Diritto e Fisco | Articoli

Intestino irritabile e assenze dal lavoro

25 Mag 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Mag 2017



Dolori, diarrea e gonfiore condizionano chi soffre di questa patologia per la quale non c’è invalidità. Come gestire le assenze per visite o terapie.

La sindrome dell’intestino irritabile (Ibs) è una malattia che colpisce circa il 10% della popolazione italiana. Si tratta di un disturbo cronico e ricorrente dell’apparato gastrointestinale, nello specifico del colon e dell’intestino tenue, con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi. I sintomi più comuni sono il dolore o lo sconforto addominale, il meteorismo, il gonfiore, e la stipsi o la diarrea. L’intestino irritabile provoca spesso un peggioramento della qualità della vita, al punto di essere la seconda causa di assenze dal lavoro dopo l’influenza.

Per diagnosticare la sindrome dell’intestino irritabile il medico competente esamina l’addome del paziente ed esegue un’esplorazione rettale volta ad escludere una patologia tumorale ed a verificare se c’è incontinenza o spasmo del canale anale. Quindi, da una parte confermare la sindrome dell’Ibs e dall’altra capire che non ci sia dell’altro.

Intestino irritabile: malattia sottovalutata?

Secondo alcuni esperti in materia, la sindrome dell’intestino irritabile viene sottovalutata dal Sistema sanitario nazionale: a differenza di altre patologie come la celiachia o le malattie infiammatorie intestinali, per la diagnosi e la terapia dell’Ibs visite ed esami non vengono rimborsati. Si parla di una spesa annua pro-capite di circa 1.200 euro. Non è poco.

Eppure, la sindrome dell’intestino irritabile non è meno invalidante del diabete o del reflusso gastroesofageo, dice l’Associazione dei Gastroenterologi e degli Endoscopisti ospedalieri. La diagnosi in giovane età ed il mancato riconoscimento sociale della malattia incidono sullo stato psicologico dei pazienti, spesso sotto i 40 anni e nel pieno della fase ascendente sul lavoro. Ma costretti a limitare drasticamente impegni sociali e professionali a causa dei disturbi provocati dall’intestino (e delle frequenti corse in bagno).

Le assenze dal lavoro

Come succede spesso con tutte le malattie, c’è chi vive meglio e chi vive peggio i disturbi dell’intestino irritabile. Ma è, comunque, comprensibile che dolore addominale, diarrea e crampi comportino qualche difficoltà nello svolgimento della propria attività. E che sia inevitabile un certo numero di assenze dal lavoro sia per fare degli esami e delle visite sia per restare a casa a riposo nei giorni in cui i disturbi sono particolarmente acuti.

La prima cosa da fare è recarsi dal medico curante per una visita. Sarà lui a valutare se la gravità dei dolori o dei disturbi permette o meno lo svolgimento dell’attività lavorativa. In quest’ultimo caso, assegnerà i dovuti giorni di riposo, trasmetterà telematicamente all’Inps il certificato di malattia e fornirà il numero di protocollo del certificato al lavoratore. Quest’ultimo ha, invece, il compito di avvertire immediatamente l’azienda dell’assenza e di inviare il protocollo della trasmissione del certificato medico al datore di lavoro.

Di conseguenza, le assenze dal lavoro per l’intestino irritabile equivalgono ad una malattia. Ciò significa che ci si dovrà sottoporre a una eventuale visita fiscale, garantendo la propria reperibilità (ad eccezione di ricovero ospedaliero o in una diversa struttura sanitaria, anche se in regime di day-hospital) nelle fasce orarie previste a tal fine:

  • dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, per i dipendenti pubblici.

Nel caso in cui il lavoratore debba sottoporsi a terapie o visite specialistiche, le assenze alla visita fiscale sono giustificate. Resta inteso, comunque, che il lavoratore deve preavvertire il datore di lavoro e fornire idonea attestazione.

Se, invece, il dipendente che soffre di intestino irritabile deve assentarsi dal lavoro per fare una visita medica o per una terapia ambulatoriale, viene considerato temporaneamente incapace di svolgere attività lavorativa se:

  • la permanenza nel luogo di cura si protrae per tutta la giornata lavorativa;
  • i tempi per rientrare dal luogo di cura impediscono al lavoratore di essere presente in azienda;
  • la terapia a cui il dipendente si sottopone è considerata dal medico incompatibile con l’attività svolta.

Vuol dire che l’assenza dal lavoro sarà indennizzata come avviene normalmente per la malattia. Il lavoratore dovrà chiedere alla struttura presso la quale ha fatto la visita o la terapia un certificato da inviare on line all’Inps oppure redatto su carta intestata con:

  • i dati del dipendente;
  • la data di rilascio;
  • l’inizio e il termine del ricovero;
  • la firma del medico e la descrizione della diagnosi.

Al di fuori delle situazioni descritte, le assenze dal lavoro per visite mediche, analisi o terapie dovute alla colite possono essere indennizzate o meno, secondo quanto disposto dal contratto collettivo.

Le soluzioni possono:

  • chiedere un permesso retribuito presentando un’attestazione medica che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
  • chiedere lo scomputo delle assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi retribuiti spettanti, come rol (riduzione dell’orario di lavoro) o ex festività;
  • chiedere un permesso non retribuito.

Intestino irritabile e invalidità

L’intestino irritabile, pur essendo – come sostengono gli esperti – una malattia invalidante, non è collegata direttamente a una determinata percentuale d’invalidità. Soltanto per le malattie croniche intestinali viene riconosciuta, a seconda della gravità, un’invalidità civile del 100%.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI