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Cyberbullismo: cosa prevede (davvero) la nuova legge

18 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2017



La legge sul cyberbullismo introduce per la prima volta in Italia norme dedicate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno che ha per protagonisti e vittime i minorenni, con il coinvolgimento diretto delle scuole.

 

Da oggi i minorenni vittime di cyberbullismo e i loro genitori potranno contare su maggiori tutele grazie all’introduzione di norme che mirano a prevenire e contrastare più efficacemente i fenomeni di bullismo informatico.

La legge [1] approvata dal Parlamento conserva soltanto una minima parte del disegno di legge originariamente proposto nel 2014. La volontà di evitare nuovi rinvii dopo due rimpalli tra Camera e Senato e di raggiungere velocemente un compromesso ha imposto di rinunciare alle norme relative al bullismo in generale e alle modifiche al codice penale che introducevano speciali aggravanti nel caso di stalking commesso tramite condotte di cyberbullismo.

Prima e più importante novità della legge è l’introduzione di una definizione legale di cyberbullismo.

Si può parlare di cyberbullismo quando ci si trovi di fronte a condotte:

  1. di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita o manipolazione o trattamento illecito di dati personali;
  2. poste in essere nei confronti di minorenni;
  3. realizzate per via telematica (siti web, social media).

È considerato cyberbullismo anche la diffusione online di contenuti riguardanti un componente della famiglia del minorenne con lo scopo intenzionale e predominante di isolare il minorenne attraverso un serio abuso, un attacco dannoso o la sua messa in ridicolo.

Le tutele 

I minori aventi un’età di almeno 14 anni che siano vittima di atti di cyberbullismo, i loro genitori o altri adulti esercenti la responsabilità su di essi possono presentare al gestore del sito internet o del social media una richiesta di immediato oscuramento, rimozione o blocco dei contenuti offensivi.

Non è prevista la cancellazione dei contenuti, ma solo l’impedimento dell’accesso degli utenti: in questo modo i contenuti potranno sempre essere utilizzati come prova.

Nel caso in cui il responsabile del trattamento dei dati non provveda entro 24 ore a comunicare all’interessato la presa in carico della richiesta ed entro 48 ore a rimuovere i contenuti offensivi, l’interessato può fare reclamo all’Autorità garante per la protezione dei dati personali, che provvederà a prendere una decisione e ad assumere i necessari provvedimenti entro 48 ore.

Il reclamo al Garante si può presentare anche quando sia impossibile identificare il responsabile del trattamento dei dati personali della pagina web o del social media.

Le sanzioni 

Il dirigente di un istituto scolastico che venga a conoscenza di un episodio di cyberbullismo commesso da uno o più studenti del proprio istituto è obbligato ad informarne immediatamente i genitori dei responsabili e a prendere adeguati provvedimenti disciplinari di carattere educativo.

Nel caso in cui la condotta di cyberbullismo commessa da un minorenne di almeno 14 anni nei confronti di altro minorenne integri anche il reato di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali, la vittima ha la facoltà di scegliere una di queste due alternative:

  1. presentare querela e quindi avviare un procedimento penale nei confronti del responsabile (trattandosi di responsabile minorenne non ci si potrà costituire parte civile per chiedere il risarcimento dei danni nel processo penale);
  2. chiedere al Questore di ammonire il responsabile: in questo caso il Questore convocherà il minore insieme ad almeno un genitore per ammonirlo oralmente e per iscritto, invitandolo a cessare la condotta e a non ripeterla.

La presentazione della querela impedisce la richiesta o la prosecuzione del procedimento di ammonimento.

Le restanti norme della legge prevedono una serie di misure, programmi e progetti di intervento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo in ambito scolastico, favorendo la collaborazione tra insegnanti, servizi territoriali, forze di polizia e famiglie.

Ogni istituto scolastico sarà tenuto a nominare tra i propri insegnanti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto al cyberbullismo.

note

[1] Disegno di legge n. 3139-B approvato il 17 maggio 2017.

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1 Commento

  1. Grazie Andrea, grazie idealmente e di cuore a nome di tanti bambini e ragazzi che ne sono vittime; mi chiedo perché la tutela riguardi “i minorenni aventi un’età di almeno 14 anni”, qualche caso si riscontra già nell’ultimo biennio della scuola primaria e a 12/13 anni; se si considera “…anche la diffusione online di contenuti riguardanti un componente della famiglia del minorenne con lo scopo intenzionale e predominante di isolare un minorenne…” purtroppo si verifica anche che genitori degli alunni si servano di WhatsApp in tal senso

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