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Dipendente in malattia trovato a lavorare

27 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 maggio 2017



A quali sanzioni vanno incontro datore di lavoro e dipendente, se il lavoratore rientra anticipatamente senza rettificare il certificato? 

Il mio dipendente è tornato al lavoro due giorni prima ed è stato beccato dall’Inps in azienda: ora, oltre ad essere sanzionato il lavoratore, sarò sanzionato anch’io?

L’Inps, ultimamente, mostra il pugno duro contro i dipendenti in malattia che rientrano anticipatamente in azienda senza chiedere al medico curante di rettificare il certificato: questo, perché, quando i lavoratori sono in malattia, l’Inps è tenuta a pagare un’indennità di tasca propria, che viene solo anticipata dal datore di lavoro; quest’ultimo, difatti, la conguaglia con i contributi dovuti all’Inps.

In buona sostanza, l’azienda, escluse alcune eccezioni, non sopporta interamente il costo della malattia del dipendente, perché quest’ultimo viene indennizzato dall’Inps. Ma che cosa succede quando il dipendente rientra prima, senza trasmettere il certificato medico rettificato all’Inps? Semplice, succede che l’azienda si ritrova con forza lavoro pagata, almeno in gran parte, dall’Inps. La maggior parte delle volte, però, questo non è dovuto a un intento fraudolento del datore di lavoro, ma alla trascuratezza del dipendente che, pur di non recarsi dal medico curante, lascia il certificato così com’è.

Ecco perché l’Inps, ultimamente, ha puntato i riflettori su queste situazioni: le perdite conseguenti, difatti, sono molto ingenti.

Ma che cosa succede, nel concreto, a datore di lavoro e dipendente, quando quest’ultimo è “beccato” sul posto di lavoro durante la malattia?

Al lavoro durante la malattia: le sanzioni per il dipendente

Se emerge, a seguito di assenza alla visita fiscale domiciliare o ambulatoriale, che il dipendente non ha comunicato la ripresa anticipata dell’attività lavorativa, o che l’ha comunicata tardivamente (dopo la ripresa dell’attività stessa), si devono applicare, nei confronti del lavoratore, le sanzioni già previste per i casi di assenza ingiustificata a visita di controllo, nella misura normativamente stabilita per tali casi casistiche:

  • 100% dell’indennità per massimo 10 giorni, in caso di 1° assenza;
  • 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di 2° assenza;
  • 100% dell’indennità dalla data della 3° assenza.

La sanzione viene comminata al massimo fino al giorno precedente la ripresa dell’attività lavorativa, considerando tale ripresa come una dichiarazione “di fatto” della fine prognosi (avvenuta nella giornata immediatamente precedente) dell’evento certificato.

Il lavoratore, che si trova nelle situazioni sopra descritte e che, non trovato al domicilio di reperibilità, viene invitato a visita ambulatoriale, deve, comunque, produrre una dichiarazione che attesti la ripresa dell’attività lavorativa.

Al lavoro durante la malattia: le sanzioni per il datore

In presenza di un certificato di malattia con prognosi ancora in corso, il datore di lavoro non può consentire al lavoratore la ripresa dell’attività lavorativa, ai sensi della normativa sulla salute e sicurezza dei posti di lavoro. Il codice civile [1], infatti, impegna il datore di lavoro ad adottare tutte le misure  necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori, mentre il Testo unico sulla sicurezza [2] obbliga il lavoratore a prendersi cura della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro e fornisce una lunga serie di prescrizioni ai datori di lavoro, differenti a seconda delle mansioni svolte.

Questo è quanto chiarito da una recente circolare dell’Inps sull’argomento [3]: l’Inps, però, non chiarisce quali siano le sanzioni applicabili, nello specifico al datore di lavoro. Si ritiene dunque che queste vadano valutate caso per caso, sulla base del Testo unico sulla sicurezza, a seconda del rischio a cui è esposto il lavoratore malato che presta comunque attività e del rischio al quale sono esposte le persone che potrebbero avere ripercussioni negative dall’attività stessa (si pensi all’autista che guida con la febbre alta, che potrebbe causare facilmente un incidente stradale).

note

[1] Art. 2087 Cod.civ.

[2] Art. 20 D.lgs. n. 81/2008.

[3] Inps Circ. n. 79/2017.

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