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Come si usa la firma digitale?

18 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2017



La firma digitale è l’equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta. A cosa serve esattamente e come si usa? 

Firma digitale: cos’è?

I documenti cartacei stanno lasciando col tempo il passo al formato elettronico. Un esempio? Già da qualche anno negli studi legali e nei tribunali si parla di processo telematico. L’avvocato non è più costretto a depositare in cancelleria la copia cartacea di comparse e decreti ingiuntivi ma può restarsene comodamente seduto in studio e fare tutto dal computer. E se prima munirsi di penna per firmare uno scritto era la regola, ora con la firma digitale più che una penna serve una pen-drive. Già, proprio così: la firma digitale è l’equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta e ha le seguenti caratteristiche:

  • autenticità, in quanto garantisce l’identità del sottoscrittore;
  • integrità, in quanto assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione;
  • attribuisce validità legale al documento firmato.

In pratica, la firma digitale è utile nel momento in cui è necessario sottoscrivere una dichiarazione garantendo l’integrità dei dati oggetto della sottoscrizione e l’autenticità delle informazioni relative al sottoscrittore.

Negli ultimi anni il suo utilizzo è cresciuto a vista d’occhio, snellendo notevolmente i rapporti tra Pubbliche Amministrazioni, i cittadini o le imprese e riducendo drasticamente la gestione in forma cartacea dei documenti.

Da non confondere la firma digitale con la firma elettronica: la firma digitale è una firma elettronica che ha un valore legale certo. Vediamo meglio:

  • firma elettronica: non ha un valore legale in quanto non prevede l’uso di strumenti capaci di garantire l’autenticità e l’integrità dei documenti firmati. Spetta a un giudice valutare, di caso in caso, l’autenticità di un documento firmato in tal modo;
  • firma elettronica avanzata: viene generata con mezzi che consentono di dimostrare l’integrità del documento, sui quali il firmatario ha un controllo diretto ed esclusivo (si pensi a un tablet di proprietà del firmatario). Ha valore legale certo, eccetto che nei contratti immobiliari;
  • firma elettronica qualificata: è una delle forme più avanzate; ha pieno valore legale e certifica sia l’originalità che l’integrità dei documenti firmati;
  • firma elettronica digitale: ha pieno valore legale.

Altra distinzione: firma elettronica non significa pec, la cui funzione è solo quella di permette di assegnare valore legale ai messaggi che si scambiano tramite posta elettronica.

 

Firma digitale: perché viene usata?

La firma digitale, quindi, permette vantaggi e garanzie evidenti; infatti:

  • il documento informatico, dopo la sottoscrizione, non può essere modificato in alcun modo in quanto, durante la procedura di verifica, eventuali modifiche sarebbero riscontrate;
  • si ha la certezza che solo il titolare del certificato ha sottoscritto il documento perché non solo possiede il dispositivo di firma (smartcard/tokenUSB) necessario, ma è anche l’unico a conoscere il pin (Personal Identification Number) necessario per utilizzare il dispositivo stesso;
  • il certificatore garantisce la veridicità e la correttezza delle informazioni riportate nel certificato (dati anagrafici del titolare).

In sostanza, il sottoscrittore non può più disconoscere la propria firma digitale (fatta salva la possibilità di querela di falso).

Firma digitale: quando usarla?

La firma digitale viene utilizzata per tutti gli adempimenti da effettuarsi verso le amministrazioni che richiedono appunto la sottoscrizione di una volontà: denunce, dichiarazioni di cambi di residenza, di domicilio, richieste di contributi, di esenzioni a pagamenti a causa del reddito o di altre condizioni particolari, ricorsi, ecc…

La si usa spesso anche fra privati nella sottoscrizione di contratti, verbali di riunioni, ordini di acquisto, risposte a bandi di gara, ecc…

Firma digitale: come funziona?

Come anticipato, per usare la firma digitale occorre acquistare un apposito kit. Ve ne sono di vari tipi (sotto firma di chiavetta o simili a una carta di credito) e il prezzo oscilla tra i 30 e i 60 euro, per una validità media di 3 anni che va rinnovata in prossimità della scadenza.

Per acquistare un kit di firma digitale occorre andare su internet al sito di un ente certificatore (l’elenco completo è disponibile sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale) o recarsi presso la Camera di Commercio della propria città (si si è titolari di un’impresa) e scegliere il kit più adatto alle proprie esigenze. Per capirci: se si vuole spendere poco si opterà per una smart card e un lettore, al contrario per una chiavetta Usb; se si ha già un lettore si può anche solo acquistare il certificato di firma digitale. Occorre creare un account sul sito dell’ente certificatore e fornire tutti i dati personali più un metodo di pagamento valido (carta di credito, carta ricaricabile o PayPal). A questo punto, si deve verificare l’identità di persona, andando in Comune (con acquisto di marca da bollo), nella sede di un corriere, in un ufficio postale, oppure si può fare a domicilio tramite il postino che consegna il kit. Solo dopo questi passaggi, ci si deve collegare nuovamente al sito dell’ente certificare e attivare il kit fornendo il seriale della smart card, il codice fiscale e altri dati ottenuti in seguito alla verifica dell’identità.

Firma digitale: come firmare?

Per firmare un documento elettronico, basta avviare il software di firma incluso nel kit (o scaricato separatamente dal sito internet dell’ente certificatore), cliccare sul pulsante di firma e selezionare il file sul quale apporre la firma digitale. Si aprirà una finestra in cui si dovrà inserire il pin della smart card che contiene il certificato di firma digitale. La pagina dà la possibilità di selezionare il tipo di file che si intende ottenere. Ad esempio, selezionando “Busta crittografia P7M (CAdES)” si otterrà un file in formato P7M contenente il documento originale e i file della firma digitale. A questo punto, si può avviare direttamente l’applicazione della firma digitale cliccando sull’apposito pulsante oppure scegliere di applicare una marca temporale (timestamp) o una password per cifrare il file. La marca temporale è una certificazione che permette di verificare la data e l’ora in cui è stato firmato un documento, estende il valore legale di quest’ultimo mantenendolo valido anche in caso di scadenza del certificato di firma. La cifratura, invece, permette di limitare l’accesso al documento consentendone l’apertura solo mediante l’utilizzo di una chiave pubblica da parte di destinatari selezionati.

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