art. 648, co.1, cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.

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